Consigli e speranze musicali. O d’altro.

Lo impedimento maggiore allo studio, ed alle ricerche più avanzate è la troppa grande fidanza del proprio talento. La esperienza c’insegna che si trovano più ignoranti tra coloro, che sono dotati di molti doni naturali che fra quelli, che sono arrivati a perfezionare la mediocre loro capacità collo studio, e colla fatica, e pur troppo di sovente accade che li grandi talenti anziche essere utili sono dannosi.

Johann Joachim Quantz – Trattato sul flauto traverso (1725) – a cura di Sergio Balestracci

11 commenti to “Consigli e speranze musicali. O d’altro.”

  1. È abbastanza vero, ma anche no. Io credo che questo valga per i talenti, ma non per i grandi talenti. Questi ultimi, rarissimi, lo sono appunto perchè riescono miracolosamente a conciliare le due cose: talento e impegno. Poi ci sono quelli che hanno intelligenze altre, ad esempio la creatività o particolari sensibilità, e che pur non lavorando sistematicamente possono fare cose bellissime. Penso insomma che ci sia spazio per tutti.

    • Lo spero. E’ rassicurante ogni tanto leggere frasi che dicono, in altre parole, che con l’impegno si puo’ ottenere moltissimo. Tutto il libro e’ pervaso di consigli tecnici e “morali”. Sara’ una lettura curiosa.

      • Con l’impegno si può sicuramente ottenere moltissimo, senza impegno sicuramente nulla, neanche se si è un genio.

        • La parola genio mi fa sempre venire in mente un tema che ci avevano dato al ginnasio. Commentate questa frase di Giorgio Gaber: “Nessun genio è immortale. Nessuna maggior consolazione per la mediocrità”. L’ho sempre trovata infelice.

  2. c’è talento e tecnica. Spesso la troppa tecnica è arida, priva di poesia. Il talento diventa insuperabile se vive di passione

    • Gia’ il genio, come dice Arte, e’ il connubio delle due cose, essere in grado di eseguire qualcosa che richiede sforzo con il sorriso sulle labbra, come se fosse facilissima cosi’ che a chi guarda arrivi solo la perfezione.

  3. un “like” non può esprimere quanto mi sia piaciuto questo post. quindi sono tornata a dirlo.

    • Fango, benvenuta. Mi hanno prestato questo libro sabato, ho aperto a caso qualche pagina qua e la’ e questo passaggio mi e’ sembrato molto simpatico. Una bella iniezione fi rassicurazione a chi particolari talenti non ne ha ma vorrebbe tanto combinare qualcosa di buono.

  4. mi hai riportato alla mente uno dei “lasciti intellettuali” di un mio caro (molto) prof di italiano del liceo, che ricordo con grande piacere. a questo proposito, lui tendeva a disconfermare il talento individuale, e sosteneva il bisogno di non dare mai nulla per scontato. un giorno ci scrisse sulla lavagna, senza dire una parola, una frase del tipo: “esercitati. molla il testo solo quando non avrai paura, né resistenza alcuna, a smontarlo, rimontarlo ed una volta finito a ricominciare tutto da capo”.

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