Condropatia, obesità, capricci e piccole disperazioni acquatiche

Ieri ho chiesto aiuto. E’ una cosa che detesto fare. La evito il più possibile con gli estranei. Sovrabbondo con chi mi ha cresciuto, per compensazione. Anche l’anno scorso in questo periodo ho chiesto aiuto, per lo stesso motivo e con la stessa frustrazione.

Ero andata in un centro riabilitativo superspecializzato, dopo un anno e mezzo di zoppia, dicendo che non ce la facevo più dal male, che l’ortopedico non prendeva nemmeno in considerazione l’idea di operarmi, che dovevo dimagrire e rafforzare il vasto mediale. Mi hanno detto: “vieni, sei nel posto giusto, ti aiutiamo noi”. Ho fatto tutto quello che dovevo fare, tranne dimagrire. Se sei grasso la prima cosa che ti dicono, anche se hai un raffreddore, è che devi dimagrire: tutte le altre possibili ipotesi arrivano solo molti mesi e molti soldi dopo. Ho speso in pochi mesi molti soldi, più di 3.000 euro: sedute a giorni alterni, a scapito delle mie ore di ferie, visite superspecialistiche e inutili, infiltrazioni, plantari, tecar, laser, taping, massaggi, teorie di esercizi alle macchine, stretching. La terra dei tentativi. Ho risolto molto poco: il dolore non è diminuito, il portafoglio si è svuotato, la mia pazienza si è esaurita. Sono quasi nella stessa situazione in cui ero l’anno precedente, dopo la fisioterapia alla ASL, dopo un intervento che forse non avrebbero dovuto farmi. Chissà. Non sono ancora riuscita ad avere un parere obiettivo: la medicina si muove per ipotesi e soggettività. E io non sono più un buon paziente: sono grassa e pretendo risposte scientifiche supportate da prove da chi fa un lavoro scientifico altrimenti non ci credo. Eppure da ognuno ricevo risposte diverse con un’unica costante: dimagrire. L’unico che non me lo ha detto era un fisioterapista sovrappeso. Mi ha detto: “c’entra, ma non è l’unica cosa, viene anche a chi è magro”. Dopo tre anni forse non sono nemmeno più un paziente. Sono così e basta: zoppico. Ogni esercizio che prevede la posizione eretta per me è un supplizio. “Ditele di tornare da me a settembre se non risolve”, ha detto l’ortopedico a giugno ai fisioterapisti perplessi dopo cinque mesi di tentativi vani. Non mi ha ancora visto. E non mi hanno più visto quelli del centro, dopo le vacanze estive, anche se avevo altre viste superspecialistiche da fare. Sono stufa  di tentativi e di buttare i soldi.

Non prendo farmaci, sono troppo giovane. Un farmaco tira l’altro e l’asticella si alza: se inizio e magari vivo ancora per qualche lustro dove posso arrivare ad ogni livello di assuefazione raggiunto? Ogni tanto mi metto un cerottone lenitivo, mi sono comprata un apparecchietto per la tens e l’elettrostimolazione e lo uso con continuità, integro con condroitina e glucosammina a cicli di due mesi. A volte ingollo un flaconcino di Zeel T, tanto per non trascurare neppure l’omeopatia. Ho letto tutto quello che ho potuto sulla condropatia: dicono che l’ho mediale e rotulea. Dicono che sospettano sia più seria di quanto appaia nelle risonanze. Meglio però non entrare per andare a vedere da vicino: potrebbe peggiorare la cosa. Certa gente ce l’ha ed è asintomatica. Certi altri ne soffrono e si cambia loro la vita fino a quando non ricevono in regalo una protesi. Leggo i forum a tema in modo ossessivo e periodico. Qualcuno risolve, la maggior parte no. Viene a tutte le età, con lo sviluppo passa, oltre lo sviluppo degenera in artrosi. Interventi e infiltrazioni sono tentativi e palliativi. A volte funzionano, spesso no. Forse le superstaminali da cui ci si aspetta più miracoli che da tutti gli  dei dell’olimpo risolveranno la situazione.

Anzi, volendo, una mezza cura con i fattori di crescita ci sarebbe già, la fanno i calciatori: a ginocchio aperto in sala operatoria, o forse in regime ambulatoriale a ginocchio chiuso, o forse ancora su un lettino di studio medico in pochi minuti. Vai a sapere cosa ti buttano dentro: certi parlano di prelievi da punti del tuo corpo, certi di sangue trattato in un determinato modo per qualche tempo, a certi basta una centrifugatina del tuo sangue e in poco tempo eccola qui la speranza. I costi, non mutuabili, sono nell’ordine dei 1.000 euro ad iniezione, metodo più o meno lungo. Per certi ortopedici puoi scendere giù dal lettino subito, per altri si deve tenere il ginocchio in scarico per un certo periodo. Ma stanno parlando della stessa cosa? Boh. Non lo capisco io. Certi sventolano il bisturi con gli occhi che luccicano, aprono e trasferiscono cartilagine da un luogo all’altro. Conosco uno, bello grosso e grasso, direi, a cui l’ortopedico ha proposto la cosa. Ha accettato dopo sei mesi di stampelle e dolori. Si è fatto cinque mesi di divano, ma adesso dice che non ha nessun dolore nel punto in cui l’aveva prima. L’ha in un altro luogo , ma è meno fastidioso. “Ma non ti hanno detto che sei grasso e prima dell’intervento dovevi dimagrire?”, ho chiesto un po’ invidiosa? “Mi hanno detto che sono grasso, ma l’intervento me lo hanno fatto lo stesso.” Io cinque mesi di divano non ho voglia di farli. Non ho nemmeno un ortopedico interventista direi, sempre che abbia ancora un ortopedico. Li cambio con più frequenza del parrucchiere. Ho considerato la cosa con gli altri punti del mio corpo: ne abbiamo parlato tutti insieme e abbiamo deciso che non abbiamo voglia di creare buchi e dolore là dove non esistono per provare a risolverne altri. Siamo fifoni, gli altri punti del mio corpo ed io.

E allora ieri ho chiesto aiuto perché il vasto mediale tutto sommato se la cava bene, ma sto ingrassando ad un ritmo di otto chili all’anno e ne sono passati tre, fatevi i conti, e già la situazione non era proprio snella prima. Il problema è che mi stanco con niente, adesso che non faccio più niente: faccio le scale e rantolo. Non mi piego più sulle ginocchia se non in piscina perché il cervello mi blocca: attenta, fa male! Non puoi! Non correrei nemmeno se fosse una questione di vita o di morte: catene d’acciaio mi tengono inchiodata al terreno e faccio passettini da anziana, cauti e lentissimi, quando il terreno ha qualche discontinuità. Ahi! Ahi! Sono, fisicamente, uno straccio, direi con tutta l’obiettività possibile. E ho frequenti cali d’umore e picchi di nervosismo: mi ero abituata a stare bene con me stessa, quando facevo tanto sport. Ma devo rassegnarmi per davvero?

Più di metà dei visitatori di questo blog arriva qui per leggere la mia lista dello zaino da portarsi sul Cammino di Santiago e altri post a tema: ogni giorno vedo le statistiche e sospiro. Andranno dove vorrei tornare, dove sono stata, quando stavo bene.

E così ieri ho chiesto aiuto, scrivevo parecchie righe fa. Sono andata in piscina, mi sono fatta avvolgere dalla nuvola calda e dall’odore di cloro, ho parlato con un istruttore con cui facevo corsi ai tempi in cui macinavo vasche su vasche senza nemmeno ansimare e gli ho detto che sono in un baratro più fondo del baratro in cui stavo l’anno scorso. Forse in acqua, posto in cui sto bene, potrei trovare la risposta che sto cercando da tre anni, ma posso unirmi ai corsi iniziati da mesi senza rallentare troppo il lavoro degli altri? Mi metto in un angolo e dove arrivo, arrivo? No, niente più gambe a rana però il resto sì, posso provarlo. No, niente esercizi in acqua bassa, però in quella alta sì, posso provare. “Mi aiuti?”, ho chiesto. Mi aiuti ad aiutarmi, ho chiesto in realtà. “Vieni, ti aspetto. Vedi come va. Eri una tosta, tu”. Mi ha detto. “Mai mollare”, ha aggiunto chiamandomi per nome. “Non sono più tosta e ho già mollato.”, gli ho risposto. “Però ci vediamo giovedì”. E così provo a ripartire, di nuovo. Gli orari sono serali e non dovrò scendere a compromessi al lavoro; da qui a maggio prevedo una spesa di 300 euro al massimo, ma proprio al massimo, pari al 10% di quella dell’anno scorso. Il nuoto è uno sport più democratico. Mal che vada, se non avrò la forza di volontà per ricominciare, se sarà inutile e non migliorerà la situazione, per qualche sera mi infilerò a letto pulitissima e profumata di cloro.

Ieri le vasche erano affollate, ma il mio corpo ha riconosciuto l’acqua, la mia mano si è allungata a prenderla, bracciata dopo bracciata, perché si ricorda che nuotare è come scalare una montagna: non si deve scivolare. Ci si arrampica da un muretto all’altro. E se in un’ora ho fatto venti vasche – e poi ho fatto finta di fare esercizi di fisioterapia – perché non ho trovato l’impulso per continuare quando tre anni fa ne facevo cento e poi andavo avanti per altre cento fino a quando mi si squamavano le dita forse è solo una questione di ricominciare da capo.  Forse.

33 Responses to “Condropatia, obesità, capricci e piccole disperazioni acquatiche”

  1. io faccio il tifo per te, unarosaverde. “non mollare” è l’unica frase che un commento a questo post può sposare fino in fondo, e io la sposo.

  2. Mai mollare. In acqua il tuo cervello si sente al sicuro e non ti dirà “attenta non fare questo e quello” e sarete solo tu e l’acqua (il cervello è terribilmente limitante…).
    Anche se non dovessi risolvere almeno lì dentro starai bene, dimagrirai e farai il fiato e non mi pare poco😉
    Io comunque non credo negli esercizi di puro potenziamento muscolare (tipo la isometrica), quando ne facevo a pacchi avevo due quadricipiti da calciatore ma il ginocchio faceva male lo stesso…boh!
    In bocca al lupo, ti abbraccio forte🙂

  3. Io credo che dimagrire sia al pari di far la tecar e quelle cose lì, fa parte di un progetto che implica il volersi bene, il piacersi, il sentirsi bene nel proprio corpo. Quando ti senti bello è un altro mondo, la vita è davvero un piacere diverso rispetto a prima, che secondo me non vale mica i cannelloni al sugo.

    • Io non mi sento bella fisicamente però mi sento bella dentro. Mi sa che però non serve in questo caso.
      Che poi con quello che costano venti minuti di inutile tecar di cannelloni ne mangeresti a tonnellate…

  4. Ma Tesoro mio cosa ti posso dire? lo sconforto ci sta alla grande , ma leggo con immenso piacere che ti sei gia’ data comunque una mossa. La piscina forse non risolvera’ il problema alle articolazioni ma per quell’ora sarai cullata come una bimba e non importi 100 vasche goditi il tepore dell’acqua che forse ti alleviera’ il dolore se non altro per il tempo che sarai immersa.

  5. Ci vuole anche un po’ di consapevolezza dei propri limiti, sai? Lotto con questi problemi da tantissimo tempo e stasera ho fatto l’ennesima infiltrazione a quello che fino a poco tempo fa era il mio ginocchio buono; l’acido ialuronico mi permette di camminare in piano per qualche km senza sentire dolore e mi accontento di questa conquista altrimenti come farei ad andare in giro a vedere città, arte e balene Canadesi con te?

  6. Sì, ecco, Unarosaverde…. quoto in pieno Nico : chettefrega di quante ne fai ? Anzi, inizialmente ti direi proprio di non contarle, ritrovare il contatto l’ elemento acqua, divertirsi come i bimbi, sguazzare e nuotare. E poi doccia, creme, shampoo e tepore avvolgente . Il ginocchio non guarirà ma l’umore ed il nervosismo un po’ forse sì. Un abbraccio e … tu non sei grassa ! Sei sovrappeso forse, ma non grassa.

  7. un po’ alla volta, una vasca in più, due vasche in più e torni a salparne cento!

  8. Nuotare è democratico, 4 euro l’ingresso, e dà soddisfazioni grandissime. Già dopo due volte hai ripreso fiato. E davvero, curati, chiedi aiuto. Essere grassi porta dietro mille e mille problemi… Ce la farai. Un abbraccio.

    • Da noi l’ingresso é 6 euro, 7 se con il corso in abbonamento. La democrazia fluttua.
      Non sto chiedendo aiuto per dimagrire, ma per non finire come il Dottor House. Le due cose sono solo parzialmente collegate. Nessuno mi ha detto, a domanda diretta, che, una volta dimagrita, il dolore sparira’. Molti mi hanno detto: la situazione non peggiorera’. É molto diverso avere a che fare con il grasso che con il dolore continuo. Per il primo so cosa fare, per il secondo no. La domanda vera é: devo rassegnarmi? La risposta, dopo tre anni di medici e professionisti della fisioterapia, non la conosco ancora. Nella mia testa é no, nella realta’ sospetto sia si , ma questo genere di cose, molto meno gravi di tante altre, muove un indotto economico importante in cui tutti tentano, molti mentono e troppi guadagnano.

