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Maggio 27, 2015

E allora muoviti, muoviti!

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Nel fine settimana ho fatto un giro, ancora qui, perchè sono monotona e affezionata. Ci sono sempre tante cose da nuove da vedere e tante cose vecchie da salutare. Stavolta c’è stato il Père-Lachaise, con le sue tombe aggrovigliate sulla collina, Bellevile, col suo panorama e i suoi graffiti, La Sainte-Chapelle, con le vetrate restaurate che splendevano nella luce fissa della sera. Poi ancora il Marais, che festeggiava le conquiste dublinesi, il Museo d’Orsay, che è una sicurezza, il Museo Marmottan, che è stata una novità, il duplice pellegrinaggio in adorazione alla Patisserie  des Rêves, la scoperta delle praline di Chapon. E poi il ritorno a casa, quel tanto che basta per disfare la valigia e rifarla.

Sto trascorrendo una settimana movimentata. Lunedi sera è terminato il corso di pasticceria, dopo 120 ore, con un esamino finale, nel quale mi sono cimentata con la mousse au chocolat. Stasera consegneranno i diplomi e si sbaferanno i temi d’esame, ma io non ci sarò. Sarò, infatti, a Como, ad un concerto di Jackson Browne: arrivo tardi, alla musica moderna, e ci arrivo per le vecchie glorie.

Ci arriverò anche assonnata: ieri ho fatto tardi in pizzeria, in ottima compagnia. Vi ricordate del periodo in  facevo la spola tra il mio vecchio ufficio e Madrid? A distanza di un anno, ho rivisto uno dei protagonisti, in Italia per lavoro, con la collega con la quale ho condiviso il progetto. E’ stata una cena di chiacchiere, aggiornamenti, risate. Che belle persone. Che bel progetto. Chissà se me ne ricapiterà mai uno così piacevole – e massacrante – da fare e ricordare.

Domani, invece, si chiude il corso di disegno. Ho imparato poco, partendo da talento nullo e abitudine alle matite inesistente. Sono state ore di immersione in una dimensione di concentrazione rilassante con risvegli di frustrazione. Dubito che farò mai qualcosa di buono, ma da tanto volevo iniziare, e sono soddisfatta per averlo fatto. Lo sono molto di meno pensando che i miei sgorbi saranno messi in mostra, insieme agli altri, per testimoniare il lavoro dell’associazione. Secondo me l’unica ambizione dei miei fogli è quella di finire a fare gli inneschi del caminetto insieme alla diavolina.

Venerdi sera…- vorrei dirvi gran finale, ma non è ancora finita – cena di fine corso pasticceria in un ristorante stellato appena fuori Brescia. Non vedo l’ora, perchè sarà una scoperta piacevole. Ne uccide di più la gola che la spada, e io sarò tra loro. Non devo però pensare al fatto che sarà l’ennesima giornata di ore piccole, e io sono un ronfo, soffro, se vado contro natura.

Il gran finale arriverà nel fine settimana lungo: quattro giorni in Svizzera, tra Zurigo e il lago di Costanza: altri posti nuovi, altro giro.

Poi giugno sarà di gran riposo, a confronto.

luglio 29, 2012

Sonnolenta nostalgia anni ’80

Poche righe per ricordare un animale del Corriere dei Piccoli. Pochi come lui avevano capito quale è il vero obiettivo della vita: dormire, ogni volta che c’è l’occasione e anche quando non sarebbe il caso.

Sarà che sono una trottola, ultimamente, sarà che non ho mai la quiete ma, ogni volta che metto la testa sul cuscino io porgo omaggio a questa creatura del bosco che “trascorre sei mesi all’anno in letargo nella tana. Durante gli altri mesi divide il suo tempo fra ronfate all’aperto, riposini e pisolini”. Non fa una piega.

Il Ronfo, pigro, saccente, combinaguai: un grande saggio.

Buonanotte.