Estinzioni?

Questo blog si sta estinguendo. La mia immaginazione è coinvolta su altri fronti di scrittura e, a volte, mi pare di essere impegnata a cavar sangue dalle rape.Spremo e spremo ma le parole escono solo a fatica,  attorcigliate e pesanti.

I miei giorni, d’altro canto, scorrono tutti uguali: vi ho già cantato la bellezza dei miei luoghi, la ripetitività del mio lavoro, i miei incantamenti letterari, le mie fisse, i miei viaggi per il mondo, le mie imprese donchisciottesche nelle quali mi imbarco  con la speranza di tener attivo il cervello.

Che vi posso raccontare di altro? Le vite, a voler guardare bene, si assomigliano tutte: c’è chi ce l’ha piena di gioia, chi di dolore, chi di buona sorte e chi di sfortuna ma ognuno di noi si può specchiare in molte esistenze altrui, anche se preferiamo pensare di essere speciali.

Mi inventerò qualcosa, qualche mirabolante fatto immaginario, qualche personaggio totalmente inventato che mi faccia da alter ego e scriva cose che non scriverei e viva avventure che accadono solo nei miei sogni. Oppure continuerò così, con la mia piccola vita.

Ci sto pensando. Ci state pensando anche voi mi pare: tanti di quelli che hanno aperto un blog nel mio stesso periodo e che ancora fanno parte delle mie letture abitudinarie stanno diventando silenziosi. La frequenza di scrittura si è ridotta, i commenti e gli scambi pure, i miei feed rss sono sparuti o spariti: quanto vive un blog di media? Siamo solo andati in vacanza e poi torneremo più belli di prima? O stiamo navigando verso altre forme di vita?

Buon lunedi a tutti: oggi è iniziata un’altra settimana, le cime dei monti sono coperte di neve, c’è fervore negli uffici, ci sono proteste sulle piazze. C’è il sole  e la voglia di camminare, seppur zoppicando. C’è chi è malato e chi sta guarendo, c’è chi attende e chi sa già, c’è chi ancora lotta con se stesso e chi ha accettato, c’è chi corre come un treno e chi, per saggezza, si gode il mondo in pace, guardandolo con gli occhi della riconoscenza e dello stupore.

21 commenti to “Estinzioni?”

  1. La stanchezza delle parole coglie chiunque prima o poi. Il silenzio e la solitudine sono meravigliose sirene. Ma ogni vita, ogni parola ha un senso. Possiamo tenerlo per noi o condividerlo con altri. Da quando vive sulla Terra l’uomo racconta storie e ama sentirle raccontare. A te la scelta.🙂 buon lunedì

  2. Presente…sono una dei latitanti…
    A me piacciono molto le tue storie, quelle inventate e quelle di vita vissuta, e se dovessi smettere di pubblicare mi sentirei un po’ “mancante” di qualcosa, una piccola finestra sulla vita di qualcuno che trovo interessante. Detto questo ti capisco, è un momento strano, per me è come un raccogliere i pensieri aspettando un periodo migliore per sbrogliarli, un’attesa importante per capire qualcosa (ma non so cosa sia questo “qualcosa”)🙂

  3. Be’ ogni tanto capita di non aver niente da dire, a volte proprio non c’è voglia. Allora si sospende un pò….e si legge i post.

    Buone cose
    .marta

  4. guarda bene….che qualcosa da scrivere l’avrai sicuramente.
    Comunque i blog non si estinguono….al massimo vanno in letargo per un po’…almeno quella è la speranza.

  5. coming out: ci sto pensando. ma per ora, tutto sommato, è ancora un piacere e, con altrettanto, ti leggo.

  6. hey tu, non scherzare, altrimenti la prossima volta che ti capita di andare al Teatro Romano farò la danza della pioggia.

  7. Ed io ti leggo, non rispondo ma sono presente a tutti gli appelli! Mi tieni compagnia con storie, riflessioni e luoghi a me familiari o sconosciuti da scoprire con I tui racconti
    La mia vita al contrario della tua e’ molto piu’ monotona e te la riassumo in poche parole: circa 15 ore di lavoro, 5/6 di sonno e 4 per lavarmi, mangiare e pulire casa tra una lavatrice e l’altra (qui si suda parecchio)….talvolta crollo in un sonno catartico per mezz’ora al pomeriggio prima del secondo round.
    Tranquilla e serena, sei un vulcano, argomenti su cui scrivere e coccolarmi ne hai ancora a bizzeffe! Datti una tregua , nn devi timbrare questo cartellino…io ti aspetto.
    Buona notte

  8. Generalmente si scrive quando si sta male..quando qualche cosa non va.. quando si ha la necessità di rimettere emozioni dal profondo..
    Quindi quando qualcuno scrive meno mi piace pensare che stia vivendo un periodo felice o equilibrato. .

    • É abbastanza vero quello che scrivi: la scrittura ha per me una grossa componente di rielaborazione di nevrosi, sofferenza, agitazione. Non sono in un periodo felice però sono serena e progettuale: ergo per fare gli scrittori bisogna essere infelici.

  9. Anni fa mi è stato detto che le grandi gioie son mute; di mio ci aggiungo che anche i grandi dolori lo sono. L’afasia che ti prende in entrambi i casi è comprensibile. Come è comprensibile la stanchezza dello scrivere, l’immaginazione vuota come un foglio bianco, o l’indolenza di dire: massì, scriviamo anche se non gli importas niente a nessuno che io scriva o no. E poi una mattina ti svegli e devi prendere carta e penna prima ancora di andare in bagno a far la pipì, e le parole scendono come torrenti in piena, in maniera catartica.
    Abbiamo bisogno di comunicare. Non credo ci sia la necessità di farlo per forza quotidianamente.

    • Benvenuta Michela. Grazie per il commento che capisco e condivido. Anzi, in questo periodo, la faccenda dell’urgenza dello scrivere e dei suoi meccanismi incontrollabili mi é molto chiara. Nel senso che la sto sperimentando e, ogni volta, dopo il silenzio, quando tornano le parole, c’e’ anche stupore.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: