Acidissima con il Flash Mob. 90.000 ore sprecate per 5 minuti di inutilità.

Metti che vivi a Roma centro e ti ci vogliono venti minuti ad andare e venti a tornare, via metro o tram, per arrivare a Piazza del Popolo. Oppure te ne stai in periferia e, tra una cosa e l’altra, passano un paio d’ore per raggiungere il luogo dell’appuntamento. Oppure ancora  sei di fuori e prendi  treno,  auto o  pullman ed ecco che quattro o cinque ore se ne vanno negli spostamenti.

Chiediamo aiuto al pollo e facciamo la media a sua maniera: possiamo dire che tre ore a persona per trentamila persone, così dicono i giornali, sono state impiegate per trovarsi in tempo a Piazza del Popolo, accendere i cellulari, ballicchiare tutti in gruppo per cinque minuti sulle notarelle di una musichetta che tra un anno nessuno ricorderà più e poi tornarsene a casa?

Novantamila ore uomo.

Novantamila ore uomo buttate alle ortiche per una cosa della quale io non riesco, neppure sforzandomi, a trovare il senso. Che cosa significa  un balletto di trentamila persone che non si conoscono neppure tra loro, che non hanno niente da chiedere né da esprimere, che sono lì solo perché è di moda? Che cosa lascia?

Non lo so. Il significato di questi raduni supera la mia capacità intellettiva e si perde lontano lontano nei luoghi a me inintelligibili, dove riposano fuori dalla mia comprensione, tra gli altri, i barattoli di alluminio che contengono merda d’artista, le trasmissioni della De Filippi, i libri delle sfumature, la zumba, le bambine di cinque anni con lo smalto alle unghie e il gnè-gnè nella voce, i bambini di dieci con in tasca il cellulare e cinquanta euro, le donne con le labbra rifatte e quelle con il piercing sull’avambraccio, gli uomini che riempiono gli spazi col potere dei soldi perché altri modi non conoscono.

Novantamila ore uomo svanite nel nulla.

Sapete cosa ci si potrebbe fare con novantamila ore uomo? Tantissimo, a seconda dei gusti.

Per esempio andarsene a passeggiare in un luogo lontano dalle vetrine dove ci sia la spiaggia, il lago, un fiume, quattro alberi o la pista ciclabile del paese che si perde tra campi di nulla. Oppure chiamare un amico che da molto si vorrebbe risentire ma non si trova mai il tempo per farlo, leggere un libro, ascoltare musica dal vivo, imparare qualcosa. Oppure dare una mano ad una persona sola e non del tutto autosufficiente a fare la spesa, dormire, giocare con un bambino, fumarsi in santissima pace una sigaretta, darsi un’occhiata dentro a rimirare le nostre parti belle e provare a sistemare quelle ammaccate, visitare un museo. Fare i conti e scoprire perché i soldi non bastano mai,  lavare l’auto di casa, fare qualcosa per i propri genitori, stare in silenzio, infilare la testa in un ricovero per anziani per quattro parole con chi aspetta che il mondo arrivi da lui perché al mondo non riesce più ad arrivare da solo, cucinare per sé o per gli altri qualcosa di buono. Oppure ancora fare l’amore, dipingere, sfogliare un fumetto, riordinare un cassetto, leggere un blog, portare a spasso il cane, farsi un giro in bicicletta, costruire qualcosa. Oppure proprio niente, ozio totale. Lo capirei, lo condividerei, ci troverei un significato all’ozio totale. Ogni tanto è sublime, l’ozio totale.

Novantamila ore di vita in cui si potrebbero aggiustare tante, tantissime cose.

Novantamila ore di vita immolate sull’altare del Gangnam Style.

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

Constantinos Kavafis

42 commenti to “Acidissima con il Flash Mob. 90.000 ore sprecate per 5 minuti di inutilità.”

  1. Ineccepibile, quanto interessante il conto delle ore. Ho preferito regalare 5 minuti a te!

  2. ..e che hai elencato una serie di cose a cii non si pensa affatto. Un libro, una passggiata, la solidarietà.. non consentirebbero quei cinque inutili stupidi minuti di popolarità e le conseguenti stupide, inutili descrizioni su fb o il passaparola per dire “io c’ero”.
    Abbiamo perso del tutto la consapevolezza della nostra personalità e il rispetto del proprio io, al quale vorremo assicurargli un valore solo perchè si dispone in una piazza per cinque inutili minuti, dove accorriamo come greggi alla chiamata di un nuovo, inutile ritornello.
    Non credo si tratti di “pesantezza” nel considerare tutto questo una nullità ed ore perse da poter diversamente e più utilmente impiegare. Si tratta di mettere sul piatto della bilancia la futilità dei giorni a fronte di niente che riscatti la consapevolezza e il senso della vita.

    • Ti hanno mai detto, da piccolo, quando disapprovavano i tipi che ti sceglievi come amici e di cui tentavi di imitare le gesta: ” se uno si butta da un ponte, lo devi fare anche tu?”. A me questa frase ha sempre dato sui nervi però è vera. Adesso facciamo a gara per saltare tutti dallo stesso ponte, forse perché così sembra di essere meno soli, lì tutti pigiati a fare non si sa cosa ma insieme.

      Un’amica, quando morì Papa Wojtyla, prese il treno e andò a Roma a fare la coda per vedere la salma e farle una foto col cellulare. Aveva una trentina d’anni, era laureata, proveniva da una famiglia di reddito medio, non era cattolica né praticante, credeva nei principi della sinistra laica (esiste ancora la sinistra laica? si è tutto mischiato adesso che non so più), a messa non ci andava mai. Eppure ha preso il treno ed è stata a Roma per un paio di giorni, tra ressa e folla e mirabolanti avventure per andare a fotografare un uomo morto che per lei non aveva mai rappresentato niente solo perché ci andavano tutti e le sembrava giusto farlo. Magari poi ti muore il nonno del tuo vicino di casa e nemmeno ti fai vedere ma non è il tipo di evento in sé su cui rifletto. E’ sul senso di fare le cose in gregge, senza vedere se questa cosa si adatta a noi, a quanto diciamo di credere; è il discriminare sul significato dell’atto. Poi magari alla fine si giunge alla conclusione che si, lo si vuole fare. E allora bene, lo si faccia ma rispondere: “ci vanno tutti, sei sfigata tu che non ci vai” non è una motivazione che considero accettabile.

  3. Oh come mi trovi d’accordo RV, condivido ogni tua parola.
    Guardo pochissimo la tv, solo qualche raro tg, ma ho visto quel gregge dimenarsi senza sugo…😦
    voglio sperare che i giovani non siano solo quelli lì,
    i miei figli non sono quelli lì, però quanta tristezza!!

    Che andassero a manifestare pacificamente per salvare il salvabile nella scuola o per pretendere futuro e lavoro, o a pulire dalle immondizie qualche giardino o qualche spiaggia italiana! Quello sì che sarebbe stato impiegare bene tutto quel tempo.

    Buona giornata, ciao
    Ondina

  4. Io tifo la piazza, io tifo il raduno, il dire la propria. Il flash mob mi fa ridere. Far sentire una voce, santocielo se ce n’è bisogno. Anche questo rende vivi, come tutto il resto che elenchi. Se ci pensiamo, in fondo, quante cose fanno perdere tempo, eppure…

    • Aggiungo subito. Scendere in piazza e proclamare che non si è d’accordo su qualche cosa; compattarsi, presenziare per esprimere dissenso, solidarietà, protestare, pretendere dimissioni, ricordare gli olocausti in corso.

      Il flash mob, senza messaggi da portare, con le cuffiette nelle orecchie, a me non fa ridere: fa paura.
      Sai quante volte la folla si è radunata con il cervello spento nelle piazze della propaganda politica e quante ancora lo farà? Mussolini, Hitler, Fidel Castro, Lenin, Mao, Berlusconi, Bossi, Grillo…il 10% sa e condivide, fa una scelta, il rimanente 90% ripete gli slogan e i gesti convinto di aver operato una scelta autonoma.

