Primo maggio

Hai appeso barche di legno tra le colonne della chiesa e poi sei uscito a sfidare le onde del mare senza sapere se saresti tornato a riabbracciare la gente di casa tua. Hai scavato in miniere profonde dove il sole non entrava per cercare piccoli pezzi di pietra da cui ricavare gemme preziose e ti sei piegato la schiena, nelle gallerie umide. Ti sei svegliato all’alba per infornare il pane, ore di sonno rubate davanti al caldo torrido del fuoco. Hai tirato per le corna buoi attaccati ad un aratro, felice di non doverne attaccare le cinghie al tuo corpo e poi hai seminato, centimetro dopo centimetro, affidando la tua vita ai capricci del vento.Hai pompato acqua, hai percorso chilometri in cerca dell’acqua. Hai cotto mattoni nei forni e ti sei arrampicato sui ponteggi per erigere la tua casa. Hai tagliato, lavato e rammendato tessuti per coprire te stesso e i tuoi cari. Hai strofinato pavimenti e tolde di navi fino a farti venire le mani rosse e le ginocchia nodose. Hai osservato il mondo cercando di decifrarne le leggi segrete fino a quando non le hai apprese, consumandoti gli occhi in veglie notturne. Hai curato e calmato i tuoi simili malati, provando e riprovando fino a trovare i modi per rinviare la morte ad una data meno difficile da accettare. Hai composto musica, dipinto forme e sentimenti, plasmato la materia, trovato le parole per narrare le storie degli eroi così a lungo da far loro trascendere il tempo. Hai volato oltre le nubi, ti sei immerso nelle profondità degli oceani, hai perforato le montagne, hai tracciato i sentieri per muoverti più in fretta.

Hai fatto tanto, Uomo, per vivere meglio ma non hai ancora imparato che la quiete vera, la sera, prima di chiudere gli occhi, la provi solo quando sai che sei stato te stesso nelle ore del giorno, che hai lavorato per l’amore del lavoro e non per il piacere di sentire il suo peso tradotto in denaro, che sei stanco ma sei stato capace di fermarti a contemplare uno stormo in volo con un bambino accanto.

Stiamo andando tutti nella stessa direzione, Uomo, perchè è unica la conclusione del nostro viaggio ma la strada diritta, intervallata dalle panchine di legno da cui ammirare le foglie che cambiano colore con il passare delle stagioni è sempre tranquilla e poco frequentata. Tu ti inerpichi sulle montagne, ti perdi nei labirinti che da solo crei, procedi a zig zag e sperperi vita con vita. Permetti ad altri uomini di insegnarti a sperperare vita con vita inchiodata a scrivanie davanti a schermi lucidi, davanti a cornette del telefono con cui chiamare per vendere e non per salutare, davanti a macchine utensili da cui escono migliaia di pezzi tutti uguali, davanti a macchine da cucire che attaccano stoffe di bassa qualita’, davanti a classi di alunni perduti in sogni effimeri, davanti a vetrine di negozi tutti uguali, davanti a cancelli che chiudono e ti lasciano fuori a picchettare contro un mulino a vento.

Noi non saremo mai altro che uomini ma ti pare poco, Uomo?

Questo post e’ per una persona a cui manca poco per andare in pensione, doo una vita di lavoro. Gli occhi si illuminano quando parla con orgoglio dei figli. Ha progetti a casa e fuori casa per dopo. Non conoscera’ un dopo: e’ arrivata la malattia.
Questo post e’ per un’altra persona, pedina in giochi di tagli, spostamenti, razionalizzazioni. Non importa cio’ che sai fare bene: importa cio’ che a loro, altre pedine in mani piu’ potenti, serve per ricomporre puzzle ridotti. Non so cosa puoi fare. So cosa non devi permettere che ti facciano: perdere vita.
Questo post e’ per me che da un anno mi trascino in ufficio e striscio sotto l’ennesimo soffitto di cristallo che hanno installato solo per me. Ogni donna che tenta di entrare nel mondo degli uomini con regole diverse da quelle che si sono dati loro possiede un soffitto di cristallo che la segue, come la nuvoletta di Fantozzi.Mi sono stufata di picchiarci contro la testa. Di soffitto in soffitto ho sempre scalato per minuscole e sbrindellate scale di emergenza: anche questa volta devo solo trovarle.

