L’ombra dell’aquilone

Qualche giorno al mare, sole e pioggia alternati, Ancona senza anima, la cattedrale affacciata sul porto e sui cantieri, voglia di Grecia. Ricordi. Niente internet, poco cellulare. L’aquilone vola da solo: il vento é forte, tira il filo. Mi fai provare? Chiedono i bambini con gli occhi all’insu’ a guardare se arriva fino alle nuvole. L’ombra si proietta sui libri di viaggio che leggo guardando l’acqua. Ovetti di cioccolato, pigrizia, passeggiate. Due giorni in ufficio, tempo fermo, riunione fiume, mi invento cose per far passare le ore. Suona il telefono e una cosa gia’ creduta chiusa e pace si rimette in discussione. Resto sola, gli altri vanno via prima; ricevo una visita guardinga: una richiesta di aiuto, un’altra storia di capacita’ sprecate, la seconda oggi. Forse stavolta posso fare qualcosa, forse non ne ho il potere. Vedremo. Riparto subito, birra, fumetti e oud nelle piane del Belgio. C’e’ ancora qualche pausa di liberta’, prima di ricominciare a decidere..

8 commenti to “L’ombra dell’aquilone”

  1. Uh che bel ritmo e che bella grinta in questo post. Bellobello.

  2. questo post mi fa pensare a questa canzone che adoro. mi dà la stessa sensazione di quiete gravida di semi

  3. Buon compleanno al questo blog, sta proprio crescendo bene!! Il mio aquilone è fiero di essere stato citato nel tuo post. Grazie

  4. Nelle piane del Belgio? Tu vai in cerca della pioggia!

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