Fango

Sto frequentando da alcuni mesi un corso di scrittura. Da quando ho iniziato ho smesso di scrivere per il puro piacere di farlo. Sul blog i post si sono diradati. Nella mia testa le frasi nuotano rarefatte in corsie che non portano ad alcun luogo. Pondero parole che mi sfuggono di mano e precipitano in stagni da cui non riesco a ripescarle.

Non hanno più voglia di giocare con me. Le mie storie hanno perso la voce.

Attendevo sillabe a cascate e raccolgo rivoli da fiacche polle.

Penso: “Voglio che mi leggano”. Prima era solo: “Scrivo. Chissà se poi qualcuno leggerà.”

Forse questo spazio fatto di nulla poteva bastare, senza chiedere altro. Qui c’era una parte buona di me che pare svanita, tra le chiacchiere vuote e le parole di altri, e soffocata, avvolta dal sibilo del dubbio e del confronto impietoso. Oppure solo io pensavo di averla intravista, ma era un’ ombra e nulla più.

Febbraio prosegue, difficile e piovoso.

27 commenti to “Fango”

  1. Successa anche a me la stessa cosa, il corso di scrittura mi ha insegnato a leggere e a capire che di impegnarmi per scrivere non ne avevo voglia. No, troppo bella la libertà del dilettante, la passione e il potersi permettere di scriver fesserie, tanto è per gioco.
    Godi del tuo corso finché lo fai, poi dimenticatene presto!

    • Io invece mi voglio impegnare per scrivere. E preferirei non dimenticarmi di questo corso, con tutti i suoi annessi e connessi. Il fango era inatteso. Si puo’ rimuovere, fino ad un certo punto, a sapere come sollevarlo via.

  2. e pensa che m’avevi quasi fatto venire voglia di partecipare, quando me ne avevi parlato. ok, come non detto. buon febbraio, in ogni caso.

  3. Scrivere è un leggere al contrario, e come la lettura anche la scrittura è un atto di appagamento personale. Scrivi per te e, soprattutto, non smettere di leggere. Auguri.

    • Leggere é per me un atto naturale e necessario. A leggere si impara. Scrivere richiede molto piu’ tempo e molta umilta’. Scrivere bene esige talento. Scrivere benissimo pretende genio. Ne’ l’uno ne’ l’altro si ottengono con la pratica, si affinano e basta. Prima del talento, pero’, ci sono sfumature di cui tutti possono godere.

      Benvenuta qui.

  4. I corsi di scrittura creativa sono importanti per acquisire o perfezionare la tecnica, che non deve mai comunque sacrificare il cuore. So che hai capito cosa sto dicendo e non intendo dilungarmi oltre; ritengo giusto che tu non debba mollare il corso.
    Oltre il fango che devi togliere… c’è assolutamente il limpido che cerchi.
    Buona fortuna
    Stefania

  5. stai rimescolando quello che hai dentro…vedrai che poi ne uscirà fuori qualcosa che ti piacerà…

  6. E in ogni caso, febbraio è breve bre

  7. Dai momenti di (più o meno) crisi, possono scaturire opportunità, cambiamenti e piacevoli scoperte. Magari servono anche solo per mettersi alla prova.
    Tieni duro e vedrai che non te ne pentirai.🙂
    Serena giornata, ciao

  8. certo che al corso la lezione su “come farsi venire il blocco dello scrittore” potevano tenersela per ultima…

  9. Hmmm… mi sa che non era un granché, come corso. E’ che troppi tecnicismi spengono la creatività, io credo. E le motivazioni che spingono a scrivere sono personali, intime… nessuno può o dovrebbe insegnarle a nessuno. Son quelle cose che devono essere libere di essere, senza forzature e così sono e rimangono piacevoli da fare. L’ambizione a volte smorza l’entusiasmo creativo; pare un paradosso, ma è così.🙂

    • In realtà il corso, che dura ancora e per molti altri mesi,è tenuto da un docente molto conosciuto e stimato. Quello che succede ai partecipanti, e a questa partecipante in particolare, è un’altra cosa. Un “hobby” con grandi pretese si sta confrontando con le logiche del professionismo. Bisogna riformulare i paradigmi personali: può non essere impresa semplice.

      • UN hobby non è un lavoro e se diventa un lavoro, allora bisogna esser pronti a stressarsi mentre si fa qualche cosa che prima era solo piacevole. E’ questo? Perché se è questo, spero tanto di non smettere mai un hobby per farlo diventare un lavoro. Ed il ragionamento che ho appena fatto mi suggerisce che ho una concezione piuttosto negativa del lavoro, mi sa.😀

        • Io ho una pessima opinione del lavoro. Pero’ ho molte pretese da me stessa, compresa quella di praticare seriamente anche un hobby. L’unica cosa che lascio all’improvvisazione e alla liberta’ assoluta é il sonno: dive come quando e quanto vuole!

          • Capisco… cioè no, non capisco; come si fa a divertirsi volendosi divertire seriamente? O__o Questa è fra i miei limiti, sicuramente…

            • No, è il mio modo distorto di fare le cose. Inizio per gioco, tanto per provare, poi mi piace, poi mi piace molto, poi penso che non sono male, poi decido che se non sono male allora posso pormi dei traguardi, poi mi infilo a testa in giù per raggiungere questi traguardi e mi rovino un certo periodo di tempo, in funzione della difficoltà della cosa, poi arrivo al traguardo. Se lo supero, festeggio per un po’ tra me e me e ne invento un altro; se non lo supero mugugno e ci riprovo. Chiaro, ho dei limiti fisici e mi imbarco solo in avventure in cui c’è una probabilità che io riesca però questo meccanismo me lo porto dietro da quando ero piccola. Quando guardo indietro, realizzo che in tutta la faccenda mi sono anche divertita. A posteriori però. Durante di solito faccio fatica.

              • La fatica fa parte del divertimento, questo lo so; solo ci si rende conto dopo che faticando è stato bello!🙂 Per certi versi ci somigliamo; forse l’unica differenza è che io faccio tutto senza crederci troppo, con un livello di consapevolezza piuttosto scarso, come fosse un gioco insomma. Però, mica sempre è solo un gioco, su questo hai ragione, adesso che mi ci fai pensare. Però preferisco non rendermi conto che non è solo un gioco, non so se mi spiego.🙂 Ci trovo più gusto così.

  10. Può essere normale, basta solo che questo ‘silenzio’ non duri troppo. Conduco diversi corsi di scrittura creativa, anche quando io stessa non ho voglia di scrivere (perché ho la testa che ronza di pensieri, perché ho poco tempo, perché le parole mi suonano male), e con qualche esercizio divertente, vedrai che il foglio bianco si riempie. Non necessariamente di cose belle, ma si riempie😉

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