Breve e sconclusionato

In queste giornate di pioggia dove un raggio di sole è più raro della maggioranza del governo ho preso fiato, pulito casa, lasciato entrare la prima aria tiepida nelle stanze e osservato la crescita di rucola, lattughino e ravanelli sul mio micro orto in terrazzo. C’è vita sottoterra.

Ho dormito, anche, ma non abbastanza: due giorni dopo la ripresa del lavoro sono già in debito di sonno. Poco prima delle cinque un sms mi ha svegliato, stamattina. Era un collega, che stava vivendo in bagno da qualche ora causa colpo di freddo micidiale. Era sveglio, lui, per ovvi motivi. Mi informava gentilmente che non sarebbe venuto in ufficio. Buona idea lasciare il cellulare acceso durante la notte, non ti perdi niente. Mi ero addormentata dopo mezzanotte: praticamente è stato un pisolino, non un sonno ristoratore.

In ufficio i giorni trascorrono nella loro uguaglianza gli uni con gli altri; faccio le cose col pilota automatico, eseguo azioni  che ho imparato dieci anni fa e mi chiedo come certe persone desiderino vivere nella ripetitività delle proprie giornate. Io mi spengo sempre più ogni ora che passa.

Oggi ho scoperto due cose interessanti: la prima è che chi ha subito una tonsillectomia può ancora ammalarsi di tonsillite. Varrà per ogni rimozione chirurgica di parti del corpo? La seconda è che c’è in corso in Italia una conferenza a tema ginocchio, dove si parlerà anche di un’ipotesi alternativa, in certi casi, alla protesi. Oggi è stato il turno del Kinespring e della ricerca immagini di google correlata. Brividi e morbosa curiosità. E’ il mio lato oscuro.

In palestra prosegue la riabilitazione ma la parte migliore degli ultimi giorni l’hanno fatta i cerotti infiammatori, recente scoperta dopo una settimana di dolore particolarmente acuto. Non tutto il male viene per nuocere: rischio l’assuefazione ma ho scoperto che nel nostro corpo abbiamo una zona che si chiama “zampa d’oca”, soggetta a borsiti. Vorrei camminare e camminare e camminare fino a sentire il fiato corto, il sangue alle gote e l’aria fresca nei polmoni, fino a dolorare di muscoli sfruttati bene e non di posture sbagliate e zoppia. Vorrei ma non posso, non riesco. Mi sento imprigionata. Dove sono le chiavi per uscire da questo corpo?

Domani è venerdi, il fine settimana si preannuncia ricco di impegni, a partire dalla serata. Faccio la punta alle matite e studio spagnolo, con poca ansia e molta allegria. Poi, prima di crollare addormentata, con google reader verrò a leggere cosa fate voi.

Buonanotte intanto. Prima o poi mi ripiglio, vedrete.

10 commenti to “Breve e sconclusionato”

  1. la ripetitività è terribile….forza e coraggio con la riabilitazione.
    Un abbraccio
    syl

  2. duri i banchi, così si doce da noi. tieni duro.

  3. non mi ricordo se te l’ho già chiesto (se sì, dimmi pure eh, chè odio ripetermi). provato con l’agopuntura?
    (e tieni duro anche da parte mia, che se c’è una cosa in cui ti capisco è proprio la ripetitività che annichilisce le menti, altro che nobilitare l’uomo)

  4. io invece voto a favore della ripetitività…almeno ogni tanto fa bene…contiene lo stress, calma per poi ripartire alla grande…

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