Dicembre, secondo me

Spremuta d’arance che da gialla si fa rossa man mano passano i giorni.

Libri da divorare davanti ad un caminetto acceso o sotto il piumino. I giochi con le parole.

Profumo di essenze di pino, eucalipto, torta di mele in casa.

Ricordi di sorrisi, carezze e vecchie foto.

Conversazioni tra amici attorno ad una merenda improvvisata sul tavolo in cucina.

Passeggiate al sole freddo del pomeriggio, guance rosse, naso che cola, occhiali che si appannano.

Neve morbida e scricchiolante sotto gli sci.

La gatta che gioca con le palline dell’albero di Natale.

L’incredulità davanti ai regali, così tanti che sembrava che la sala fosse diventata per una notte la caverna dei quaranta ladroni.

Dei bambini eccitati e ansiosi di bersi il mondo. Le partite a Monopoli, le costruzioni Lego.

La musica dell’organo e degli archi, i Concerti Grossi di Corelli, la voglia di essere più buoni.

Quello che vorrei, quello che non ho più, quello che non avevo mai avuto prima, quello che ancora brilla dietro i vetri della finestra.

8 commenti to “Dicembre, secondo me”

  1. beh…se riesci a vivertele tutte in effetti ti passi proprio un bel dicembre!!

  2. beata te….io sposterei il calendario da 9 dicembre al 2 gennaio a piè pari….

  3. Nessuno poi ci vieta di scrivercelo almeno, dicembre, così.

  4. Soprattutto Corelli, mi piace.

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