Rosso addosso

Il rosso è il mio colore preferito. Lo indosso poco ma, quando lo porto, so che sono di ottimo umore. Mi piace vederlo accostato al bianco e al blu, mi piace spruzzato sulle foglie degli alberi, mi piace il tono lacca accanto al nero, mi piace anche da solo. Mi comunica allegria.

L’unico posto in cui preferirei non vederlo è sui miei zigomi.

Io arrossisco, continuamente, frequentemente, penosamente. Arrossisco anche mentre penso, da sola. A volte c’è un motivo che riesco a rintracciare, altre no: ho rinunciato a sondarne i meccanismi nella speranza di attenuarlo. Mi sono arresa. Non arrossisco per senso di colpa perché di rado compio azioni di cui mi vergogno. Non arrossisco, se non raramente, di collera né sono particolarmente aggressiva. Capita però che la mia risposta istintiva, a contatto con le persone, sia una fiammata violenta di cui farei volentieri a meno. Invece me la tengo e ho perso la speranza di riuscire a controllarla. Non le permetto che mi sia troppo d’ostacolo ai sogni ma di più non riesco a fare.

Mi è sempre successo, da che io ricordi, e avere una pelle chiara accentua il tono infuocato. A volte mi servono ore per spegnere l’incendio e nei casi di attacco acuto, mi piomba addosso un’enorme stanchezza e la voglia di starmene da sola per qualche decina di mesi. Fortunatamente non posso. Fortunatamente, a volte, riesco anche a riderci su.

C’è chi si diverte a vedere le persone arrossire, chi sorride, chi simpatizza, chi si infastidisce, chi si imbarazza a propria volta ma noi siamo troppo concentrati sulla nostra reazione per badarci.  C’è un’unica cosa che non si deve mai dire ad una persona che arrossisce mentre arrossisce ed è, naturalmente, “sei diventato rosso”. Eppure tantissimi lo fanno. Mi sono sempre chiesta come mai.

Nessuna persona che arrossisce mentre arrossisce avrà mai il coraggio di rispondere “vai a farti benedire” – o peggio – anche se è questa la frase che immediatamente formula nella propria testa, perchè è troppo impegnata a cercare di controllare il corto circuito del proprio sistema nervoso. Però, ve lo garantisco, vorrebbe proprio pronunciarla, con tutto il cuore.

Non c’è nessun bisogno di dire ad uno che sta arrossendo che sta arrossendo perché lo sa perfettamente. Nella mente riusciamo a seguire il percorso che il sangue compie in tutta la rete dei capillari del viso, di cui ormai conosciamo la mappa. Dirlo non fa altro che ingigantire esponenzialmente la sensazione di disagio.

Non so dove i consatatatori dell’ovvio abbiano tratto il convincimento che un commento del genere possa aiutare a sdrammatizzare: è una delle frasi più insensibili e crudeli da pronunciare. Non so se lo facciano per godersi lo spettacolo: di solito, coloro che se ne escono con siffatta retorica mantengono il proprio colorito di bronzo naturale qualunque cosa succeda né hanno mai provato la sensazione di disagio, nervoso, imbarazzo, rabbia, inadeguatezza, stanchezza, voglia di piangere che  ci attanaglia durante le epifanie del cremisi. A nessuno piace essere osservato mentre lotta con i propri demoni interni. A noi ancora meno perché la nostra battaglia avviene sotto gli occhi del mondo.

Nessuna persona che ci è passata, anche solo per una volta, si sognerebbe mai di dire: “sei arrossito”, proprio nessuna. Come d’altronde non pronuncerebbe altre frasi poco cortesi quali, per esempio: “balbetti”, ” il tic nervoso al tuo occhio destro in questo momento è molto evidente”, “stai sputacchiando”,  “ti stai grattando il sedere”,  “ti stai schiacciando i foruncoli”, “ti stai strappando i capelli”, “quell’herpes sul tuo labbro è proprio bello grosso”,”ti stai sistemando per la sesta volta in dieci minuti il cavallo dei pantaloni: stai tranquillo, non ho visto scappare niente”.

