Come si vive a Itaca?

Sono creatura di valle: da quando sono nata apro gli occhi e vedo le montagne circondarmi su tre lati: destra, sinistra e in fondo, guardando verso nord, alle cime innevate del ghiacciaio. Vivo in una grande culla, al rumore del fiume ancora stretto che scende verso la pianura, tra il verde dell’estate e la neve dell’inverno. Il paesaggio mi contiene, mi rassicura. La mia casa è il mio mondo:  ne disegno altre possibili solo con la fantasia, certa del fatto che raccogliere il coraggio per lasciare le mie mura sarebbe impresa ardua.

La settimana scorsa sono stata al mare, per pochi giorni: ad inizio stagione tante case sono ancora chiuse e inaccessibili, tante strade poco frequentate se non da chi vive lì tutto l’anno. La salsedine e le mareggiate hanno mordicchiato il lungomare, le facciate, i tubi di ferro ma l’esercito dei  pittori e dei falegnami è già all’opera per scartavetrare, risistemare, ripiantare le file degli ombrelloni. Si stava benissimo, al mare, sulle scogliere del molo, nelle vie fresche del paese, col primo gelato della stagione in mano.

Come sempre mi sono chiesta come si viva al mare d’inverno, come si accolga lo specchio dell’acqua negli occhi ogni giorno, come si viaggi verso l’orizzonte con lo sguardo e si annusi l’aria che sa di alghe, di pesce, di verde. Come sempre mi sono chiesta come sarebbe trasferirmi a vivere al mare e abbandonare la conca protettiva delle rocce per lasciare entrare la voce del vento e la luce del sole che nasce e muore rosso sopra le barriere frangiflutti.

Una volta in famiglia – colpa dei tanti viaggi in Grecia – dicevamo che, da anziani i miei, da non più giovane io avremmo venduto tutto per comprare una casina minuscola e bianca, con la porta azzurra e un oliveto raccolto intorno, ad Itaca e lì avremmo trascorso i giorni, guardando il mare, frastornati dal frinire delle cicale e dall’odore della macchia mediterranea.

Forse succederà davvero, per me, o forse no. D’altronde ognuno deve avere la propria Itaca, in attesa, in fondo al viaggio.

11 commenti to “Come si vive a Itaca?”

  1. sì, ognuno ha la propria Itaca e tutti dovrebbero avere il diritto di raggiungerla

  2. Ti auguro un buon venerdì ed un sereno fine settimana.
    Un sorriso,
    Luciana

  3. Itaca è il mio grande amore, un gioiello in cui è regina la vespa. Ci tornerò presto per la terza volta, e quel piccolo ristorante, il Polifemo mi sembra si chiami, che meraviglia, che ricordi bellissimi.

    • Itaca è dove stiamo pensando di andare quest’estate, saltata l’altra idea che avevamo in testa, se economia e tempi lo consentiranno. sappiate, rosaverde ed edp, che nel caso chiederò, chiederò, chiederò…
      (a parte ciò: che cosa bella che ho letto, in questo periodo in cui mi sento tanto vicino a quell’odisseo sradicato che naviga alla ricerca di…)

  4. Io mi sento più che altro molto Penelope, che ad Itaca ci sta già, ma l’attesa ce l’ha ugualmente.

  5. Forse ad Itaca val la pena di avvicinarsi il prima possibile!

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