Il giro del cannolo

Il pavone é salvo, anche perche’ ieri mattina la scaletta prevedeva, come é avvenuto, il trasferimento a Ragusa e la visita della citta’. Trovare la masseria in campagna in cui avevamo prenotato non é stato facile: il luogo pero’ era nuovo e pulito. Nelle vicinanze, poi, annovera un’ottima pasticceria ( il Malandrino). Ragusa Ibla, scottata dal sole, regala scorci da presepe e scalinate erte. Modica offre barocco e barrette di cioccolato. Al seguito viaggia la valigiona dell’Air Canada che ho vinto l’estate scorsa, quando ad Halifax distrussero la mia e offrirono scuse e rimpiazzo. É partita mezza vuota, tornera’ debordante e pesantissima: limoni, cioccolato, pasta di mandorle da sciogliere (Nico, una é per te), un paio di bottiglie, condimenti per la pasta con le sarde…roba cosi’, insomma, da turismo godereccio. Oggi invece é toccato a Scicli e poi a Noto, luminosa nel tardo pomeriggio, che si sta preparando all’infiorata. Sbafati ravioli di ricotta e crema di pistacchio e di mandorle, sono quasi pronta ad addormentarmi. Dopo le notti agitatissime della settimana scorsa, ho recuperato i miei ritmi di sempre. Prima pero’, per mio ricordo e forse per interesse di altri, riepilogo i test del cannolo che stiamo conducendo con dedizione da sabato. Quelle delle granite soffre del fuori stagione.

La classifica la guida quello assaggiato oggi alla pasticceria Kennedy, a Noto alta, con ricetta tradizionale e crema di ricotta senza aggiunte di altro. Puro, fedele e sublime, in negozietto d’antan con proprietarie gentilissime.

Segue, al secondo posto, quello del Caffe’ dell’arte di Modica ( che, tra l’altro, ha un cioccolato migliore e meno caro della notissima pasticceria Bonaiuti, poco lontana)

Menzione d’onore al Malandrino sopra citato dove non ho assaggiato cannoli, ma tre paste a base di ricotta, una migliore dell’altra

A ruota, quarto posto per la pasticceria Saleia di Agrigento ( cannoli piccoli al pistacchio e cannolo tradizionale)

Anche in questo caso, menzione d’onore al gelato al pistacchio delle Cuspidi, sempre ad Agrigento, a dieci metri dalla Saleia

Capirete che le cene sono state a base di insalata per compensare, anche se stasera, per eccezione, si é deciso di sbafare. Qui, insomma, capirete che si fa proprio fatica a starci.

Fuori il vento soffia tra il frumento e sul mare. Siracusa mi aspetta, poco lontano.

3 commenti to “Il giro del cannolo”

  1. mamma mia che invidia …..e che rabbia di essere cosi’ lontana dal nostro meraviglioso paese solo per avere un lavoro ! Dopo questo report sono ingrassata di un paio di chili e l’aquolina mi gocciola dai lati della bocca ma sono rinfrancata dall’idea che a casa mi attendera’ la pasta di mandorle!

  2. Ho tanta nostalgia della Sicilia. Su tutte, svetta nella mia memoria Siracusa. E mi viene in mente un suggerimento culinario (il cannolo più buono della mia vita – arricchita da diversi viaggi e da un periodo di lavoro di alcuni mesi nell’isola): la pasticceria-rosticceria ALFIO NERI in Viale Pausania 3: vicino al parco archeologico, in una via defilata, un locale anonimo, ma…..

  3. Accidenti, troppo tardi! La segno per il prossimo giro, tanto li’ tornero’…

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