  5. Non capisco. Neppure io capisco i flash mob.
    Ho amici e amiche, e in gamba eh, che impazziscono per il fenomeno.
    Cosa c’è, dico io, da impazzire?
    Io impazzisco proprio perché il tempo che vorrei dedicare a tutto quello che dici fatico a trovarlo…
    Bah. Che strano mondo.
    Mi sento un po’ mia nonna quando me ne esco con queste frasi.

    Mh……………

    Beh, non è poi così male sentirsi come la nonna Margherita, cuoca e sarta dall’occhio ceruelo e il carattere di ferro.
    Sì, meglio la nonna Rita di un magma di persone in cerca di “cumpa”.
    L’appartenenza è un’altra cosa.

  6. Minchia , che acida…let it be.. Per alcuni anche la vita è tempo perso, specie quella degli altri . Per molti la matematica è una cosa inutile, per altri l’amore , per altri correre….
    L’importante , per me, è riuscir-si a vivere, se un flash- mob serve…basta che funzioni. Ciao Ing.

  7. Lo spreco, già. Hai colto proprio nel segno. E il conto approssimativo delle ore sprecate fa paura.
    Sarà che da sempre evito come la peste le etichette, le divise, l’uniformità e le folle (che mi provocano enorme disagio, vedi agorafobia…), ma io non riesco a farmeli piacere i flash mob. Alcuni sono carini, hanno scopi giusti e nobili (qui a Terni ne hanno fatto uno per denunciare la violenza sulle donne), ma io non lo farei comunque. Non sono tipo da “gregge”…e comunque per un motivo come quello di Roma è semplicemente allucinante…

    • Volevo dirti pacatamente che fai parte di una comunità di oltre trecentomila bloggers, un bel greggione…

      • Tu non pensi che l’avere un blog sia di qualche utilita’ per te stesso o per gli altri?
        Io si: mi ha permesso di conoscere persone con interessi simili ai miei o diversi ma stimolanti. Mi aiuta a ricordarmi come si fa a scrivere. Mi serve per comunicare me stessa.

        Io non ho molto contro le folle anche se preferisco per me stessa, come efficacia, le azioni singole ma ho molto contro le greggi radunate in un luogo senza scopo. Che scopo ha un flash mob come quello di Roma?

        ( grazie per l’abbraccio!)

      • ma scusa, che c’entra?? ho detto che non mi piacciono le folle e non faccio una cosa perché la fanno tutti, ma come buona parte del genere umano mangio, dormo, uso internet, esco con gli amici…
        tra l’altro ho aperto il blog solo quando ho avuto qualcosa da dire che ritenevo potesse interessare ed essere utile a qualcuno, non l’avrei mai fatto “tanto per”…

    • Speriamo almeno che dopo si siano fatti quattro passi in centro ad annusare i secoli di storia…

      • Sono d’accordo , volevo sottolineare una contraddizione di yliharma , criticare il gruppo facendo parte di uno più ampio,…. tralascia lo scopo, o il fine educativo, anche se mi dicessero che morire in croce mi aiuterebbe a vedere Dio, so che declinerei l’offerta e si che di uomini per conto di fini altissimi o apparentemente tali, ne hanno fatto di stupidaggini.
        Vale l’idea? O la libertà di scegliere ?
        Ma tu non fai mai una cazzata tanto per il gusto di farla ? Una risata per niente? Un ballo di gruppo ad una festa? Anche gli alberi perdono le foglie in autunno tutte insieme, e non è meraviglioso lo stesso?
        Peace

      • proviamo ad essere ottimisti sì…😀

  8. All follow deep in trance
    lost in a catatonic dance
    know no future
    damn the past
    blind, warm, ecstatic
    safe at last…
    (thick as thieves, n.m.)

    Bel post, tocca tanti argomenti importanti.
    Al di là dell’utilizzo improduttivo sia fisicamente che mentalmente del
    proprio tempo libero, quello che mi fa paura è l’ignoranza.
    Perché chi segue le mode, si lascia fortemente condizionare dai media
    e non è capace di elaborare un proprio pensiero ha sicuramente carenza di cultura.
    Siamo nell’era della tecnologia, in un’ era in cui l’educazione non viene negata a nessuno
    ma abituati proprio dalla tecnologia a fare sempre meno fatica non ci sforziamo più
    e senza accorgerci facciamo il gioco di chi dell’ignoranza se ne approfitta.
    Non abbiamo imparato niente dai nostri nonni e genitori che vivendo il periodo della
    II guerra mondiale hanno capito che l’unica via per la vera libertà era sconfiggere
    l’ignoranza e hanno faticato per darci un mondo migliore?
    Quanto tempo passerà prima che un nuovo manipolatore pazzoide tenterà
    di nuovo di approfittarsi degli ignoranti?
    Io ho paura.

  9. ma che hanno cantato e ballato durante questo flash mob?
    Il guaio è il contenuto, non l’azione. In sè può essere una valida forma di aggregazione se lo scopo è mettere in risalto qualcosa, un’ingiustizia, una qualsiasi forma di solidarietà. Se serve solo a fare pubblicità inconsapevole, allora è una grossa pecoronata

  10. grazie per avermelo segnalato. Non ne ero a conoscenza.
    Io però nel viedo ho visto ragazzi che ridevano e sorridevano e in questo non ci trovo nulla di male. Vogliamo parlare delle 180.000 ore per vedere una partita di calcio? O delle 20 milioni di ore sprecate ogni sera per guardare la tv? Cara rosaverde, ognuno penso che sia libero, nel rispetto altrui, di impiegare il tempo come meglio crede. A me questa cosa dei flash mob diverte invece…sarà perchè Sylvestrino mi ha costretto ad andare a vedere un film che parlava proprio di questo?
    Ti consiglio lo yogurt della muller….quello con lo zucchero d’uva😉

    • Di che film si tratta? Sono curiosa.Lo vedrei volentieri.
      Certo che ognuno e’ libero di fare quello che vuole nel proprio tempo libero come io sono libera di pensare che ci siano modi molto piu’ utili di passare il tempo di un flash mob. Tra un flash mob e una partita di pallone Sylvestrino cosa sceglierebbe?
      Uno yougurth di quelli al giorno gia’ lo mangio, e’ buonissimo. Oltre non vado; rischierei di aumentare, di troppo, il tempo dedicato alle evacuazioni.

      • per carità, non è certo da Oscar, però le coreografie sono forti.

        Però ti linko anche questo video che a me piace ogni volta che lo vedo….

        Viva i flash mob…viva le evacuazioni!😉

        • Non ci crederai ma avevo visto il primo e il secondo episodio e, anche se la trama è inesistente, i ballerini step-up sono sempre dei professionisti. Se mi capitasse, tra un paio di anni, trasmesso alla TV, lo vedrei. 8 euro al cinema no. Nel primo video pure c’è una coreografia e musica dal vivo. Posso anche capire, con sforzo ma posso, i raduni per prendersi a cuscinate, come facevamo da bambini…

          E’ questa cosa qui che continua a sembrarmi una gran cagnara senza senso.
          (PS: ma mi hai mandato a cagare?!!!)

          • no no tranquilla, citavo solo la tua divertente motivazione sullo yogurt….se dovevo mandarti a cagare lo facevo senza troppi giri di parole😉

            • Peccato!!! Battuta involontaria ma splendida! Quando l’ho letta stavo spiegando ai colleghi spagnoli, in una pausa, i differenti utilizzi della parola culo qui da noi, dal che fortuna al posto in cui ti mandano. Sai, quegli scambi culturali necessari in cui ti formi il vocabolario di base… ero nei paraggi, insomma…l’associazione e’ venuta da se’!

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