Caccia al blog

Ultimi 20 minuti di una lezione di spagnolo che trascorre lenta. Mi perdo tra le pagine del libro nelle parole delle poesie. Cincischio con il cellulare e controllo posta e forum. Scappo nei miei pensieri e aspetto le 22.00. Questo non è periodo di studio per le lingue straniere: la pagina è stata voltata, manca la motivazione.

D’un tratto spunta un nuovo argomento. “Sapete cosa è un blog?”. E come, no?! Apro gli occhi e mi scrollo il torpore di dosso. Lo so e ne ho uno pure e ci parlo di me ed è sotto pseudonimo e pochi sanno chi sono. Mi guardo attorno, alla ricerca di compagni di entusiasmo. Vedo visi passivi: non interessa, non ha senso, non piace scrivere. Tutta gente che ha un profilo facebook, comunque. L’unica scintilla di vita la leggo negli occhi dell’informatico che mi chiede se non c’è proprio modo di collegare il mio nome al mio blog. “Ne dubito” rispondo. “Prova a prendermi” penso vedendolo sorridere con aria di sfida.

“Che cosa si può scrivere su un blog? A chi vuoi che interessi se mi sveglio la mattina, bevo il caffè e poi gioco a pallavolo?”, dice un’altra. Di un’ora della tua vita, se sei bravo bravo bravo bravo bravo a scrivere, puoi fare una storia che tiene inchiodato chi legge per dieci minuti, può venirne fuori un capolavoro solo raccontando che ti succede da quando ti infili il calzini a quando scendi per strada, se dai retta al mondo con gli occhi di chi il mondo lo filtra attraverso uno sguardo che lo cattura scrivendolo e traducendolo in parola e restituendolo al mondo più vero di prima.

Ma devi essere bravo bravo bravo bravo bravo. E studiare tanto per diventarlo.

Oppure potresti essere utile ad altri: tra ricette di cucina, consigli di lettura, idee di viaggio, interpretazioni del mondo, tutorial informatici se mi serve qualcosa io prima passo dai blog. E poi può conoscere persone che condividono i tuoi stessi interessi o ne hanno altri che però risuonano con i tuoi e, per i pochi blogger che ho conosciuto fuori dal blog, si è sempre trattato di belle aggiunte alla mia visione del mondo e occasioni per pensarci su.

E poi, e poi, e poi….ma nessuno ascolta, tranne l’insegnante che invece mi pare curioso. Ecco, lui lo potrebbe aprire un blog.

E poi la campanella suona, come a scuola. E allora  dico “ciao, ci vediamo” ed esco, nel freddo della notte, nel caldo dei pensieri, nella speranza di diventare brava brava ma proprio brava a scriverci su.

14 commenti to “Caccia al blog”

  1. L’ Ulisse di Joyce racconta una giornata.
    Una.
    “Mi sveglio la mattina, bevo il caffè e poi gioco a pallavolo” lo scrivi semmai su Twitter, al massimo su Facebook.

    Il blog è un’ altra cosa.
    Ma che glielo dici a fare ?
    😉

  2. quasi mi sembra che tu abbia descritto il luogo in cui lavoro. anche se mi sono fatto l’idea che, qui, la più grande differenza non sia essere bravi bravi bravi bravi bravi a scrivere, o essere appassionati del leggere di ogni, o l’avere o meno un profilo sul faccialibro (ho scoperto non solo di non essere l’unico a godere di tale privilegio, tra i colleghi, ma che siamo quasi in parità), o ancora la creatività del saper trasformare un paio di calzini infilati storti in un noir: ecco, mi son fatto l’idea che la differenza più grande sia il divertirsi, l’appassionarsi, l’essere curiosi, lo sperimentare.
    (e comunque per me sei sulla buonissima strada).

  3. si è vero, non tutti sanno cos’è e apprezzano un blog. Però questo ci rende quasi una setta segreta…e a me mi piace questa cosa qui🙂

  4. Alle volte dico ad alta voce qualcosa che ho scritto sul blog e tremo pensando che qualcuno degli astanti colleghi parole e blog. Ma poi passa.

  5. Uso molto Facebook perché più immediato e perché c’è la possibilità di stare in gruppi chiusi/segreti con le poche persone che preferisci per quell’argomento o quel tipo di rapporto (un gruppo è partito dal contestare un argomento e poi si è passati ad aggiungere qualsiasi argomento e poi a fare amicizia; un altro gruppo è partito per raggruppare certe amiche blogger che, dopo la chiusura di Splinder, non hanno più aperto un blog e possiamo continuare la nostra amicizia a distanza). Però il blog è un’altra cosa. Per quanto faccia sempre più fatica a starci dietro, mentalmente ed emotivamente, per me è il primo modo di socializzare su web.
    E non amo i forum, troppo sconclusionati e dispersivi, per la mia forma mentis.

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