24 commenti to “Primo maggio”

  1. L’ha ribloggato su L'homo sapiens sapiens è anche sapiens al quadrato?e ha commentato:
    Ogni commernto ulteriore a questo post sarebbe superfluo.

  2. È splendido quello che hai scritto è crudemente e spietatamente reale, in un mondo che avanza con fretta senza più rispetto e senza più solidarietà. In un mondo che pigramente festeggia il primo maggio con un concerto che ha solo del “passato” che è punto di incontro di nostalgici in attesa di antichi ideali che non possono avere più alcun nesso con questa nostra vita frenetica. Un primo maggio che festeggia il lavoro che però non c’è, un lavoro assente che lascia a casa ogni giorno circa 2000 persone, un lavoro che sfrutta i diritti di chi un lavoro lo ha e a cui però non viene riconosciuto alcun rispetto…
    Sembra un elenco demagogico carico di populismo, ma purtroppo è un pezzo di realtà importante che sta mutando il volto della nostra società, che pur avendo (purtroppo) tempo libero non siederà su quelle panchine nel verde, perchè non c’è lo spirito di comunione con una realtà che ti toglie la dignità e la libertà. Questo primo maggio va dedicato a loro!

    • Sai come si dice…che quando si tocca il fondo non si puo’ far altro che risalire. Ecco io spero per ognuno di noi che si trovi il coraggio, la voglia, la forza di risalire. Altius tendo, ogni volta che posso.

  3. Questo post e’ meraviglioso.
    Buon Primo Maggio.

  4. uno dei tuoi post più belli. quoto lois: crudemente e spietatamente reale.
    buon primo. buon futuro.

  5. Lo ribloggo anch’io, grazie
    e tanto di cappello!
    Un sorriso
    Ondina

  6. L’ha ribloggato su IL MIO SGUARDOe ha commentato:
    Grazie, Unarosaverde.

  7. Ciao, hai delineato in maniera interessantissima molte sfaccettature ingannevoli delle attività Umane. Mettiamoci la U (maiuscola) quando tutto ciò che si fa nobilita davvero L’Uomo. Non la festa del lavoro ci serve, ma la festa di quanto riesce a nobilitarci. Esiste nel calendario ? Ma deve esistere nel nostro calendario personale. Grazie e complimenti!

  8. Unarosa … che dire? Tutto questo mi commuove, mi commuove sopratutto quando leggo che è dedicato a chi mette da parte per un bel po’ sè stesso e i suoi sogni e poi, quando finalmente li riprende in mano i conti non tornano, la malattia, i lutti, gli abbandoni, le perdite.Non sono mai stata una cicala o una che inneggia al Carpe Diem ma ogni giorno di più devo dire che aumenta il dubbio che forse invece la vita è tutta quì: svegliarsi e andare a diventare sè stessi, costi quel che costi. Perchè alla fine niente di tutto questo rimane se non ciò che siamo diventati e quello che abbiamo dato agli altri.

  9. Festa dei lavoratori… festa degli uomini.
    Forse si dovrebbe dare più importanza alle cose…o forse semplicemente si sono persi i valori di prima.
    Ti aspetto nel mio nuovo post!!!!!!!!
    Baci.
    Luna

  10. Una pagina, creata con piccoli flach di vita quotidiana, c’è tristezza per sogni mancati, e per uno stato che privilegia solamente gli uomini. Cara Ondina buona domenica!
    Dora

    • Ciao Dora, benvenuta e grazie. Io sono unarosaverde; Ondina e’ una blogger con un blog di bellissime foto. La domenica piovosa e’ finita ma e’ stata bella: stamattina ero ancora al mare. Spero sia stata buona anche la tua. Domani ricomincia il lavoro e la ricerca di storie e di un senso per le cose.

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