Al lumicino

E’ sconfortante constatare che, in un mese, avrò scritto sì e no tre post, e confrontare le frequenze con quelle di quando, piena di entusiasmo, ho aperto questo blog.

Sconfortante, ma atteso: io parto sempre in quarta e poi, salvo poche sacre cose, cambio direzione una volta esaurito l’argomento e capito il meccanismo. A volte bastano pochi mesi, altre anni, ma così funziono e, tutto sommato, finché da un’esperienza ne nascono altre, con un effetto a catena di apprendimento e scoperte, mi sta anche bene così.

Questo, ad esempio, è stato l’anno della cucina. Non si è trattato, nel mio caso, di suggestioni modaiole, quanto di prossimità: l’azienda per cui lavoro adesso si trova a 500 metri dalla Cast Alimenti. Quale miglior occasione per imparare seriamente qualcosa di nuovo? Anche perchè oggi sono qui e domani chissà: su lavoro per me resta fisso l’argomento e mobile il contesto.

A dirla tutta, l’unico posto in cui mi vedo benissimo fissa è la mia stanza. Ci trascorrerei l’esistenza, nella mia stanza, uscendo giusto per qualche viaggio e una passeggiata: c’è il letto per leggere e dormire, la scrivania per studiare, gli armadi dei vestiti per ricordare come si stava da quasi magra, le mensole cariche di libri, i miei ricordi, il silenzio, la musica in sottofondo che arriva dal pianoforte, il lontano sussurrare del traffico di giorno, i miagolii dei gatti perduti di sera, la luce dei lampioni e della luna, l’immobilità del quartiere di paese durante la notte.

Ci starei magnificamente nella mia stanza. Davvero. Mi tieni a casa, papà?! Sai, tutte quelle storie sulle donne in carriera e la parità dei sessi da raggiungere, e le risorse intellettuali da sfruttare, eccetera, eccetera…tutte chimere, tanto non ce la faremo mai. Faccio posto ad altre: io ho una casalinga dentro di me che chiede solo di essere ascoltata.

Come? Come dici? Per la solvibilità della sua carta di credito? Ehm, ecco….ci devo ancora lavorare su…

9 commenti to “Al lumicino”

  1. Succede a tutti…prima o poi. Si cambia e si vedono e sentono le cose in modo diverso.
    Con il tempo forse si bada più alla qualità e non alla quantità…anche se l’entusiasmo cala…è sempre importante il blog. Segna il cammino, il nostro che facciamo nel presente con uno sguardo al passato .penso
    un pò quel che hai scritto

    Passa la novità ma resta, solido, il senso del fare

    ciao
    .marta

  2. ma se resti a casa, chiusa nella stanza, consumi poco e quindi la carta di credito non ti serve. Se ti sforzi riesci a creare un algoritmo per arrivare a fine mese con pochi soldi.

  3. Anche per me resta fisso l’argomento ma mobile il contesto in quanto a lavoro. Anche per me il blog ha avuto un ritmo diverso, ma in senso opposto al tuo. Forse dovevo solo iniziare a crederci seriamente. Ma sai cos’è? A cambiare ritmo è la vita e se è vero che attraverso il blog noi la raccontiamo è giusto che anch’esso ne segua l’imprevedibile andamento.

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