Conversazioni in ufficio: tecniche di sopravvivenza

Ore 9 e qualcosa, la terra trema; vedo gli sportelli trasparenti degli armadi, blandamente accostati, aprirsi e richiudersi improvvisamente. Mi vengono in mente pensieri che si affastellano e conducono a scenari apocalittici. Leggere troppo ammorba la fantasia e questa è una zona a bassissima intensità sismica. Non ci sono abituata.

“Hai lo sguardo terrorizzato” – mi dice divertito I1 quando ormai la scossa è finita. Nel tempo rapido dell’evento nessuno fiatava.
Per forza: dato che non posso correre, con il ginocchio che mi ritrovo da mesi, mi sono vista sotto il tavolone lungo e pesante intorno a cui eravamo seduti in riunione, circondata da schegge di vetro e sepolta dai faldoni dell’archivio. Preferirei modi migliori per terminare la mia esistenza.

Leggiamo i giornali online, i tam tam rapidi delle notizie che si aggiungono, le persone che arrivano da noi dai reparti produttivi a commentare l’intensità del terremoto. Si prevedono scosse di assestamento in giornata. Nessun danno, solo stupore.

Mi scappa la pipì, vado verso il bagnetto dell’ufficio. Mi blocco sulla porta.
“Se c’è un’altra scossa, ricordatevi di me”.
“Ciao. E’ stato bello” – mi rispondono I1 e I2 in coro.
Faccio un altro passo, mi fermo con la porta aperta per metà: “Sarei l’unica a sopravvivere. In bagno c’è acqua.” Entro.

La soddisfazione dell’ultima parola dura tre secondi. Realizzo e torno indietro oltre lo stipite. Quando mi volto verso di loro, li trovo già pronti. “Certo, quella del water”, esclamiamo in trio.

18 commenti to “Conversazioni in ufficio: tecniche di sopravvivenza”

  1. Anche io mi sono chiesta come farei sai se capitasse qui… Saltellerei forse su una sola gamba??? Spero che non dovremo mai scoprirlo….

  2. Mi sembra una reazione più che normale! Certo sentire la terra tremare sotto i piedi fa il suo effetto (io tra gli altri ho vissuto il sisma dell’80 in campania). Ora sono in treno verso Milano e dice il capotreno che per motivi di sicurezza il frecciarossa procederà più lentamente!! Niente panico, solo l’ennesimo ritardo in una trasferta lavorativa sfortunata, dopo i blocchi e la carenza di benzina.. Ora il terremoto!!! In bocca al lupo!!

  3. Uffa io ero in ascensore e non mi sono accorto di nulla. Tutti a chiedere “hai sentito? Hai sentito”?…e io niente. Una volta tanto che c’è un evento fuori dalla routine…

  4. Io l’ho letto in diretta su facebook prima di andare a dormire, tutti agitatissimi che commentavano il terremoto. E’ una cosa che mi fa una paura pazzesca, e vedi un po’ tu dove vivo…

  5. Anche io sono andato in bagno ma per le conseguenze di altri paurosi motivi..

  6. Reazione normalissima
    Il terremoto è una delle poche cose che mi spaventa realmente.
    Buon giovedì,
    Luciana

  7. Capisco e comprendo…. la prima scossa qui l abbiamo sentita all una di notte e io sono rimasta a letto finché non è finita. del resto, appunto, dove corro ?
    era una di quelle cose che mi metteva l ansia quando andavo a letto ancora con il tutore addosso e mi muovevo con le stampelle. però non è successo e quindi…
    stanotte però…
    io la luce l ho tenuta accessa (lo so… sono ridicola. me lo dico da sola)

  8. tuttavia, svegliarsi all’una con il letto che trema e pensare di essere in gondola, è stata una bella emozione.

  9. Altre volte in passato mi è capitato di avvertire scosse sismiche e di essere fra i fortunati che si sono potuti domandare cosa avessero provato in quei momenti, trascorrendo il post paura fra mille parole e mille sospiri di sollievo.
    Tuttavia in questo caso ho potuto meglio registrare ciò che negli eventi precedenti avevo solo registrato inconsciamente: mi è sembrato che il tempo si fosse fatto colloso, quasi il sisma avesse deformato il fluire dei secondi. E’ sensazione che mi è rimasta appiccicata addosso anche nel burrascoso dopo, fatto di telefonate, sms, google consultazioni frenetiche.

    Quando capitò il disastro in Friuli ero al liceo.
    L’altro giorno c’era mia figlia.

    Ho avuto molta più paura l’altro giorno.
    Ciao

    GB

  10. Nonostante la paura, hai saputo conservare l’umorismo! Non è da tutti, complimenti! 🙂

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