Un altro lago

Questa è terra di montagne. I nostri orizzonti sono limitati dalle cime, barriere bianche e marroni che bloccano i venti e confinano i pensieri. Noi non spaziamo sguardi infiniti sul mare aperto, pianificando evasioni e issando le vele. Noi scappiamo, verso la bassa, e poi torniamo indietro, nei chiostri delle valli, perché troppa terra a perdita d’occhio ci rende insicuri.

La nostra è acqua di ruscelli veloci e di laghi. Alcuni si costeggiano, inevitabilmente, sulle strade di collegamento e offrono panorami mozzafiato. Altri sono vicini, dietro una curva, più nascosti: proteggono leggende e segreti. Altri ancora bisogna scoprirli con la fatica del cammino, tra i sentieri che salgono verso le vette.

Mi circondano le montagne ma ho bisogno dell’acqua, per trovare equilibrio. Mi servono il bozzolo umido della piscina e l’ipnosi delle vasche sempre uguali per lasciare che i pensieri confusi trovino una loro collocazione. Mi devo fermare a guardare il riflesso capovolto del mondo tra le foglie d’autunno anche quando non è uno dei miei preferiti ma un altro, che riporta a giornate passate, di perenne scontentezza e ricerca, di insoddisfazioni e paure.

Non mi è mai piaciuto, questo strano lago che richiama impressioni di paludi e d’inverno ghiaccia. Eppure ieri mattina era irresistibile, mentre gli passavo accanto, avanti e poi indietro su questa strada che ho odiato. L’ho fotografato per la prima volta,  riconoscendo la sua bellezza e la distanza che adesso c’è tra me e quelle giornate. E poi nel pomeriggio sono andata a salutare le mie papere preferite, sul laghetto delle leggende, che era bellissimo, come al solito, ma ve lo dovete immaginare, vestito col colore d’autunno, perché la tecnologia per un’oretta era rimasta a casa.

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12 commenti to “Un altro lago”

  1. Ah, eccoti qui, anche tu al lago! Che foto meravigliosa! Dov’eri?

  2. Vieni sul lago Maggiore, qualche volta!

  3. Tu vivi li? no, dico tu vivi li?che magnifica visione,

  4. Certo! La tua macchina è senz’altro migliore della mia.

  5. Cara rosaverde, vieni a vedere i laghi del Lazio: quello di Bracciano, con le rive ghiaiose, l’acqua trasparente, il fondo di alghe sassi, e quello di Nemi, cupo, soleggiato e frondoso vicino alla Diana Aricina. Sono laghi vulcanici, nella Tuscia e nei colli Albani, e da piccola, a me che ero stata buttata a mare ad un anno perché non avessi paura dell’acqua, facevano un po’ paura: mi avevano spiegato che il lago vulcanico stava dentro un antico cratere, ed io immaginavo che ognuno di loro potesse avere un tappo sul fondo, comunicante con il centro della terra, e chissà se lo tenevano chiuso bene…

  6. Col colore d’autunno tutto è più bello, soprattutto laghi e montagne. E non sempre è triste, anzi.

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