Ma certo che si

Che idea, certo che anche questo settembre, come sempre, inizierò un corso di formazione.  Cosa vi ha fatto pensare che la mancanza di un post al riguardo significasse raggiunta l’ignavia?!

Vedete, è che a me manca la scuola, e tanto anche. L’odore della carta nuova, la visione di un astuccio riempito con matite appuntite e gomme bianche, la prima pagina di un quaderno, un taglio di capelli prima di ricominciare. Dato che a scuola non ci posso più andare, perché non riesco ancora a vivere di rendita, da anni devo ripiegare sui corsi serali, che siano di lingue, di presciistica – una volta, ora non posso più – o di qualunque altra cosa mi venga in mente. E se questo non si trasformerà comunque mai in un blog di cucina, dopo l’esperienza del corso serale di aiuto pasticcere in Cast Alimenti della scorsa primavera, ho ceduto all’istinto e al desiderio e, nel prossimo trimestre, frequenterò anche il corso gemello di aiuto cuoco, sempre lì.

Ho cominciato lunedi, sarò in aula due volte a settimana, quattro ore per sera – quattro tendenti al cinque – collasserò a letto a mezzanotte con la testa piena di nozioni nuove e il ginocchio che ulula, ma che cavolo, questo è l’anno del cibo anche a casa mia, non solo all’Expo. All’inizio affetteremo verdure e prepareremo  fondi, ma io so che ogni lezione sarà una scoperta, un invito ad approfondire, uno stimolo e una grande fatica, che servirà a svuotare la testa dai numeri e dai casini del giorno e a costringere me stessa ad affrontare ambienti e argomenti nei quali devo impegnarmi molto per ottenere risultati accettabili. Se così non facessi, invecchierei prima del tempo.

Sarebbe bello poter mantenere questa curiosità e anche un po’ di inquietudine per altri anni, per quanto stancante possa rivelarsi, non pensate?  Immagino per me stessa una vecchiaia pacifica, su una sedia comoda, a leggere, riflettere e pisolare, ma me la figuro anche come un tempo inevitabile in cui fare i conti con me stessa, tirare le somme, provare acute nostalgie, sprofondare in baratri di mancanza, rimorsi e rimpianti. Servirà perciò avere altre piccole cose, mirepoix inclusa,  che possano riempire il piatto della bilancia che peserà di meno e aiutarmi ad arrivare in fondo con la certezza che, ho almeno provato a coltivare i miei tre talenti.

Per cui, ecco, volevo rassicurarvi: mi lamenterò anche nelle prossime settimane del fatto che ho troppa roba da fare.

4 commenti to “Ma certo che si”

  1. non è importante che questo diventi un blog di cucina. certo, però, sarebbe carino se un giorno tu decidessi di inviatre i tuoi follower ad “assaggiare il risultato” dei corsi.😛

  2. Mi associo ad ammennicolidipensiero !!!!

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