      • Puó darsi. Io ora pensavo a ipertensione e diabete, bestie che è meglio evitare e che godono del sovrappeso. Oltre che al tuo benessere interiore, alla tua autostima.

        • La mia autostima si basa su altre premesse, poco fisiche, ma, sui rischi che indichi, hai piu’ che ragione e non rendersene conto, non fare di tutto per non correre rischi, é molto sciocco da parte mia.

  9. Forza! :-)))

  10. Mi vien da dirti di non mollare, anche se da quel che leggo, probabilmente la mia incitazione è un di più. Ho cominciato a fare piscina anch’io un po’ di mesi fa e mi prendeva talmente che quando non potevo andarci diventavo inquieta. Ora sono ferma da un paio di settimane e dovrò star tranquilla ancora per altre tre o quattro, per via di un’operazione. Mi manca tantissimo il nuoto.😦 Ho cominciato a dimagrire davvero solo nuotando. Io sono una che cammina moltissimo, ma che non butta giù un chilo nemmeno facendo un 3000 al giorno.😛 Perché poi magno (anche se da un po’ di tempo ci sto più attenta). Però il nuoto è una forza e ti permette di smaltire senza pesare sulle articolazioni! Se questo ti è indispensabile per stare meglio anche con il tuo ginocchio, fallo convinta! Il mio ginocchio quando ho cominciato a nuotare protestava un po’, perchè dovevo farmi i muscoli, ma poi ha cominciato a ringraziarmi e con lui anche la schiena e le spalle! E poi si esce dall’acqua stanchi, ma con un bel po’ di buon umore in più e quando si sente male anche quello aiuta! Mille auguri, di cuore!

    • Le sensazioni che descrivi, le ricordo tutte e mi mancano molto. Le riprovero’ presto. Intanto, stasera, ho interrotto il riposo forzato con la prima cinquantina di vasche. Fatica, ma é solo questione di tempo. Peccato che negli spogliatoi, mentre facevo la doccia, qualcuno mi abbia fatto sparire cuffia e occhialini nuovi. Guardando il lato positivo, meno male che non erano le chiavi dell’auto e i vestiti!
      In bocca al lupo per l’operazione e grazie.

      • Mai farsi scoraggiare da eventi prodotti dai soliti figli di p….!!! Mai! Anzi, questi fatti devono essere di sprone per lottare contro le avversità! Io tifo per te! E la cuffia e gli occhialini nuovi prossimi saranno anche più belli e comodi… e a chi se li è presi auguro che…. no, lasciamo perdere, che non è elegante l’idea che ho avuto!
        PS operazione già avvenutae pare con esito positivo… sto recuperando bene, anche se ci vorà ancora un po’ di pazienza!🙂 Grazie!

        • E pensa che ci ho sputato dentro, sulle lenti…!!!
          E’ un metodo per non farli annebbiare. Chiunque frequenti un po’ le piscine dovrebbe averlo visto fare dagli altri!!!
          Allora buona convalescenza e buon rientro in piscina, quando potrai.

          • 😀😀 Anche lo sputo? Ma va benissimo! Così impara la str…a!!
            Ancora tre settimane di fermo, poi penso sia fattibile rientrare. Non vedo l’ora. Farò una fatica bestia a riprendere, ma pazienza…🙂 Un abbraccio.

  11. ciao,
    ho letto tutta la tua storia.. molto simile alla mia se non per l’obesitá. Ecco, se ti può consolare io non sono obeso ed ho i tuoi stessi problemi.
    Come stai oggi? Sei riuscita a ritornare jn vasca con continuità?
    Tanti in bocca al lupo e non mollare mai!

    Alessio

    • No, a singhiozzo. Ma di solito con settembre arrivano nuovi entusiasmi. Mi spiace…in bocca al lupo a te…io adesso proverò la strada del Rizzoli…

      • Io sono di Bologna e mi sono operato il 15 di maggio.. l’ortopedico che mi ha operato mi aveva avvisato che l’operazione poteva non riuscire ma che in ogni caso era da tentare visto il fallimento di tutti gli altri rimedi conservativi per ho provato per due anni. Ora il ginocchio è ancora in una situazione peggiore di prima, ma si l’ortopedico che altre persone che hanno subito la stessa operazione, mi hanno detto che bisogna aspettare almeno 6 mesi (fino a 12, dipende come risponde il tuo fisico) prima di vedere i benefici dell’operazione. L’ortopedico da un mese mi ha prescritto di fare cyclette e nuoto. La prima riesco a farla solo mantenendo una resistenza minima.. il secondo invece con l’aiuto el pull boy per non affaticare troppo le gambe.
        Scusa se te lo chiedo, tu non sei riuscita a tornare in piscina con costanza per forza di volontà o perchè i dolori al ginocchi nuotando erano insopportabili?

