Avamposti moralistici

Da qualche tempo, un fine settimana al mese, mi capita di salire sui treni regionali che collegano Brescia a Milano. Affollati e insufficienti per il flusso di impiegati pendolari che li utilizza durante i giorni lavorativi, sono spesso pieni anche il sabato e la domenica: studenti che rientrano in famiglia, persone che vanno a far spese nella Grande Citta’, lavoratori che si occupano di attivita’ dai ritmi inversi a quelli degli uffici, tifosi di calcio, gente che va a far visita ai propri familiari.

,La mattina capita che i biglietti non siano verificati. La sera, specialmente sul treno delle 18.25 per Verona, il controllore setaccia il convoglio. É un uomo alto, brizzolato, dalla voce ferma. Ha l’occhio clinico: individua, ancora sulla banchina, i probabili intrufolati e li stana, di carrozza in carrozza. Ho assistito a questa caccia due volte: il sangue non si sparge, ma l’uomo non molla. Riceve insulti, minacce, offese anche pesanti: incassa i soldi delle multe o, alla stazione successiva, ferma il treno, fa scendere chi non paga, immagino faccia denuncia secondo procedura. É un uomo molto educato: saluta, ringrazia, ma non si fa fregare.

Non mi é mai successo di viaggiare senza biglietto: é un comportamento che non riesco a contemplare tra i miei possibili. Capisco che ci possono essere situazioni di bisogno estremo e persone cha hanno bisogno di essere aiutate. Mi auguro che, in questi casi, incontrino chi sa chiudere entrambi gli occhi. Non ammetto invece che chi ha la possibilità’ economica di comprare un biglietto scelga di non farlo. In un Paese che manca di senso civico e di interesse per scelte che prediligono il bene comune, su carrozze dall’aria scombinata e poco pulite, cinque o sei euro individuali possono fare la differenza. Perlomeno, questo é quello che mi auguro quando pago e oblitero. In un Paese dal governo sommamente ladro, sono innervosita dai furti della gente comune. Mi pare un ulteriore segnale del fatto che niente sara’ mai sufficiente ad invertire la rotta. E mentre mi faccio un esame di coscienza, penso a dove posso essere ladra io, mi ricordo della faccenda della prima pietra e mi imbarazzo per la faccia tosta di chi sale sul treno provandoci, a fregare il sistema, e poi vuol anche avere ragione ammiro quest’uomo e il suo sangue freddo, il coraggio con cui svolge il suo lavoro, la mancanza di protezione con cui scende nella mischia degli insulti e le sue spalle dritte, nonostante tutto. Forse a me questo coraggio manca, altrimenti denunce ne avrei gia’ sporto anche io.

10 commenti to “Avamposti moralistici”

  1. Freghiamo il sistema? Ma alla fine “freghiamo” noi stessi. 😦
    Stesso discorso per chi non paga le tasse pur potendolo fare.
    Serena settimana,
    ciao Ondina 🙂

  2. “In un Paese dal governo sommamente ladro, sono innervosita dai furti della gente comune.”
    Ci metto la firma col midollo !

    A me non manca il coraggio ma i soldi per denunciare. Infatti uso clamorosamente spesso la frase “ringrazia che nun c’ho una lira … sennò una querela/denuncia nun te la levava nessuno !”.

    Ci mettiamo in società ? … se hai i soldi, intendo. =)

    • Ho un caso di ortopedico stipendiato dall’Ospedale che visita anche in ambulatorio privato e, a meno di esplicita richiesta, non emette fattura. Come lui l’80% dei professionisti ( medici, fisioterapisti, etc) che ho incontrato in questi quattro anni. Dubito molto che la cosa non sia nota alla GDF e che non sia tacitamente accettata. In un posto relatvamente piccolo, ci si conosce e ci si frequenta anche a cena, senza camici e dvise.

  3. altro che moralistici, questi avamposti. utopistici, semmai, ma certo non privi di concretezza e grande, grandissima dignità.

  4. Nel regionale per MIlano mi dicono che l’ultimo vagone si riempie sempre di extracomunitari e lì il controllore non entra mai, per paura.
    Tuttavia, il mese scorso il controllore non è passato nè all’andata nè al ritorno, e io ero a metà convoglio.

  5. Ultimamente sulla metropolitana di Brescia hanno preso l’abitudine di non controllarti all’interno dei vagoni ma all’uscita della stazione.

  6. Bhe’ allora quando avrai l’occasione come minimo me lo farai sapere con un bel post!!! 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: