Archive for ‘Francia’

giugno 20, 2014

Attenta a quello che desideri…

…potrebbe avverarsi!

Mi annoiavo, in ufficio, e non avevo molto di interessante da fare. Per questo ho cambiato. Adesso non ho un attimo di tregua, ho persino i super corsi di formazione, e nel tardo, pomeriggio, quando riesco a uscire, lascio montagne di cose da fare e crollo addormentata appena arriva il buio. Ho voluto la bici e adesso pedalo e va bene cosi’.

Per un po’ di tempo saro’ in arretrato in ufficio, a casa, nel tempo libero e probabilmente anche in altri luoghi che adesso non mi vengono in mente. Per il fine settimana, pero’, mi prendo una pausa e torno di nuovo a esplorare Parigi, poi una tirata lunghissima fino ad agosto.

Au revoir…

luglio 22, 2013

Paris, encore

Ho deciso. Da grande faccio la weekend planner. Ho un avvenire nel campo. Propongo combinazioni per tutti i gusti e per tutte le disponibilità finanziarie anche se preferirei non dovermi occupare delle flange estreme: di voi a cui va bene dormire per terra e di voi che pernottate solo negli alberghi con troppe stelle. In entrambi i casi non mi troverei a mio agio a sperimentare. Per tutti quelli che stanno in mezzo, ecco un esempio di itinerario intenso, turistico ma non troppo, curioso e gastronomico, ideale per chi già conosce i monumenti più importanti della città e i suoi musei e vuole solo andare a zonzo e ficcare il naso in quelli che restano solo se c’è brutto tempo.

Arrivate da CDG, estorcete un biglietto extraurbano e un carnet da dieci corse alle macchinette automatiche e balzate sulla RER. Nella canicola mattutina che picchia già alle dieci, raggiungerete in una mezz’ora e con un paio di cambi una fermata nei pressi di Montmartre. Scendete e fatevi largo tra chi tenta di vendervi un iphone 5 o un samsung nuovo di zecca per cifre inferiori ai 250 euro. Non è mai una buona idea. Proseguite per duecento metri ed entrate al Marché Saint Pierre, un isolato di negozi di tessuti, alti cinque piani, e di mercerie in cui potrete trovare qualunque cosa, facendovi largo tra le signore francesi intente a soppesare i pregi e le virtù di ogni rotolo. Se vedete qualcosa che vi piace, una stoffa stampata in un modo inconsueto, originale rispetto a quello che trovate nel vostro paese d’origine, non resistete, portatevene a casa uno scampolo e date spazio alla creatività. Sarà il vostro souvenir, non scontato, non comune.

Uscite dai vicoli  che è quasi mezzogiorno e, fatti pochi passi, tirate su il naso per ammirare la basilica Sacre Coeur, raggiungibile assiepati sulla funicolare o dopo ascensione di duecento scalini (la seconda: il ginocchio beneficiava di una rarissima violazione alle mie ferree regole sui medicinali, cioè di una compressa di Tauxib, e gli sembra quasi di essere un’articolazione sana), pigliate fiato mentre osservate la città ai vostri piedi e poi scendete giù, verso le piazze dei pittori, ad ammirare i turisti che ammirano le opere degli artisti. Poi di nuovo scendete, verso Pigalle, verso il metrò e fate rotta ad est,  fermandovi a Rue de Montorgueil, a farvi tentare e a cedere alla tentazione dei dolci e dei salati dell’antichissimo Stoher, delle boulangeries e delle fromageries. Lasciate ogni cosa in albergo, dopo esservi riposati una mezz’oretta, mentre il sole ancora splende, perdetevi nel Marais, infilate il naso nei negozietti, senza comprare o comprando qualcosina qua e là, come un flaconcino  di sapone di marsiglia aromatizzato alla lavanda che vi farà compagnia col suo profumo nel prossimo viaggio, o il tè da Mariages Fréres e da Le Palais du The, il cui suo sapore di bergamotto – siete tradizionalisti e scontati – starà con voi per tutto inverno,una tazza ogni domenica, nei pomeriggi freddi e lenti.