        • No, solo perche’ col cambio lavoro negli ultimi tre mesi ho fatto fatica a organizzarmi. A nuotare mi fa male, ma non con lo stesso dolore acuto ( sensazione di chiodo infilato sotto la rotula e bruciore continuo) di quando cammino. É meno intenso e la parte di dolore muscolare, dopo il nuoto, si alleggerisce perche’ il muscolo si distende. Subito dopo l’uscita dalla vasca riesco a fare una decina di passi senza dolore. Giusto dieci, quel tanto che serve per ricordarmi come era prima. I tempi di recupero sono lunghi, soggettivi, dolorosi, impegnativi. Il problema é che il recupero non é garantito. Vedrai che andra’ bene. A te cosa é successo? Io prima che di rompesse il menisco e fosse suturato non avevo mai avuto dolori cartilaginei…

          • a me è successo tutto correndo.. dopo sei mesi di corsa ho iniziato ad avvertire dolori al tendine rotuleo. feci un rmn ma non c’era nulla di anomalo, così feci un tac femoro-rotulea dove si vedeva che a ginocchio esteso, sia a quadricipite contratto che decontratto, la rotula si sub-lussava verso l’esterno. Da allora provai per un anno e mezzo a fare nuoto e cyclette, acido ialuronico, palestra per il rinforzo muscolare ma tutto senza grossi benefici. così l’ortopedico mi ha consigliato l’intervento (considerata anche la “giovane” età, 31 anni – oltre i 35 anni sconsigliano l’operazione perchè i risultati migliori sono stati riscontrati nei giovani) pre-allarmandomi che purtroppo non poteva garantirmi nulla, ma che viceversa se non mi operavo andavo incontro a artrosi precoce certa (a 40 anni sarei stato da protesi). Così tentai l’operazione .. ecco l’unica cosa che mi aveva garantito era che la situazione non sarebbe peggiorata. Ad oggi è peggiore ma è ancora troppo presto per arrivare a delle conclusioni veritiere.
            Al Rizzoli ci sono stato.. lì invece che intervenire sull’articolazione mediante le classiche operazioni (lateral release, riallineamento rotuleo, ecc) mi avevano proposto delle infiltrazioni di PRP al fine di rigenerare la cartilagine usurata. Ma non avrei risolto il mio problema che era di natura meccanica e poi queste infiltrazioni di PRP sono in via sperimentale e ho sentito gente che l’ha fatta senza avere benefici. Queste infiltrazioni consistono nel prelevare qualcosa (tessuti, liquido, boh…) dal mio ginocchio, sottoporlo ad un particolare processo e successivamente re iniettarlo nel ginocchio.
            Spero di esserti stato d’aiuto nell’esporti la mia esperienza.
            Quindi tu ancora oggi hai dolori nel camminare? Con quali attività/esercizi/abitudini hai trovato giovamento?

            • Stare seduta é la cosa che funziona meglio! Ogni volta che sono in piedi mi fa male, e tanto. Per cui cammino perche’ non posso evitarlo, ma non posso fare nessuno sport che preveda la posizione eretta. Lo stretching e il nuoto leniscono le contratture muscolari. I plantari sono serviti a poco. Elettrostimolatore e isometria aiutano il rinforzo del vasto mediale. Non assumo farmaci, tanto non servono. Non si gonfia mai, ma un ciclo di fanghi ha aiutato a diminuire la soglia di dolore per un po’. Lo ialuronico non mi serve a molto. Vorrei provare anche io con le PRP ma in un posto serio come il Rizzoli: in giro é pieno di gente che promette miracoli che non avvengono e costa molto. Due pissibilita’ estreme: le staminali se la ricerca approdasse a qualcosa o la protesi monocompartimentale. É difficile convivere col dolore e le limitazioni a 40 anni e per un motivo cosi’ ” sciocco” come una condropatia post artroscopica…Porta pazienza: sei a tre/ quattro mesi dall’operazione. É ancora tutto in gioco.

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