Atterraggi, decolli e il terzo desiderio per l’anno che viene

S illuminata

arà che quest’anno, più di ogni altro, è nato all’insegna del viaggio – il 31 dicembre l’anno scorso ero in volo verso il Messico – e sotto la stessa bandiera è proseguito fino alla fine – venerdì notte sono tornata da un’altra breve trasferta a Madrid. Sarà che sta passando il testimone ad un gennaio altrettanto movimentato. Sarà che sono sempre in giro sia per piacere che per lavoro e la disposizione d’animo nei due casi è abbastanza diversa e mi suscita reazioni opposte. Sarà che invecchiando mi stanno scappando la pazienza e la capacità di aspettare  ma mai come adesso mi piacerebbe trascorrere un giorno in un aeroporto, non da viaggiatrice ma da osservatrice, per capire la logica che si nasconde dietro l’organizzazione di questi spazi.

Non mi dispiace l’automobile, non fosse che a volte, dopo un giorno in giro, sono stanca e guidare può essere un peso; il camper è per me un mezzo di vacanza naturale e ovvio; la nave mi serve per attraversare le acque e trovo poco attraenti le crociere; il treno è meraviglioso, col suo oscillare e il tempo per leggere; l’aereo è veloce, la bicicletta e le mie gambe sottoutilizzate ma non è mai troppo tardi per sfruttarle, come ho imparato lungo il Cammino di Santiago. Ogni mezzo è buono, pur di viaggiare.

Però io non capisco ancora perché, per prendere un aereo, ci siano tempi morti di una lunghezza e di una insensatezza estenuanti. Dove posso adesso faccio il check-in on line e ho sperimentato, per le compagnie che me lo consentono, la carta di imbarco digitale. Il bagaglio è a mano e anche questo mi fa risparmiare tempo.

Gli aeroporti però non sono vicinissimi, ci si deve sempre arrivare presto, molto presto, le sedie sono poco confortevoli, il rumore dilaga, ma parte o non parte e se parte quanto ritardo ha, le finestre non si aprono e i ricambi d’aria sono artificiali, ogni volta io e le mie cose veniamo scandagliate, frugate, passate ai raggi,  c’è sempre coda per entrare ai gate di gente a piedi nudi con le mani colme di oggetti, c’è coda pure per imbarcarsi anche quando i posti sono già assegnati, anzi, si forma appena spunta l’addetto alle procedure di  controllo anche se l’aereo non è ancora arrivato, e poi c’è la coda  per prendere il pulmino, sulle scale fredde, e quella in piedi, nel corridoio stretto tra i sedili in attesa che ogni cosa venga sistemata sulle cappelliere e che la fila umana proceda, un passo alla volta, verso la sistemazione finale, i rollii sulle lunghissime piste, il cibo carissimo e pieno di conservanti dei punti ristoro e il tempo perso ad aspettare prima e dopo che trasforma un volo di due ore in una faccenda di sei.

Io vorrei per l’anno che viene un aereo simile ad un treno: arrivi venti minuti prima, validi il biglietto ad una macchinetta che capisce chi sei e ti dice anche buongiorno, benarrivata, passi sotto uno scanner che in un colpo solo dia un’occhiata a te e al tuo bagaglio, se hai cose proibite non sali e aspetti il volo successivo e la prossima volta leggi meglio le indicazioni, molli la valigia ai piedi dell’aereo all’addetto alla stiva così sei sicuro che poi la ritrovi all’arrivo, ti accomodi sul sedile e hai anche un po’ di spazio per allungare le gambe e per sistemare la borsa, senti parlare il pilota e l’equipaggio solo alla partenza e all’arrivo, il resto del volo lo passi indisturbato, a pisolare o a leggerti un libro o a far conversazione con il vicino di posto e, una volta atterrato, recuperi il bagaglio dai nastri e in venti minuti sei fuori, a respirare aria vera che non puzzi dell’aroma dolciastro dei tester cosmetici. E il tempo che guadagni lo investi in ore di sonno dato che non si dorme mai abbastanza o in una bella passeggiata nel mondo diverso in cui sei capitato.

Ecco. Questo terzo esaurisce i desideri che si possono scrivere su un blog, perchè quelli veri e seri me li tengo stretti per me, altrimenti non si avverano: niente topi, niente “piuttosto che” e rapide logistiche aeree.

E questo post conclude anche i post del 2012. Grazie a tutti voi che continuate a passare da qui: questo luogo di pagine digitali è diventato casa, per me, e voi amici della blogosfera in visita che portate i vostri pensieri e la vostra attenzione come fanno i miei amici della vita di carne e ossa.

A proposito di mondi diversi: buon viaggio a M&A in volo verso lo Sri Lanka senza di me. Non fateci l’abitudine ad andarvene senza avermi al seguito, non vi andrà sempre così bene. Buona continuazione a N&R al caldo delle Seychelles dove pian piano state ridefinendo le abitudini della vostra vita in un insperato piano B. Grazie a mio padre che , con mia madre, mi ha insegnato il senso del  viaggiare  per imparare e mi apre il cancello quando parto, come sempre, e mi fa trovare la cena pronta, quando arrivo, come faceva la mamma e non si lamenta, anche se lo lascio solo in continuazione. E grazie a R., perfetta nuova compagna di viaggio: la scorpacciata di quest’anno è stata solo l’antipasto, la lista è ancora lunghissima e altre mete si aggiungeranno. Tieni pronti lo spazzolino da denti, le mutande di ricambio e il passaporto. E prendi la waboba per giocare per favore. Il resto lo possiamo comprare là, ovunque il là sia.

Buon viaggio a tutti, verso il 2013. Che i giorni che arriveranno vi portino ciò che desiderate di più.

8 commenti to “Atterraggi, decolli e il terzo desiderio per l’anno che viene”

  1. Zanzana è allergica agli aeroporti, e, frequentandoli alquanto, ritiene che facciano ammalare. Il tuo post inizia tra l’altro con un’ottima lettera. Buon anno pieno di desideri realizzati!🙂

  2. Hai perfettamente ragione! Un volo di un’ora di porta via mezza giornata!!! Odioso, senza dubbio. Con il tempo che prossimamente mi si dilaterà conto di utilizzare mezzi di trasporto più lenti ma più consoni alle mie inclinazioni: macchina, treno, nave……. tanti auguri anche a te Anima bella

  3. Chissà perché tutti questi controlli negli aeroporti. Un pazzo, un terrorista, un folle qualsiasi, potrebbe raggiungere lo stesso scopo salendo su un pullman di linea, un treno qualsiasi. Però è meglio non suggerirglielo.
    Buon anno a te, che sia sempre migliore del precedente

  4. E allora tanti auguri di uno spledido 2013 pieno di nuove scoperte!

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