Non so se ci riesco

Non so se ci riesco ad arrivare a Natale con Jingle Bells in continuazione nelle orecchie.

In ufficio uno dei ragazzi ha cominciato a canticchiarla qualche settimana fa. Lo fa senza pensarci, spesso anche fuori stagione. Se ce la propone a maggio sorrido. Adesso comincio a trovarla nauseante.

E’ il 25 di novembre, manca un mese a Natale. Potrebbe essere domani perché tutto ciò che serve  allo sfondo, tranne la neve, è già stato preparato: le lucine da lato a lato delle strade, gli alberi accesi, i panettoni e i pandori, le montagne di giocattoli e di dolci all’entrata del supermercato nel centro commerciale.

Mi ci sono infilata questa sera, dopo le 7, alla fine di una settimana di lavoro abbastanza impegnativa, con l’idea di starci il meno possibile e dopo mesi in cui ero riuscita a non metterci piede. I centri commerciali mi inquietano e mi comunicano un senso di desolazione in ogni stagione ma, quando si sono aperte le porte trasparenti e Jingle Bells mi ha investito in tutta la sua allegria, mi è venuta voglia di risalire in auto. Non potendo, mi sono sorbita un quarto d’ora di canzoncine prima di riuscire a riemergerne.

Non ho ancora indossato né giacche né cappotto quest’anno: resisto con golfini a strati e sciarpine leggere e rimando l’accettazione dell’inverno, anche perché non fa ancora molto freddo. Mancano secoli al Natale nella mia testa. Mi sembra così innaturale anticipare gli eventi: finisce che ci arrivo con la voglia che le cose finiscano il più velocemente possibile. E che, a furia di sentirmi canticchiare Jingle Bells tutt’intorno, mi passi la già scarsa poesia che le feste comandate mi trasmettono.

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8 Responses to “Non so se ci riesco”

  1. Qui a Roma le luci nelle strade non le hanno ancora messe 🙂
    Anche io preferisco iniziare a pensare al Natale da dicembre, e’ solo quest’anno che mi sono presa un po’ in anticipo 😛

  2. Qui ha cominciato gli addobbi il 5 novembre nei centri commerciali, non c’è gusto!

  3. condivido in pieno….cheppalle XD
    qui le luci sono già accese da un dieci giorni, i supermercati sono pieni di panettoni e pandori, ecc ecc….

  4. Sottoscrivo: ormai Natale inizia il 3 di novembre, appena tolti gli addobbi di Halloween…
    E da quando il Natale dura 2 mesi (commerciali), io arrivo al 25 dicembre senza sentire minimamente la “festività”: a quel punto, ne ho praticamente la nausea!
    Spero per l’Aquilina che dall’anno prossimo (per quest’anno posso anche spiegarle che “è Natale”, ma ho idea che pure per lei sarà un giorno come gli altri…) avere una bambina in giro per casa contribuisca a far tornare un po’ di spirito natalizio pure a me… =__=

  5. con questo pessimo umore che mi attanaglia da mane a sera hai tutta la mia comprensione/solidarietà. a me il natale, in genere, piace, ma non quello di quest’anno. quest’anno non tengo genio…proprio domenica scorsa, dopo un pomeriggio passato a bighellonare piacevolmente con delle amiche nel centro storico della mia città ho dovuto accompagnare una di queste in un centro commerciale. trattavasi di un giro mirato: lei cercava una cosa che poi non ha trovato, un quarto d’ora di supplizio e siamo fuggite. ma quel quatro d’ora è bastato a deprimermi. come si fa a pensare di trascorrere la domenica pomeriggio con la famiglia in un centro commerciale. tutti lì a sgomitare anche solo per prendere un caffè, che se ti viene il prurito di guardare una vetrina con più attenzione, rischi di ritrovarti al centro traumatologico. io tifo per il mio paesello, quello per cui una mia amica mi prende sempre in giro. vivo, infatti, in un quartiere dove trovi tutto, ma proprio tutto senza doverti spostare in macchina. se vado a comprare le scarpe mi fermo a parlare con la commessa dai capelli biondi che mi fa sempre un piccolo sconto, se vado a comprarmi un maglioncino, trovo francesca che mi chiede come sta mia figlia, se vado a comprare il pane, dentro il pacchetto trovo sempre una sorpresa gastronomica in più (chissà, forse il panettiere pensa che non mangio abbastanza e cerca di fare del suo meglio per non perdere una cliente). forse spenderò un po’ di più, ma torno a casa soddisfatta, non prima però di aver assaporato il caffè del signor angelo (che quando non mi vede per più di tre giorni si preoccupa)

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