Non lo fa perché sa che non è gentile mettere a disagio le persone, perché ci sono reazioni corporee che non si possono controllare facilmente, perché è, di solito, più sensibile. Perché sa cosa sta succedendo dentro e porta rispetto.

Per favore, siate gentili: mordetevi la lingua prima di declinare, davanti ad un viso in fiamme, un qualunque sinonimo della parola rosso. Lasciateci colorare, fate finta di niente, vedrete che in pochi minuti ci passerà.

Siate cortesi con noi: siamo una specie in via di estinzione. Lasciate che ci spegniamo in pace, insieme al nostro rossore.

25 commenti to “Rosso addosso”

  1. se c’è una cosa che mi imbarazza è proprio mettere in imbarazzo le persone. E così si crea un circuito in cui uno imbarazza l’altro.
    IO se vedo uno arrossire mi volto e cambio discorso, fino a quando torna pallido come un cencio.

    • E’ esattamente quello che si dovrebbe fare. Far finta di nulla. Adoriamo le persone che si comportano cosi’!

      • le persone che arrossiscono mi fanno una tenerezza infinita, mi viene voglia di abbracciarli e basta…però lo so che la cosa migliore è ignorare e quindi ignoro. vedere una persona che arrossisce mi fa lo stesso effetto di vederla piangere: in quel momento lei sta involontariamente mettendo a nudo la sua vulnerabilità, la sua umanità più profonda e io per questo provo rispetto e tenerezza…sono matta??? puo’ essere…
        a me questo problema per fortuna manca, ma ho quello (poco meno imbarazzante) delle mani sudate…un calvario d’estate e soprattutto quando so che devo dare la mano a qualcuno…addio, ecco che peggiora😀
        ho adottato la tattica preventiva: “ah scusa, mi sudano molto le mani”, mentre me le asciugo sui pantaloni…😄

  2. Non mi sarebbe mai venuto in mente che esistano persone che possano commentare il fatto che uno arrossisca.

    Io arrossisco molto raramente, almeno vivo con questa convinzione, poi chissà. Ma credo sia anche una questione di pigmenti: esistono pelli talmente trasparenti che il rossore si nota meglio. C’è un cardiologo che conosco io che arrossisce violentemente ogni volta che il discorso sfiora la sua persona in quanto persona e non la sua professione. Questo naturalmente mi incuriosisce, ma non mi sognerei mai di farglielo notare.

    Penso anche che ci siano in gioco fattori culturali. Nei paesi mediterranei le barriere tra le persone sono più sottili, nel bene e nel male. Quassù, sarebbe impensabile che qualcuno potesse fare un’osservazione del genere. Forse un bambino dell’asilo. Non si indicano le persone, non si punta il dito, non si commenta il loro aspetto se non in senso positivo. Non si fanno domande. Anche se a volte si dovrebbe.

  3. Anche io faccio parte del “club”.
    Sono 34 anni che mi succede.
    Da quando sono bambino; divento di un bellissimo color rosso peperone per rabbia, gioia, stanchezza, affanno.

    Bellissimo trovare un’altra persona che capisce…!

  4. Anche a me capita di arrossire, me ne accorgo ma non posso farci nulla! lo vedo come una sincera manifestazione di quello che si prova e in alcuni casi può far piacere che l’altro arrossisca.
    Ad esempio quando ho fatto al mio tutor aziendale un piccolo pensiero per ringraziarla di avermi seguito durante il lavoro di stage / tesi, lei è diventata rosso pomodoro; l’ho inteso come un segno che il regalo (o magari anche solo il gesto) le abbia fatto piacere.

  5. non avevo mai pensato all’arrossire così. ma non hai tutti i torti.
    quello che avevo notato e che mi dà fastidio è quando ti dicono che sei ingrassata, hai i brufoli, et sim.
    lì davvero mi verrebbe da aprire la bocca.

  6. La mia timidezza da giovane mi rendeva rosso fuoco che si accentuava ancor più quando i poco discreti me lo facevano notare. Col tempo, non so per quale arcano morivo, il rosso che mi infiammava le guance riappare solo di rado, quando mi fanno un complimento! Ricordo che quel rosso mi imbarazzava tanto, e tanto durava da farmi sentire in trappola! Molte persone non sono dotate di tatto ne di discrezione e spesso il loro mettere in evidenza un nostro imbarazzo, nasce solo per una loro stupida volontà di primeggiare. Oggi a distanza di tempo, quando una persona di fronte a me si infiamma, mi intenerisce e silenziosamente mi avvicina di più! Viva il rosso, viva la spintaneità di un imbarazzo, timido e sincero😉
    Buona serata

    • @Lois. Io ricevo quasi tutti i complimenti con molto imbarazzo. Chissa’ perche’, dato che mi fanno piacere.

      Buona serata a tutti e grazie per i commenti. Io e i miei rossori siamo a Dublino per qualche giorno e contiamo di spassarcela. Qui c’e’ tanto verde: in cosmetica lo usano come smorzatore.

  7. a me piace così tanto vedere chi si esprime così, senza volerlo, ma in modo diretto. non ci sono barriere, io lo trovo così poetico, così naturale. che male c’è a sentire qualcosa, nessun sentimento è inopportuno, per questo va benissimo così. come nei bambini. (io tendo a non arrossire, ma gli occhi mi si fanno lucidi spessissimo, quando parlo di un libro, di un amico o di qualcosa di importante…)

  8. anch’io faccio parte del club di chi arrossisce! anch’io di pelle chiara…forse ultimamente mi succede di meno, ma insomma…sempre imbarazzante, anche se credo che per lo più faccia tenerezza, mi è capitato che qualcuno a cui ero simpatica si divertisse a farmi arrossire, per lo più con un complimento, ridendo soddisfatto quando succedeva e facendomelo notare….ma era una cosa fatta con spirito amichevole, non mi dava fastidio. si distingue, in genere, se l’altro scherza o è solo inopportuno🙂 certo mai lo farei notare a qualcun altro, comunque!

  9. Oltre che ad essere pasticciona😉
    faccio anch’io parte del club delle persone che arrossiscono (per timidezza soprattutto).
    Un mix, questo, esplosivo: se mi capita in pubblico di pasticciare o di “incartarmi” (sono specializzata anche in questo, sigh!), figurarsi come avvampo!😦

    Da bambina ho sofferto molto per il continuo divampare del mio viso.
    Bastava un nonnulla.
    Poi piano piano sono riuscita in parte, ma solo in parte, a tenere a bada questo sgraditissimo fenomeno.
    Per anni e anni non ho mai accettato questa mia caratteristica, anche se, crescendo, non sono migliorata poi molto in questo senso, ma cerco di conviverci.
    Ma all’epoca avrei pagato perchè non mi accadesse. E confesso che invidiavo chi era disinvolto e non arrossiva mai.

    Per tutto questo non mi sognerei mai e poi mai di far notare a qualcuno che sta arrossendo.
    Quando sento il caldo che dalla base del collo sta salendo, cerco di sdrammatizzare anticipando a chi ho davanti quello che mi sta succedendo con la frase “Mi fai arrossire!”.
    A volte serve, a volte no.
    Naturalmente più la situazione in cui mi trovo è importante per me, più arrossisco.
    E più mi odio😉

    Comunque anche a me il colore rosso piace molto e lo indosso abbastanza spesso perchè, essendo mora di capelli, mi sta pure bene e mi dà un po’ di colore che no ho (tengo pelle chiarissima), tranne … quando arrossisco!

    Sai che ti dico Rosaverde? Felice di sapere che non sono sola 🙂

    • Grazie per il pasticcio, ilmiosguardo. L’ho molto apprezzato.
      Così come questo commento: non è facile ammettere le proprie debolezze, non è facile superarle, non è facile accettarle. la strada di parlarne e, in questo, scriverne, per me è molto utile. Il passare del tempo anche aiuta a controllare e nascondere ma non sempre è possibile.
      Anche io sono mora e tengo pelle chiarissima: il rosso in questo frangente trova una collocazione perfetta.
      No, non siamo sole: possiamo anche riderci su.

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