Boh.

Qui non c’e’ trippa per gatti. Anzi, di trippa ce ne e’, dato il sovrappeso, e di gatti pure, poiche’ sette di loro vivono nella casa accanto, quella delle zie, e non conoscono confini di aiuole. Hanno ucciso quattro azalee e un rododendro in un inverno di pisciatine, pur avendo cassette e sabbiette pulite ogni giorno. Convengo con loro, meglio in plein air. Hanno anche amici che li vengono a trovare, i gatti delle zie: uno di loro miagola come un matto dall’imbrunire fino a tarda sera. Forse e’ in amore, forse sta aprendo richiesta formale di adozione. Non c’e’ in senso metaforico, intendevo, perche’ non so proprio cosa scrivere, in questo periodo.

Covo pensieri bui di piani di evasione che terminano dopo pochi secondi perche’ sono troppo stanca per seguirne i fili logici. Ho ricominciato la fisioterapia, tutti i giorni, anche per piu’ di due ore, a volte, e mentre piego, stiro, stringo i denti, osservo l’effetto strano che fa vedere i culturisti e gli atleti di calcio e pallavolo allenarsi nelle macchine accanto a chi zoppica o indossa un tutore al braccio. Le fisioterapiste della ASL erano signore di mezza eta’ rassicuranti e implacabili, che lavoravano in locali angusti con strumenti obsoleti, tirando e piegando per costringere arti malmessi a tornare normali. I fisioterapisti di questo centro privato si muovono sicuri e atletici – sono tutti sportivi semiprofessionisti – tra apparecchi di ultima generazione in stanze che sanno ancora di nuovo e nessuno di loro permette che io superi la soglia del dolore. Agli obiettivi ci si arriva per gradi: e’ questione di tempo, di soldi e di ottimismo profuso. Sudare dopo mesi di inattività’ mi stanca ma mi permette, a sera, di addormentarmi di colpo e dormire sonni profondi fino al mattino. Non posso stare in piedi senza sentire dolore ma ancora mi illudo che un giorno il dolore passera’ e i fili logici dei pensieri si perdono in sbadigli.

Sono di nuovo a Madrid, oggi, per un altro viaggio di lavoro. Vedo visi amici e controllo che il lavoro fatto nei mesi scorsi prosegua nel migliore dei modi. Qui il cielo pare già’ indossare i colori della primavera: c’erano venti gradi nel pomeriggio e la sera si e’ ammantata di rosa. Volo, atterro, riparto, dormo in letti alieni e stranieri, faccio e disfo la borsa e non penso. Agisco di riflesso, di abitudine, mentre vorrei essere altrove, fare altre cose, avere davanti un’altra sfida con contorni diversi e ignoti. Non ho voglia di stare in compagnia, se non in quella di pochissime persone e nei tempi che decido io; sto troncando vecchie conoscenze via email perché’ sono stanca di dialoghi superficiali in cui si parla ma non si comunica, perché’ manca interesse ma non lo si dice. E allora prendo io l’iniziativa e faccio quella che spala via l’inutilità’ a colpi di badile e neppure sente rimorsi.

Ho bisogno di cambiare aria e, nello stesso tempo, ho bisogno di quiete. Non spiego nemmeno a me stessa cosa c’e’ che mi ronza in testa perche’ non questo nulla non ha ancora preso forma, figuriamoci se riesco a scriverlo. Faccio ordine fuori, nelle stanze, negli armadi, compenso il caos e il sobbollire di rabbia, noia, stanchezza, voglia di reagire. Sogno tempi nuovi in cui non devo piu’ ricevere ordini e nemmeno darne, luoghi in cui non sia il profitto, o il costo, la leva decisionale, ma mi accorgo che con quello che so e che so fare questi soli sono i contesti in cui ho significato professionale. Ho voglia di reinventarmi ma non so come.

Questo succede ad essere uno pseudo-ingegnere con una forte inclinazione umanistica: ogni tanto sbarello ( non e’ italiano, e’ dialetto locale) e la logica lascia il posto all’istinto e all’emozione. Poi mi passa.

Passera’ anche stavolta.

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12 commenti to “Boh.”

  1. Facciamo un serio piano di evasione?
    fammi sapere che son pronta!

    buon domani!
    .marta

  2. sono stanca di dialoghi superficiali in cui si parla ma non si comunica, perché’ manca interesse ma non lo si dice. E allora prendo io l’iniziativa e faccio quella che spala via l’inutilità’ a colpi di badile e neppure sente rimorsi.

