Una favola allegra

Dopo la storia triste di ieri, questa mattina è il turno di una favola allegra, scritta da un autore che adoravo quando ero piccola. Allora questa storia mi inquietava, mi chiedevo come fosse possibile vivere in un corpo trasparente, come il bambino riuscisse a proteggersi dagli altri, a mantenere una sua dimensione segreta. Ora invece, quando la rileggo, mi scopro ad invidiare molto Giacomo di Cristallo. Credo fosse un ragazzino molto saggio, un essere libero. Buona ultima giornata di novembre.

Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l’aria e l’acqua. Era di carne e d’ossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente.
Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca.
Una volta, per sbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente poté vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie.
Un’altra volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come una palla nera che rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu più tale.
Il bambino crebbe, diventò un giovanotto, poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte, quando gli facevano una domanda, prima che aprisse bocca.
Egli si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava “Giacomo di cristallo”, e gli voleva bene per la sua lealtà, e vicino a lui tutti diventavano gentili.
Purtroppo, in quel paese, salì al governo un feroce dittatore, e cominciò un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria per il popolo. Chi osava protestare spariva senza lasciar traccia. Chi si ribellava era fucilato. I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi.
La gente taceva e subiva, per timore delle conseguenze.
Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui: egli era trasparente e tutti leggevano dietro la sua fronte pensieri di sdegno e di condanna per le ingiustizie e le violenze del tiranno. Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo e prendeva speranza.
Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo nella più buia prigione.
Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere, e infine anche le mura esterne. La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri.
Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugualmente a dormire.
Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perché la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano.

Gianni Rodari

Advertisements

5 commenti to “Una favola allegra”

  1. Ecco! Lo vedi? Per iniziare bene la mie giornate complicate devo passare di qui e leggerti! Un pò come andare nel proprio bar preferito per bere quello squisito fumante profumato caffè fatto con amore dal tuo barista di fiducia che ti consente di iniziare la giornata con una marcia in più! 🙂 🙂 🙂
    Non conoscevo questa favola di Gianni Rodari. Quello che so è che in questo week end in cui avremo la bambina di Giacomo ( il mio compagno ) con noi, non perderò l’occasione di leggergliela!
    Grazie Tesoro! Ancora una volta.
    Buona giornata!

  2. Ho sempre amato Gianni Rodari; mi ricorda la mia infanzia……..
    Un sorriso per una buonissima giornata,
    Luciana

  3. Che bella questa favola.
    Devo raccontarla al mio cucciolo.

    • @Gatto, molto particolare vero? Rodari è sempre una scoperta, anche quando lo si rilegge.

      @Lucianaele: benvenuta!

      @A. Prego, anche se non so bene per cosa. Però se mi metti allo stesso posto del caffè del mattino (rito sacro anche qui, ma con moka, in pigiama e in silenzio fino a che non fa effetto), mi lusinghi.

  4. Che meraviglia, l’avevo letta tanto tempo fa e l’avevo dimenticata. Grazie!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: