No, no, non splendere su tanti guai

“…No, no, non splendere su tanti guai,
sole d’Italia, non splender mai;…”
Bandiera bianca
Vi ricordate le strofe di questa poesia, che una volta era su tutti i sussidiari e adesso invece è sparita per far largo a rime rap? Voi che sapete, esiste ancora l’amor di patria? Esiste ancora una patria?
Voi non siete stufi? Non vi viene voglia di prenderli tutti, vecchi e nuovi, chiudere a chiave le porte del Parlamento, e lasciarli lì a discutere tra loro? Si può fornire loro anche una troupe televisiva e mandare in onda finti telegiornali su televisori interni. Un Truman show all’incontrario, per rassicurarli della loro utilità. Mandiamo lì anche quel pirla che si mette sempre dietro i giornalisti mentre vanno in onda in esterno così ci leviamo di torno un fulgido esempio di vita inutile.
Intanto noi scendiamo di nuovo a lavorare su base locale? Facciamo pulizia dal basso, nei comuni; mettiamo ordine tra i conti piccoli, utilizzando la regola della brava massaia secondo la quale non si spende quel che non si ha? Poi dal piccolo ridisegniamo le reti delle amministrazioni territoriali includendo man mano i comuni col segno più e usiamo il credito per aiutare i comuni col segno meno a invertire la rotta? Poi saliamo un altro gradino e, di passo in passo, ricostruiamo quello che si è perso o che, forse, non è mai nemmeno esistito, non secondo i nostri desideri: lo Stato, una Patria? Si potrebbe fare?
Partecipavo alle riunioni delle associazioni industriali, tempo fa, per capire come funzionasse il Sistri che, però, non funzionava. Futuri utenti già allibiti prima ancora di iniziare per le evidenti carenze o assurdità del sistema, aziende che pagavano l’iscrizione per un servizio che già si sapeva non sarebbe stato reso, di dilazione in dilazione. C’erano tutti gli indizi della corruzione, c’erano i precedenti, c’era l’inutilità delle procedure. Ho letto oggi che i responsabili sono stati indagati e i ministri saranno ascoltati come testimoni. Sapevamo già due anni fa che sarebbe finita così.
Milena Gabanelli ha fortunatamente rifiutato una proposta paradossale. L’avesse accettata avrei ribaltato l’opinione che ho di lei. Se una persona sa fare bene un lavoro e non desidera farne un altro, perchè (pseudo)candidarla ad un ruolo non suo? Perchè disperdere di nuovo le energie? Tanto per capirci, io ci vedrei bene Emma Bonino, su quella sedia. E’ volto noto ma, per quel che ne so, pulito e fa il politico di mestiere. Ne abbiamo guadagnati tanti due mesi fa di quelli che vogliono fare i politici e invece si ritrovano a scaldare gli scranni, pedine inermi in una partita più grande di loro. Faccio il tifo per loro, io, non crediate, non certo per chi è arrivato anni fa e adesso non vuol più andarsene ma, come nel caso del Sistri, temo che la conclusione sia quella che tanti si aspettano: un nulla di fatto e altro tempo perso.
Scoppiano bombe ad una maratona negli Stati Uniti: giusto due post fa rispondevo ad un commento di pani “tanti altri ce ne saranno”. Però ha ragione Silvia, a chiedersi quando il nostro mondo, quello occidentale, si indignerà e protesterà con voce altrettanto alta per tutto quello che succede altrove, dove i bambini muoiono ogni giorno per gli stessi motivi.
Terremoti, donne sfigurate con l’acido qui, nelle nostre città, omicidi che escono di galera e ladruncoli da due lire che ci entrano, raccolte differenziate di sacchetti che si rimescolano negli inceneritori, istituzioni artistiche che barcollano, ospedali che licenziano, soldi che viaggiano verso la svizzera o i paradisi fiscali, fabbriche che chiudono, bulli che picchiano. Per fortuna si sta avvicinando l’estate e, con essa, le prime foto dei belli e famosi in costume. Meno male che c’è il gossip.
Ma voi, ma voi davvero non siete arcistufi? Io sono vicina all’alienazione, a quella fase in cui non mi interessa più niente di quel che succede fuori dai confini della mia vita. Spero di essere l’unica perché se tutti fossero come me il mondo rischierebbe l’anarchia, l’apice dell’individualismo, il disordine. Non che questo cambierebbe molto le cose, rispetto a come le percepisco adesso, però non è bello ritrovarmi, una sera di fine aprile, a pensare questo e a non vergognarmene neppure un po’.
Buonanotte, con le parole di Anna Shirley, che, insieme a Jo March e al padre di Enrico Bottini ha tracciato le linee guida della mia inutile anacronistica formazione civile. Nessuno di loro tre  sarebbe scampato  a così esasperante, deludente, irrimediabile casino.
“Marilla, isn’t it nice to think that tomorrow is a new day with no mistakes in it yet?”
(“Marilla, non è bello pensare che domani è un giorno nuovo, ancora senza errori?”)

5 commenti to “No, no, non splendere su tanti guai”

  1. non sei da sola, non sei l’unica. per l’anarchia non c’è rischio: concetto splendido ma fallimentare in stati con numero dispari di persone superiore a uno.

  2. Bellissima l’ultima frase: è la giovinezza.

  3. Ho sobbalzato vedendo scritta nel tuo post una parola dal sapore antico, densa di significati, ormai caduta in disuso al punto che mi ha colpita come se tu avessi pronunciato una volgarità: Patria.

    • Gia’. Quel concetto che ti viene in mente quando rientri da un viaggio sll’estero e pensi che il tuo Paese e’ proprio bello e potrebbe essere bellissimo viverci con in po’ piu’ di amir di Patria.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: