Viaggio intorno agli Etruschi. Giorno sesto e ultimo. Tarquinia e porchetta.

La mattina inizia con l’ultima tappa di questa abbuffata archeologica che mi servira’ come scorta nella mente per i mesi invernali immobili.

Tarquinia, Museo archeologico. Il caldo e’ ancora troppo per la visita alla necropoli, che rimando ad un futuro ipotetico. Le sale sono fresche e ricche di tesori; colpiscono le tracce policrome sui sarcofagi, i pannelli di affreschi staccati dalle tombe. Trovo molto interessanti le spiegazioni sui metodi scientifici di indagine e conservazione applicati all’archeologia moderna.

In alcune vetrine sono esposte, con spiegazione, anfore con scene erotiche eterosessuali e omosessuali: mi ricordano il Gabinetto Segreto del Museo Archeologico di Napoli. Fanno anche esse parte degli indizi per la ricostruzione della storia dell’uomo. Una volta le tenevano nascoste: come sempre, piu’ se ne bisbigliava piu’ si creava lo scandalo. A Pompei i lupanari sono una delle cose che tutti visitano ma io credo che la malizia sia piu’ negli occhi dei moderni.

Non resisto alla tentazione finale e compro altri tre libri: un’edizione con prefazione di Pallottino dei Paesi etruschi di D.H.Lawrence e Vulci di George Dennis, testimonianze delle impressioni dei grand tour in terra italica dei tempi che furono. Poi per curiosita’ Capire gli Etruschi di Paolo Campidori stampato in Comic Sans Serif che potrebbe essere irrilevante o una piccola chicca.

E cosi’ termina questa immersione nel passato, ricca di spunti e suggestioni e, con un paio di fette di porchetta per il pranzo, i pomodorini coltivati nei campi qui attorno, un trancio di pizza bianca e un bicchiere di vino fresco per aperitivo inizia l’attraversamento degli appennini, da Viterbo a Spoleto e poi giu’ per Colfiorito, terra di patate rosse, verso le Marche. Verso il mare.

9 commenti to “Viaggio intorno agli Etruschi. Giorno sesto e ultimo. Tarquinia e porchetta.”

  1. non passare per Terni, la strada Terni-Spoleto è chiusa a tempo indeterminato!!!

  2. Bellissimo questo tuo tour. Invidia! Da etrusca, conosco alcuni dei libri che citi. D.H.Lawrence lo trovo divertente e anche un po’ commovente nelle sue descrizioni idealizzate del popolo etrusco – ci sento fascino sincero, chissà forse eravamo davvero così. Sicuramente qualcosa c’è, pur nella sua ingenuità di “forestiero”. Pallottino poi me lo ricordo di persona, all’Università a Firenze. Che io stessa stia diventando un rudere?

  3. ed ecco arrivano ricordi di anni che iniziano a non essere più tanto vicini… bel post

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