Contemplazione, quaderni e sentenze

Non sono sparita.

I giorni, dopo il rientro dal corso a Milano, sono scappati in mille cose da fare e il fine settimana è troppo breve per poter ospitare ogni impegno, persona, ozio o svago presenti nella mia lista. E domani riparto verso la Spagna, all’alba.

Della settimana appena trascorsa, trattengo con me il piacere di imparare cose nuove, l’odore dei banchi di scuola e il desiderio, che forse prima o poi realizzerò, di poter tornare studente in modo più continuativo. Ho isolato nella memoria un quarto d’ora del mercoledì mattina quando, incastrandolo tra la colazione, una corsa in metro e l’inizio del corso, sono riuscita a contemplare, finalmente, l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci e mi sono persa nella perfezione della bellezza.

Accanto alla Chiesa che ospita l’opera ho scoperto una cartoleria nella quale mi sono imposta di non entrare altrimenti avrei potuto comprare qualunque cosa. E’ un negozio piccolo, i cui muri, dietro al bancone trasversale, sono coperti da mobili in legno scuro, tutti uguali: cassettiere e vani sotto l’altezza della vita, librerie chiuse da vetri sopra, fino al soffitto. In mezzo al banco si apre, con un’asse a ribalta, un varco per accedere al retro della bottega. Sembra di essere tornati indietro di cento anni. Se fossi il proprietario passerei ore a sistemare le cose sugli scaffali, al proprio posto, e poi berrei un tè caldo, nel negozio chiuso, restando a rimirare per ore la quiete apparente dell’ordine esterno.

I due giorni successivi sono serviti a recuperare lavoro arretrato e a sentire la sentenza di condanna definitiva per il ginocchio. Così è e così te lo devi tenere. Per migliorare la situazione niente bisturi questa volta ma impegno e, di nuovo, fisioterapia.

A distanza di due anni dall’apertura di questo blog, nato nei giorni in cui ero immobile e aspettavo di essere operata, ecco che torno al punto di origine ma, nel frattempo, sono cambiate molte cose e, alla fine, non posso dire che vorrei che non fosse mai successo niente. Ogni evento ha condotto, in ordine inesorabile, ad altri eventi, che si sono susseguiti in un sistema causa-effetto e pochi di questi eventi sono stati negativi.

Buona domenica a tutti.

12 commenti to “Contemplazione, quaderni e sentenze”

  1. uff…mi fai pensare al mio ginocchio. Ma preferisco pensare all’ultima cena e alla cartoleria

  2. Ottima la cosa dell’Ultima Cena!🙂 E ho visto anch’io la cartoleria da lontano quella volta, ma mi sono imposta di contemplarla a distanza: mi piace troppo scrivere a mano, avrei sicuramente contratto un debito se fossi entrata. Buon viaggio!

    • Evviva evviva! Ce l’ho fatta questa volta. Sono rimasta a rimirare dalle vetrine mentre aspettavo l’ora d’entrata..sembravo una bambina piccola senza la paghetta…c’erano certi quadernini ricoperti di carta belle arti…

  3. …la cartoleria…essì che l’avrei rimessa a posto… in un tempo più lungo, diciamo, una settimana…

    In bocca a lupo per la fisio e che che crepi stò lupo!!
    abbraccione
    .marta

    • La cartoleria era già a posto. Io in un luogo così rimetterei a posto ad oltranza solo per vedere l’effetto che fanno le cose scambiate di scaffale. Sono malata di ordine cartolibrico.
      Per la fisio…speriamo funzioni perchè altrimenti qui si zoppicherà ad oltranza e ciò non solo non è bello ma è anche molto frustrante. Potrei diventare una blogger invelenita…! Grazie!

  4. Buon viaggio unarosaverde!🙂
    Anche io sono in “Dienstreise” (dai che con il tuo tedesco ci puoi arrivare a capire cosa significa) a Berlino fino al 5.02🙂
    Un abbraccio
    Angy

  5. ho presente la cartoleria. è vero, a milano di posti così ne restano ormai pochi. ma forse, quelli che restano, valgono davvero la pena. ecco, ti capitasse di tornare, fai una passeggiata dalle parti di via rovello e trasversali. da perdercisi.

  6. Lo sai che sono 46 anni (no dai…un po’ meno) che dico un giorno o l’altro vado a vedere l’ultima cena….e non ci sono ancora andato?

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