Come nasce un Piano B. Prima parte: l’allineamento dei pianeti (ovvero: per puro caso)

Da qualche tempo N. e’ insoddisfatta. Gli sforzi fatti per far crescere il locale che gestisce con il marito stanno cominciando a dare i loro frutti ma non e’ sufficiente. L’impegno e’ maggiore dei risultati, i soldi non bastano mai per coprire le spese, la routine comincia a pesare. N. non ha paura di cambiare: lo ha fatto piu’ volte nel corso della propria vita, e’ pronta a rimettersi in gioco, anche a fare le valigie e a trasferirsi in un altro paese europeo se serve. La sera, quando puo’, frequenta corsi di inglese e tedesco. Aspetta e cura i cani e i gatti abbandonati che raccoglie e porta a vivere con se’ in una casetta sulla collina, in mezzo al castagneto, dove sono liberi e amati.

V. e’ inglese, vive da anni in Italia dove insegna. Anche lei ha avuto tante vite e ha l’anima vagabonda. V. conosce il mondo e ha amici e familiari sparsi negli angoli piu’ remoti del globo. V. conosce N. da un paio di anni: e’ una sua alunna dei corsi serali per adulti che offrono ottime alternative al freddo delle sere dei lunghi inverni nelle valli alpine. V. una sera irrompe in aula piu’ eccitata del solito.

E da allora un piano B ha cominciato a prendere forma sotto ai miei occhi di osservatrice curiosa ed entusiasta. ( anche perche’ il rischio se lo sta assumendo qualcun altro: io faccio esercizio di simulazione!).

Cosa e’ dunque successo? Come, in un angolo fuori mano del mondo si siano incontrate due persone cosi’ e si siano presentate una serie di opportunita’ che sanno di romanzo non mi e’ dato sapere ma e’ successo, per fortuna, per destino, per desiderio, come spesso accadono eventi simili. D’altronde, la vita capita e basta: spesso ce la organizziamo, altrettanto spesso ci rotola improvvisamente addosso.

Un familiare di V. ha deciso di rischiare e fare un investimento: costruire una guest house con ristorante su una spiaggia di sabbia bianca e mare blu in un’isola delle Seyechelles. V. ha gli occhi che brillano quando dice a N. che ci sarebbe bisogno di una coppia per gestirlo e che, ecco, insomma, cosa ne dici se…ti potrebbe interessare?!

Questo e’ l’inizio della storia: tre settimane dopo N. e’ sulla spiaggia a vedere di persona il luogo e a conoscere il proprietario. Alla fine del mese di agosto N. e il marito chiuderanno la porta di un container che trasferira’ la loro vita su quella spiaggia. Questa la conclusione e il nuovo inizio.

Nei prossimi post vi raccontero’ delle emozioni, delle decisioni, del tempo necessario, delle convinzioni, dei sacrifici, delle ansie, dell’entusiasmo, delle paure, di cio’ che non si vede quando qualcuno ti dice che si, sta per andare a vivere in un luogo da cartolina e sta per cambiare vita e tu gli rispondi ” beato te!”.

Il sole splende su una spiaggia d’incanto ma ci vogliono coraggio, fortuna e un pizzico di incoscienza, oltre a costume, pareo e infradito.

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15 commenti to “Come nasce un Piano B. Prima parte: l’allineamento dei pianeti (ovvero: per puro caso)”

  1. Ohhhh unarosaverde che bella storia mi racconti! fa bene al cuore, all’animo e ai sogni! E sopratutto sì, raccontaci del dietro le quinte chè io tempo massimo 10 mesi devo fare scelte importanti, non ti dico le angosce, le paure, i sogni…….. mi raccomando, fammi sentire un po’ meno sola e pazza!

  2. mi sono venuti i brividi leggendo questa storia…mi unisco al coro “beati loro”…. 🙂

  3. c’è bisogno di queste testimonianze di speranza. soprattutto ora.
    sono contenta davvero per loro 🙂

    • @tutti. La cosa piacevole del fare l’osservatore e’ che si partecipa all’entusiasmo e si percepisce la voglia di rinnovamento. N. e’ un vulcano in ebollizione e si destreggia da settimane tra vincoli, problemi, soluzioni, dettagli tecnici. Insomma: non e’ affatto una passeggiata. Pero’ che bello osservare un evento cosi’! Ti viene voglia di nuove cose! ( e che ansia, se fossi al suo posto: anche a questo penso…). L’unico peccato e’ che suo marito fa una pizza favolosa: l’ho scoperta da pochi mesi e presto sara’ un ricordo. Dovro’ andare alle Seychelles per mangiarla!

  4. Confivido il finale: che coraggio! Good luck

  5. Bello, anche se realisticamente posso capire come non sia una scelta facile.
    Iddio, meglio tentarla per andare alle Seychelles che in un sobborgo di Bucarest….

  6. Sembra proprio l’inizio di un romanzo !!! attendo le prossime puntate …… basta guardare le occasioni della vita da un altro punto prospettico; è arricchimento,nuove emozioni, colori e profumi e poi se lasci una porticina aperta puoi sempre fare marcia indietro e ricominciare da dove avevi lasciato. Carpe diem

  7. un grande classico, il chiosco sulla spiaggia tropicale!!! mamma mia…..secondo me fanno bene, lasciano una cosa che in definitiva non è così sicura, per un’altra che alla fine peggio non sarà, e che comunque è una bella avventura, emozioni, posti nuovi, esperienze. la vita va acchiappata al volo, è l’unica cosa veramente ragionevole….

    • @animapunk: ragionevole ed entusiasmante. Fanno benissimo…!
      @Nico: discuteremo di tutto ciò in una delle prossime sere
      @ilgattosyl: come non essere d’accordo…non ti dico che ho già i biglietti per andare a trovarli l’anno prossimo ma quasi…
      @ilsonnambulo: dita incrociatissime ma ormai la macchina organizzativa si è messa in moto

  8. “Chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia e non sa quel che trova”. Appunto!

  9. “La vita è ciò che ti accade quando sei tutto intento a fare altri piani”

    John Lennon

  10. scelte coraggiose. tutta la mia ammirazione

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