Archive for ‘Irlanda’

aprile 26, 2012

Porte – pourri

…a porte chiuse, aprire le porte, chiudere le porte, dare dalla porta e togliere dalla finestra, essere alle porte, mettere alla porta, picchiare alla porta ,prendere la porta, ridursi alle porte coi sassi, sbattere la porta in faccia, sfondare una porta aperta, trovare tutte le porte aperte, trovare una porta chiusa, quando il bisogno bussa alla porta, l’onestà si butta dalla finestra, chi ha buon vino in casa, ha sempre i fiaschi alla porta, alla porta dell’avvocato non ci vuol martello, carezze di frati t’accompagnano fino alla porta, e te la serran dietro, chi cammina un miglio pazzo, non torna alla porta savio, con le chiavi d’oro s’apre ogni porta, felice colui che non passa porta altrui, i cani piccoli davanti alla porta si sentono grossi, il caritatevole dà alla porta, e Iddio mette dentro dalle finestre, la porta di dietro è quella che ruba la casa, una bella porta rifà una brutta facciata, le bellezze duran fino alla porta, le bontà fino alla morte. ogni porta ha il suo batacchio, porta aperta per chi porta; e chi non porta, parta pur, non si serra mai una porta che non se n’apra un’altra…

in ogni caso è meglio quando la porta è colorata così.

PS: variante regionale: si chiude una porta si apre un portone…

 

aprile 25, 2012

Riti di saluto a Dublino

 

O.Wilde. Merrion Square Park, Dublin.

aprile 24, 2012

Perche’ tu te ne prenda cura

Dublino, facciata di una palazzina
(If you really love something and you have it then no matter what it is I think you deserve it.We are only caretakers for the things we have. I am lucky to have this flat. It is all I really have and I really love it. I think I take care of it the best I can.)

aprile 22, 2012

Dublino a colori

Porte di giallo, rosso, blu, verde dipinte scandiscono susseguirsi di palazzine beige e grigie allineate su viali lunghi e tranquilli.

Le divise nere di un piccolo coro gospel che canta in una via del centro sono accese da cravatte rosse e visi su cui spiccano azzurri gli occhi e diafana la pelle.

Chiese di pietra antracite specchiano archi e guglie chiari nelle pozzanghere d’acqua piovana che i turisti schivano e i bambini misurano a calze zuppe e risate felici.

Le miniature del Libro di Kells brillano d’oro, porpora e azzurro tra intrecci annodati di lettere e decorazioni di pazienza e maestria.

Il cielo e’ grigio e scarica acquazzoni improvvisi di pioggia sottile, condotti dal vento ad insinuarsi sotto gli ombrelli e i cappucci degli impermeabili.

Ma basta alzare gli occhi per vedere poco lontano il sole pronto a tornare tra i tulipani fieri dei parchi tra cui passeggiano candidi incuranti i gabbiani.