Canada. Giorno undici.Musica celtica e grandi supermercati.

Ore 19.15. Solita sedia affacciata sull’oceano al cottage di Malignant Cove.

Lo schermo dell’ipad si sta riempiendo di goccioline: mentre il pomeriggio terminava, il vento cambiava e portava le nuvole. Questo e’ stato l’ultimo giorno di sole della vacanza: non ci si puo’ lamentare. Stamattina, risalita la strada di ieri fino a Port Hawkesbury, abbiamo girato a sinistra e non a destra e abbiamo seguito il Ceilidh Trail fino a Mabou. A meta’ strada, tra una visione della costa, una contemplazione della foresta e uno sguardo ammirato a certi cottages colorati, ci siamo fermate al centro di conservazione culturale di musica celtica, nel quale abbiamo passato un’oretta e mezza per una spiegazione sulla comunita’ gaelica della Nova Scotia, su come e’ suonata la musica tradizionale, di origine scozzese e per un ascolto dal vivo di due violiniste e una pianista che si esibiscono ogni giorno al centro per un paio di ore. Il costo del biglietto non vale la visita ma e’ stata comunque un’esperienza interessante ed e’ cosa buona e giusta che ci siano centri culturali in cui si salvaguarda il patrimonio tradizionale di musiche e danze. Spesso, ci hanno raccontato, qui i bambini imparano a suonare il violino e a danzare. Ieri a Louisbourg si erano radunati trecento violinisti di tutte le eta’, guidati da due suonatori di musica celtica famosi, per una performance di mezz’ora in occasione della festa patronale. Ho visto una bambina che avra’ avuto quattro anni portarsi in giro il suo micro violino nel fodero, a zainetto. Certi imparano a leggere la musica, altri no: vale anche per i cantori alpini dei nostri cori. In ogni caso, sempre di musica si tratta: un buon modo, secondo me, per occupare il proprio tempo.

Verso le quattro, a pochi chilometri dal cottage, ci siamo immerse per un’oretta in due templi dell’americanita’ la cui esplorazione mi incuriosiva: i supermercati Staples e Wal Mart. A parte il risparmio indubbio su certa componentistica elettronica ( un disco usb autoalimentato da 1 tera in offerta pagato meno di uno da 500 gb in Italia), l’acquisto di un paio di quaderni di scuola – compro sempre un quadernino di scuola del luogo se trovo qualcosa che da noi non c’e’:e’ un’abitudine presa negli anni in cui, bambina, viaggiavo in camper con i miei – e di un pacchetto di cerotti bellissimi con l’immagine di Mickey Mouse, prova della mia indubbia maturita’, la vista di tutta una serie di prodotti confezionati e in maxi porzioni mi ha provocato molte perplessita’. Me le tengo, insieme alla sensazione di riconoscimento di certi involucri, di certi oggetti, che deriva dalla frequentazione di televisione statunitense.

Annotazioni. Io credo che in Cina ci siano fabbriche in cui si producono souvenirs e oggetti vari tutti uguali e neutri che poi, avanzando nel ciclo produttivo, vengano man mano personalizzati con nomi e colori e spediti in tutti i negozi di souvenirs e nei supermercati del mondo perche’ certi fari e barchine li ho visti in Olanda e in Italia, certi gatti di legno in Thailandia e in tutta Europa e le t-shirt pure, disegno a parte. Desolante. Vado a metter su l’acqua della pasta: stasera si cena italiano col basilico fresco canadese.

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