Puff.

In tre giorni il benessere accumulato durante il riposo nel periodo natalizio è sparito, sciolto come neve al sole, afflosciato come il copertone di una ruota di bicicletta a metà di una passeggiata. Iniziare a ranghi ridottissimi qualche giorno prima ha avuto perlomeno il vantaggio di rendere la ripresa meno brusca,ma, come da previsione, il pressappochismo di chi avrebbe dovuto garantire l’avvio in tranquillità di un bel progetto ha prevalso e il tardo pomeriggio di questi tre giorni si è trasformato in un frenetico, nervoso, deprimente tour de force.

Non ha giovato all’umore la cronaca di quanto accaduto in una delle mie città del cuore, così lontana, così vicina, il dispiacere per l’insensatezza di altre morti e per chi resta a piangerle, la preoccupazione per i giorni futuri, i pensieri su quel che è giusto e quel che è sbagliato nel mio microcosmo personale di leggi morali, tutte in discussione, tutte di nuovo da riformulare.

Gennaio è iniziato così. Speriamo non continui allo stesso modo.

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