Guardatevi intorno, in alto e in basso, decifrate le scritte sopra le entrate dei vecchi negozi, sbiadite dal tempo, infilatevi nei portoni dei palazzi, se si può, e scoprite i giardini freschi, nascosti e raccolti del Palazzo degli Archivi poi tornate, col tramonto intorno a voi, verso il Centre Pompidou, e fermatevi ad ascoltare gli artisti di strada e a osservare il tetto di un palazzo attraverso una bolla di sapone.

Cenate, una cosa veloce, una fetta di quiche lorraine che si scioglie in bocca, ad esempio, poi ripartite, verso la Senna, per quattro passi mentre si fa sera sulle acque e i più si attardano tra la sabbia di Paris Plage.

Ecco, questo è  per il sabato ma pure per la domenica ce n’è d’avanzo, specialmente se, in un altro cedimento alle tentazioni, si indugia tra le bancarelle del Marchè Bastille, per procurarsi pane fresco, formaggio e ciliegie, poi si ripassa davanti all’ormai nota Pâtisserie des Rêves a rendere grazie al genio di Conticini e poi ancora si arriva ai giardini del Trocadero, per sbafare al fresco, sotto enormi platani, davanti al metallo amichevole della Tour Eiffel mentre la città si prepara ad accogliere l’ultima tappa del Tour e il sole picchia forte sui boulevards e sulle spalle di indigeni e turisti, in un pomeriggio d’estate.

Ve lo prometto:  il lunedi il rientro al solito tran tran sarà terribile.

Paris collage

settembre 24, 2012

A Parigi non si è mai troppo piccoli (o troppo grandi)

Parigi non mi ha deluso nemmeno questa volta. La rive gauche regala altri negozi in cui perdersi e sficcanasare, scorci poetici e monumenti grandiosi, echi letterari ed artistici, il Museo Rodin e altre pasticcerie da scoprire, piene di cose buonissime e colorate.

Mi ha fatto conoscere anche due nuovi amici, Mai e Matteo: ci siamo scambiati pezzetti delle reciproche vite davanti ad un ottimo tè e ad una fetta di torta al cioccolato, che conteneva probabilmente il fabbisogno calorico giornaliero necessario ad un taglialegna.

Oppure ad una turista  in pausa prima di affrontare altri boulevards e la vista splendida sulla città avvolta dalle ombre della sera dall’alto dell’arco di trionfo, quando le auto che transitano lungo gli Champs Elyseées diventano due lunghissime linee di luce, una rossa e una bianca, intervallate dall’intermittenza dei semafori a metà della strada, quando la Tour Eiffel si staglia gialla nell’aria scura a destra e manda la buonanotte alla cupola di Montmartre, tonda sagoma a sinistra, quando le mille e mille persone ancora a lungo invadono le vie e i locali e i giardini tutt’intorno fino a dove lo sguardo riesce a distinguere i profili dei tetti d’ardesia.

A Parigi c’era ancora musica all’aperto in questo primo fine settimana d’autunno e dove c’è musica ci sono i bambini che ci si tuffano in mezzo per capire di che cosa è fatta e vedere, proprio da vicino, che effetto che fa.

luglio 26, 2012

Paris graffiti

E per l’ultimo post della serie parigina, questa volta faccio il verso ad esercizidipensiero che, durante una lunga camminata per Venezia, l’anno scorso, mi ha insegnato che anche i muri parlano.

 

luglio 25, 2012

Paris couleurs

 Passare con il mouse sopra l’immagine per scoprire la tonalità di colore catturato.






luglio 22, 2012

Paris gourmand

A Parigi lo scorso fine settimana c’erano 25 gradi,  il sole, moltissime persone e tante cose da fare e da vedere. Le ore sono volate tra i vicoli del Marais, l’argine della Senna convertito in spiaggia estiva e le chiuse del Canale St. Martin. Niente musei, solo aria aperta: rumori, colori, bambini che giocavano nella sabbia dei parchi, acqua che scorreva tra le chiuse, turisti stanchi, angoli tranquilli.

Ho trascorso l’inverno a leggere delle degustazioni di chottomatteo ma sabato gli ho fatto concorrenza. Anzi, questo post lo scrivo facendo il verso ai suoi: cose buone parigine, una dietro l’altra!

In quale fermata della RER si scende? Les Halles? Fammi controllare nel moleskine che forse ho segnato quali sono le migliori pasticcerie della città…La più vicina? Eccola!  Stohrer, antico luogo. Tartellette à la rhubarbe e pain aux raisins  da accompagnare ad un cappuccino Starbucks – perché il caffè, a Parigi, proprio no e allora meglio fare come i turisti pessimi – e tartelette aux pistaches, per quando non so ma vedrai che verrà buona. Baguette per pranzo e qualche madelinette da portare a casa alla boulangerie Kayser, proprio di fronte, per non lasciare nulla di intentato e due assaggi scelti a caso dal bancone di Fromages et Détail.

A posto, sono pronta, si va verso  Place des Vosges, con l’unica missione di perdersi nel Marais, cacciare il naso in tutti i negozietti che ispirano, girare dietro agli angoli per vedere cosa nascondono, col passo lento di chi non ha nulla da fare se non andare a spasso tutta la giornata. Ecco subito una pistacherie, poco prima del Centre Pompidou, con pistacchi da tutto il mondo. Ci sono pacchetti piccoli di snack al sesamo e alle mandorle…hanno l’aria buonissima….si dai, un paio da mettere in borsa e sgranocchiare durante la settimana, per rendere più lungo il ricordo del viaggio. A proposito di borse: questa volta ho viaggiato super-minimal, con una borsa a tracolla da tutti i giorni, che contiene giusto un cambio e quattro cose e che è perfetta da portarsi in giro senza troppo fastidio. Scelta ottima, mi compiaccio di me stessa,  non fosse che… la borsa si sta riempiendo a vista d’occhio…se si va avanti così non si chiuderà più!

Tra vetrine di cioccolatieri e negozi di specialità yiddish, Mariages Frères è tappa d’obbligo, per un acquisto di una miscela di earl gray declinata dalla casa. File e file allineate in penombra di pacchetti scuri e profumati contrassegnati dal simbolo chiaro: si svitano tutti i tappi dei barattoli, si annusa, si confronta, ci si ripensa, si sceglie, si cambia idea, si riannusa e poi, alla fine, è sempre bergamotto ma mezz’ora vola tra aromi delicati o intensi.

Il pomeriggio avanza, la fame si fa sentire, non ci sono parchi a portata di vista quand’ecco che, dentro il cortile della Bibliotèque Historique, alcune panchine tranquille riposano placide ed ignorate dalla folla che passa lungo le vie esterne. E’ ora di un pique-nique e di riposarsi un po’. Fuori il coltellino comprato al volo che rimarrà in terra francese e bon appétit!


A pancia piena si riparte, con calma, verso Place des Voges senza altre interruzioni gastronomiche, poi, dopo una pausa in albergo a lavarsi un po’ e a far riposare il ginocchio,  si va incontro alla sera attraverso Les Tuileries, accanto alle piramidi del Louvre, lungo gli argini della Senna inondati di vita,di canzoni e di francesi che prendono l’aperitivo sulla spiaggia improvvisata, giù giù verso Notre Dame, al di là dei ponti, sulla rive gauche, Chez Hamadi, per un couscous tunisino doc in un angolino lontano dalla pazza folla.

Hhhhhmmmmm, che buona Parigi!