Chechen e Chacah: una leggenda maya

C’erano una volta due principi fratelli. Erano entrambi valorosi guerrieri, di incredibile forza e capacita’ ma di carattere completamente diverso.
Il piu’ giovane, Kinich, era gentile e amato da tutti; il piu’ anziano, Tizic, si nutriva di odio e sprigionava cattiveria.

Quando entrambi si innamorarono della prinicipessa Nicte-Ha, si dichiararono guerra, alla morte. Cielo e terra assistettero impotenti e stravolti a questa feroce battaglia fino a quando i due fratelli morirono, uno nelle braccia dell’altro.
Giunti nell’aldila’ chiesero perdono agli dei e implorarono di poter tornare una volta ancora sulla terra, per contemplare il volto della bellissima donna che amavano.

Gli dei accolsero la loro supplica: Tizic divenne l’albero Chechen, che secerne veleno nero tra i rami e brucia quanti lo toccano; Kinich rinacque come albero Chacah, che stilla antidoto al veleno del Chechen. Entrambi crescono sempre vicino, a proteggere un fiore bianco: e’ la principessa Nicte-Ha, morta di dolore e ritornata sulla terra.

Questa, e altre storie della terra maya, ci sono state raccontate ieri da Edi, 19 anni, studente di giurisprudenza, mentre passeggiavamo sotto alberi enormi, tra le rovine di antiche citta’, tra farfalle blu e serpenti verdi che salivano intrecciati sui tronchi. Il padre, il tassista che ci ha portato da Bacalar a Xpujil, l’aveva portato con se’ per farsi fare compagnia durante le nostre visite ai siti archeologici ma noi lo abbiamo rapito.

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9 Responses to “Chechen e Chacah: una leggenda maya”

  1. Che meraviglia. La nostra guida a Palenque ci aveva proposto di procurarci dei funghi allucinogeni, ma in posti come quelli non ce n’è bisogno. Avrebbe fatto meglio a raccontarci qualche storia come questa!

    • Peyotes, Silvia?! Non dovevi rifiutare: dicono che una volta nella vita si debba fare un’esperienza del genere!!!

      Oggi ho scoperto che alcuni qui dicono che il 12 dicembre finira’ l’ultima era calcolata dai maya, quella dell’uomo, e iniziera’ quella delle donne!!!

      Foto dei due alberi interessati – e dei serpenti verdi – appena torno, naturalmente…

  2. Sì, peyotes. Lo so, li rimpiango ancora…

  3. bellissimo, avete fatto bene a rapirlo! mi sto leggendo il tuo diario di viaggio con molto piacere….ps ecco allora da dove veniva la diceria della fine del mondo nel 2012: sarebbe la fine del mondo degli uomini, figuriamoci, finiscono loro finisce tutto 😉

    • @animapunk. Quando torno a casa mi rileggo Donne che corrono coi lupi, cosi’, nel caso fosse vero, mi preparo anche spiritualmente.

      @emiliana. Si, l’importante e’ distinguerli, altrimenti se tocchi la resina sono dolori;)

  4. be’, con storie così che bisogno hai dei libri? Portati via Edi, ha un paio di gambe, si muove da solo e non ingombra lo zaino.

    • @pani: abbiamo la sua email , il cellulare e il contatto facebook. Vuole venire a studiare in Europa.

      @sab: si, sempre da soli. Per i mei amici e’ la sesta volta. Ormai si muovono ad occhi chiusi. Ma non sarebbe un problema nemmeno da soli. Tutto via bus: rete sviluppatissima e prenotazioni in internet. Se vuoi dettagli, mandami una mail, consulto gli esperti e ti faccio sapere.

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