Archive for ‘Francia’

agosto 21, 2015

Tout passe ( anche le vacanze )

 

Le cicogne volano tra i nidi, sui tetti d’Alsazia. I vitigni si allungano tra le pendici dei Vosgi e la piana del Reno. I turisti affollanno i borghi piu’ noti e trascurano paesini da fiaba avvolti nella quiete del mattino. Sulla strada del vino ci sono cantine piu’ o meno famose, la miglior produttrice di confetture del mondo – dicono, io decidero’ dopo che avro’ assaggiato il bottino -, una delle poche manifatture rimaste di stampaggio manuale di tessuti, il ricordo della Bugatti e l’attualita’ della Peugeot, un costruttore di costosssime pentole di ghisa e coltelli da cucina professionali. Ci sono parcheggi a modico pagamento accanto ai centri delle citta’, bagni pubblici puliti a disposizione dei turisti, case coerenti dal punto di vista architettonico e dai balconi fioriti, coltivazioni di frutti di bosco a prezzi ragionevoli, fattorie che formano formaggi puzzolenti e buonissimi, zone industriali non troppo invadenti, una cucina calorica e invernale, una lingua mescolata tra tedesco e francese, i ricordi della guerra, l’orgoglio di partecipare ai concorsi per la piu’ bella citta’ fiorita, i castelli diroccati e arroccati. E c’e’ stata la mia settimana di vacanza: una soddisfazione.

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agosto 17, 2015

Osservazioni strasburghesi

   
    
   

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agosto 16, 2015

Iati

Due settimane di vacanza. La prima é trascorsa a casa, e mi é sembrato stupendo godermela, anche se ho proclamato fosse il periodo delle grandi pulizie. La seconda é iniziata saltando di qua e di la’ dal Reno, tra la Germania e l’Alsazia. Qui non si sente altro che il fresco buono.

  

giugno 14, 2015

Foto ricordo

Visto che ho scritto poco, negli ultimi mesi, deposito qui qualche foto riassuntiva. Servono  per il muretto, di cui al commento del post precedente.

Veneziane – Marzo

Veneziane Marzo

 

Biscotti – Aprile

Biscotti Aprile

Pasticceria Salata – Aprile

Bignè Pasticceria salata Aprile

Cioccolato – Aprile

Cioccolato Aprile

Parigi – Maggio


Parigi Murales Belleville Maggio

Mignon – Maggio

Mignon Maggio

Torte – Maggio

Torte Maggio

Svizzera – Giugno

Lucerna Svizzera Giugno

Domani

Snopy in ufficio

maggio 27, 2015

E allora muoviti, muoviti!

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Nel fine settimana ho fatto un giro, ancora qui, perchè sono monotona e affezionata. Ci sono sempre tante cose da nuove da vedere e tante cose vecchie da salutare. Stavolta c’è stato il Père-Lachaise, con le sue tombe aggrovigliate sulla collina, Bellevile, col suo panorama e i suoi graffiti, La Sainte-Chapelle, con le vetrate restaurate che splendevano nella luce fissa della sera. Poi ancora il Marais, che festeggiava le conquiste dublinesi, il Museo d’Orsay, che è una sicurezza, il Museo Marmottan, che è stata una novità, il duplice pellegrinaggio in adorazione alla Patisserie  des Rêves, la scoperta delle praline di Chapon. E poi il ritorno a casa, quel tanto che basta per disfare la valigia e rifarla.

Sto trascorrendo una settimana movimentata. Lunedi sera è terminato il corso di pasticceria, dopo 120 ore, con un esamino finale, nel quale mi sono cimentata con la mousse au chocolat. Stasera consegneranno i diplomi e si sbaferanno i temi d’esame, ma io non ci sarò. Sarò, infatti, a Como, ad un concerto di Jackson Browne: arrivo tardi, alla musica moderna, e ci arrivo per le vecchie glorie.

Ci arriverò anche assonnata: ieri ho fatto tardi in pizzeria, in ottima compagnia. Vi ricordate del periodo in  facevo la spola tra il mio vecchio ufficio e Madrid? A distanza di un anno, ho rivisto uno dei protagonisti, in Italia per lavoro, con la collega con la quale ho condiviso il progetto. E’ stata una cena di chiacchiere, aggiornamenti, risate. Che belle persone. Che bel progetto. Chissà se me ne ricapiterà mai uno così piacevole – e massacrante – da fare e ricordare.

Domani, invece, si chiude il corso di disegno. Ho imparato poco, partendo da talento nullo e abitudine alle matite inesistente. Sono state ore di immersione in una dimensione di concentrazione rilassante con risvegli di frustrazione. Dubito che farò mai qualcosa di buono, ma da tanto volevo iniziare, e sono soddisfatta per averlo fatto. Lo sono molto di meno pensando che i miei sgorbi saranno messi in mostra, insieme agli altri, per testimoniare il lavoro dell’associazione. Secondo me l’unica ambizione dei miei fogli è quella di finire a fare gli inneschi del caminetto insieme alla diavolina.

Venerdi sera…- vorrei dirvi gran finale, ma non è ancora finita – cena di fine corso pasticceria in un ristorante stellato appena fuori Brescia. Non vedo l’ora, perchè sarà una scoperta piacevole. Ne uccide di più la gola che la spada, e io sarò tra loro. Non devo però pensare al fatto che sarà l’ennesima giornata di ore piccole, e io sono un ronfo, soffro, se vado contro natura.

Il gran finale arriverà nel fine settimana lungo: quattro giorni in Svizzera, tra Zurigo e il lago di Costanza: altri posti nuovi, altro giro.

Poi giugno sarà di gran riposo, a confronto.

gennaio 10, 2015

Puff.

In tre giorni il benessere accumulato durante il riposo nel periodo natalizio è sparito, sciolto come neve al sole, afflosciato come il copertone di una ruota di bicicletta a metà di una passeggiata. Iniziare a ranghi ridottissimi qualche giorno prima ha avuto perlomeno il vantaggio di rendere la ripresa meno brusca,ma, come da previsione, il pressappochismo di chi avrebbe dovuto garantire l’avvio in tranquillità di un bel progetto ha prevalso e il tardo pomeriggio di questi tre giorni si è trasformato in un frenetico, nervoso, deprimente tour de force.

Non ha giovato all’umore la cronaca di quanto accaduto in una delle mie città del cuore, così lontana, così vicina, il dispiacere per l’insensatezza di altre morti e per chi resta a piangerle, la preoccupazione per i giorni futuri, i pensieri su quel che è giusto e quel che è sbagliato nel mio microcosmo personale di leggi morali, tutte in discussione, tutte di nuovo da riformulare.

Gennaio è iniziato così. Speriamo non continui allo stesso modo.

giugno 29, 2014

Oleandri di montagna

Nella zona minima di giardino su cui si affaccia la finestra della mia stanza crescono oleandri rosa. Erano di altri colori, quando sono stati piantati, ma hanno deciso, crescendo che è meglio uniformarsi al gruppo. Sono ormai abbastanza alti da aver superato con il tronco la grondaia dei garages abusivi dei vicini, che nessun tribunale farà mai abbattere, e di anno in anno guadagnano centimetri: i fiori sono ormai all’altezza del io sguardo, quassù, al piano rialzato.

É una mattina iniziata presto, ma con molta calma: l’aria è umida delle piogge di ieri, il bucato non si asciuga e lo sto spostando dentro e fuori dal terrazzo, in funzione degli umori del cielo. Ieri è stata giornata di grandi pulizie, di quelle che iniziano in una zona e si allargano nelle altre richiamate dalla polvere, dagli sbaffi di sporco, dal cibo da cucinare perché la data di scadenza si avvicina o è magari stata superata, dal ferro da stiro, dall’inquietudine che mi assale quando vedo quante cose possiedo e quanto è difficile tenere pulite superficie occupate da oggetti. Il minimalismo ressite sulle posizioni raggiunte negli scorsi anni, ma non fa passi avanti. Oggi dovrebbero essere ore più contemplative: ho ancora alcune attività sulla lista che sto man mano spuntando, ma forse un’oretta per leggere la trovo. D’altronde, tra lunedì e venerdì adesso non ho proprio la possibilità di fare molto altro che non sia manutenzione minima ai luoghi in cui abito.

Il fine settimana scorso è stato parigino e spensierato: sabato si è perso tra passeggiate nei quartieri intorno a Les Halles, a scoprire i passages, nel negozio di spezie di Bruno a inventariare odori e cercare miscele da noi rare, e nel Marais,  a far scorta di te e ad osservare la gente che ci si riversa ogni giorno, nel piccolo museo archeologico sotto Notre Dame a capire come è nata Parigi, nelle strade della Rive Gauche più a ovest, eleganti e silenziose: chilometri e chilometri a piedi, scoperte e ritrovamenti di quanto già noto. La sera si è conclusa davanti ad un cous cous di Hamadi, tra il caos di Paris Musique: in ogni angolo c’era qualcuno che suonava e le note di uno si confndevano con quelle di un altro, in una cacofonia allegra e inondata di birra e cocacola. Domenica la stanchezza e il caldo hanno avuto la meglio e i ritmi di avanzamento sono stati più lenti e meno frenetici, accompagnati dalla dolcezza delle creazioni di Philippe Conticini, che non deludono mai (ohhh, il gran cru alla vaniglia e il Paris-Brest…).

La settimana che arriverà sarà di nuovo intensa, in ufficio, tra le aspettative dei nuovi colleghi e il tentativo di mettere ordine nel caos della novità di un sistema da scoprire che sta mostrando le sue debolezze e le sue opportunità. Venerdi sera però, sole permettendo, Verona e la sua stagione estiva del teatro romano mi aspettano. Sarà l’Otello di Battiston e, se ci sarà il tempo, una mattonella gelato in centro. Un fine settimana casalingo lo posso accettare, uno iato per riprendere fiato e consegnare ai giorni che arrivano il mio mondo privato pulito.

L’oleandro montano è immobile nella quiete del mattino: forse anche lui sogna il mare.