    Anche questo è un motivo per cui la forte inclinazione umanistica di uno pseudo-ingegnere è cosa buona e giusta. 😉

  3. Cara. Intanto c’è da dire che l’umore non può di certo essere dei migliori dopo la sentenza senza appello in merito al tuo ginocchio. C’è da accettare, nel profondo, che ‘sto ginocchio ti impedirà almeno nel breve periodo di essere la padrona assoluta della tua vita. E’ un po’ come dover elaborare un lutto, mica roba semplice…. E poi. Vediamo se mi spiego. Nel mio caso questi momenti Boh mi capitavano spesso, più passava il tempo e più frequenti erano, finchè ho capito. In questi momenti era la mia vera me che spingeva per uscire , tipo le spinte durante il travaglio che, dicono, non puoi trattenere ma devi per forza assecondare. Penso che tu sia più realmente te stessa nei momenti in cui di rabbia, noia, stanchezza, voglia di reagire che quando metti la marcia automatica e vai , fai, vedi, leggi, dici. Mi spiego? Forse questa inquietudine altro non è che la forza vitale che spinge per uscire e per trascinarti verso dove sei tenuta ad andare, verso la tua zona con meno attrito….pensaci, forse è arrivato il momento di partorire la vera te. Un caro, caldo e amichevole abbraccio.

    • Patty…che dirti….sono diventata la vera me qualche anno fa e mi piaccio molto, ci sto bene adesso con me stessa. Qui sono alle prese con un fattore contingente, ginocchio a parte: ho il problema perfettamente inquadrato ma non ho la soluzione. E ribollo e rimugino. E cerco una via di fuga.

      • Eh eh eh … beh, dai , sai alla fase 2 ! Forse ginocchio e periodo ti chiedo coerenza con ciò che sei allora… Forse la soluzione ce l’hai ma semplicemente non la stai mettendo in atto….. Forse forse forse, che ne so io? Scusami !

  4. Hey ciao! Sei ancora alle prese con il ginocchio e con la fisioterapia? Scusa è da un pò che manco ma anche io attraverso uno strano periodo! Come va il tuo ginocchio? E’ ancora malconcio come il mio? Io tra una settimana torno dall’ortopedico per dirgli che dopo ben 4 anni quasi e due interventi subiti, il mio ginocchio sta attraversando un periodo di regressione profonda e sembra che io stia peggio di prima! Detto questo volevo metterti in guardia dai centri di fisioterapia privati che ti spillano un sacco di soldi e ti rallentano tantissimo con la scusa della soglia del dolore solo per aumentare il conto!Tieni gli occhi ben aperti. Ci sono passata anch’io! Centro rinomato, fisioterapisti che sembravano usciti da beautiful, macchinari d’avanguardia… e alla fine mi hanno prosciugato il conto corrente senza che io ottenessi alcun risultato… anzi curandomi per la cosa sbagliata e rovinandomi ancora di più… Magari non sarà il caso del centro che frequenti tu, sicuramente sarà così, e me lo auguro per te, ma un consiglio da una zoppetta come te… tieni alto il livello d’attenzione!

    • Ciao compagna di sventura! Messo sempre uguale ma questa volta ha una diagnosi precisa: condropatia, niente operazioni, solo fisioterapia e accettazione. Grazie del consiglio: nelle strutture pubbliche questa volta non potevo accedere e in quelle del territorio, attrezzate come sono, non avrei potuto ricevere assistenza adeguata. Per il privato sospetto anche io ma ho fissato con loro un limite, al primo incontro, alle sedute, e un obiettivo di tempo. Vediamo come va. Ma tu? Che e’ successo? Nessun beneficio dall’operazione?

  5. Mi rispecchio totalmente (salvo che non sono ingegnere, ma il senso è lo stesso) in quei tuoi ultimi due paragrafi. In queste settimane sono l’irrequietezza fatta persona, un po’ per il clima ed un po’ perché vedo con estrema chiarezza tutti i miei limiti, e ne patisco.

  6. Anche io avevo una condropatia femoro rotulea… La mie rotule sono entrambe fuori asse per un problema congenito… mi hanno praticato un lateral release e la scarificazione del tendine rotuleo ormai cronicamente infiammato dopo 4 anni di dolori atroci… risultato è che dopo un anno dall’intervento ricomincio ad avere gli stessi disturbi… ho avuto un piccolo miglioramento nel senso che ora non zoppico più sempre come prima ma solo quando ho dolore, dopo aver guidato e con le scale ma oltre questo non vado… La gamba non si stende tutta, non riesco a rinforzare il muscolo perché qualunque esercizio io faccia non fa altro che acutizzare l’infiammazione… mi sono dovuta scordare i tacchi… così come qualunque tipo di attività sportiva… insomma mi sento un’impedita a 34 anni…

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