Un’educazione fuori moda

Ho pochissimo tempo per leggere, in questo periodo. Quello che mi avanza lo sciupo tra le pagine di immense sciocchezze, per evitare che altri pensieri si infilino tra quelli che ho già e distolgano la mia attenzione dalle cose su cui mi impongo di rimanere concentrata. Quanto è difficile tornare a studiare da adulti.

Ogni tanto, però, riapro la biografia di Louisa May Alcott che mi aspetta, paziente, da settimane, ormai. Leggo poche pagine per volta, altrimenti rischio di rimanerci intrappolata e dimenticarmi che devo andare in ufficio, che devo studiare i phrasal verbs, che devo capire come si costruisce un ebook enhanced, che devo abbandonare il caldo confortevole del pigiama e del piumone e decidermi ad affrontare il mondo.

Louisa teneva un diario, nel quale era incoraggiata da entrambi i genitori a scrivere liberamente. Non che ne avesse bisogno. Sia la madre che il padre, a volte, lasciavano tra le pagine commenti e consigli. Come questi, ricevuti quando aveva circa dodici anni, che vi trascrivo in una traduzione personale dall’originale inglese:

La madre Abby: “Hai un temperamento molto particolare e ci sono pochissime persone che ti possono veramente aiutare…tu sei in grado di essere considerata tra i migliori.”

Il padre Bronson, in una sorta di dialogo socratico:

B. – Come puoi ottenere ciò che desideri?

L. – Provandoci.

B. – Come ci provi?

L. – Con la fermezza e la perseveranza.

B. – Come guadagni l’amore?

L. – Con la cortesia.

B. -Cosa è la cortesia?

L. – Gentilezza, pazienza e interesse per i sentimenti degli altri.

B. – Chi è cortese?

L. – Mio padre e Anna. (la sorella maggiore, che diventerà Meg in Piccole Donne)

B. – A chi importa diventarlo?

L. – A Louisa, se ci riuscirà. (“Non l’ha mai imparato”, scrisse Louisa di se stessa, nella stessa pagina, anni dopo).

Al di là dei toni desueti, della strane abitudini a cui Louisa dovette adattarsi a causa dell’idealismo paterno, le fu insegnato, fin da piccola, a pensare e ad esprimersi; le fu spiegato quanto fossero importanti la fiducia in se stessi, il senso del dovere e la carità.

Sembrano insegnamenti così fuori moda, totalmente ridicoli se calati nel nostro tempo. Ma lo sono veramente?

(Louisa May Alcott. The woman behind Little Women – Harriet Reisen)

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6 commenti to “Un’educazione fuori moda”

  1. non credo.
    sono valori profondi che andrebbero ripresi e ricompresi e che, se fatto, ci farebbero vivere meglio, secondo me.

  2. il senso del dovere credo sia uno strumento che va insegnato con grande delicatezza e un monitoraggio costante degli apprendimenti in itinere….sarà che conosco un bel po’ di gente che ha rischiato di morirci, di senso del dovere…..

  3. Che bello deve essere sentirsi addosso una fiducia così.. Mai vista una cosa così , mi hanno voluto un bene dell’anima e mi hanno dato tutto, ma questo tipo di fiducia no, troppe paure nei cuori dei miei genitori

    • @Sys. Uno dei messaggi che preferisco, in Piccole Donne e negli stralci di questo diario, e’ la consapevolezza di avere dei difetti, nel proprio carattere, e di doverli correggere, nel senso non punitivo del termine, per stare meglio con se stessi e con gli altri.

      @esercizidipensiero. Brrrrr… Come sopra ma, naturalmente, senza cascare nel patologico.

      @ilsonnambulo. Sono concetti splendidi ma i due genitori della Alcott erano poco convenzionali e “scomodi”. Immersi nei debiti, sognatori, incompresi nel loro idealismo, inquieti. Come tutti gli esseri umani, imperfetti in quanto tali, avevano pregi meravigliosi ed altrettanto gravi difetti. Pero’ non si sono mai sottratti allo sforzo educativo: adesso, a me sembra, prevalga invece un laissez-faire che spesso maschera, dietro la bandiera della liberta’ e dell’inutilita’ delle regole, la mancanza di voglia di fare fatica.

  4. bello….io ho amato moltissimo tutta la serie, da piccole donne in poi, questa biografia non l’ho letta, nè sapevo che esistesse. e davvero, questa pagina che hai riportato sembra tolta da piccole donne! certo io non so se mi sarei sentita libera, sapendo che i miei genitori avrebbero letto tutto quello che scrivevo…

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