Dai, che parliamo ancora un po’ di libri

Sono vicina al burn out. Finchè ci arrivo dalle parti del venerdì, va tutto bene. In due giorni recupero e riparto. E’ sopportabile, coinvolgente. E’ anche però pericolosamente vicino alla mia soglia di intollerabilità, quella nella quale mi rendo conto che i risultati sono inferiori alle mie potenzialità perché non sono sufficientemente lucida. Insomma, diciamocelo: ho sonno!!! Ho bisogno del pisolino del pomeriggio anche durante la settimana ma non penso si possa concordare nei benefits aziendali!
I post “seri” dovranno aspettare ancora qualche ora. Per adesso gioco facile e proseguo con una catena con la quale alcuni dei blogger che leggo si sono cimentati. Buona giornata.

  1. Quale libro stai leggendo, attualmente? Libro? Tre è il numero perfetto!
  2. Perché l’hai scelto? Per consiglio, per lavoro, per passione.
  3. Ti piace farti consigliare libri dagli amici? Si, da alcuni di loro si. Da altri risultano, per passati esperimenti, consigli sterili.
  4. Quale scaffale visiti per primo in libreria?  In quella che frequento abitualmente quello dei libri usati, a partire dalla narrativa, fino a concludere con i classici greci e latini, in rigoroso senso orario. In quelle che non conosco, procedo per moti browniani.
  5. Qual è il tuo libro preferito? In assoluto? Orgoglio e Pregiudizio.
  6. Il libro più brutto? Se sono brutti, mi appello ai diritti del lettore,  li pianto a metà e rimuovo. Posso ancora dire di averli letti se non li finisco?
  7. L’ultimo libro che hai letto? Un romanzo rosa di bassissima levatura. Quando sono in fase burn-out mi servono parole fatue per lasciare liberi i neuroni. Ma i libri rosa non contano. Sono come i pettegolezzi dal parrucchiere a confronto con un dialogo tra persone intelligenti e stimolanti sui grandi misteri del mondo o sulle virtù del cioccolato.
  8. Quello che aspetta sullo scaffale da anni? Le memorie di Adriano, iniziato, non ancora finito. Non voglio che succeda come con i libri di Jane Austen quando, dopo averli consumati, mi sono resa conto sconcertata che non avrei mai più avuto la possibilità di scoprirli.
  9. Quello che rileggeresti? Se un libro mi è piaciuto trovo sempre il modo di rileggerlo, tutte le volte che me ne viene il desiderio.
  10. Quello che non hai compreso? Tre metri sopra il cielo. Non ne ho colto il nesso e non trovo pace. So che moltitudini invece l’hanno inteso. Perché io no?
  11. Quello che hai lasciato a metà senza rimpianti? Vedi punto 2.
  12. Quello che hai lasciato a metà a malincuore? Nessuno. Se un libro mi piace, dopo pochi capitoli vado a leggere la fine e poi riparto da dove mi sono interrotta. Così, se me lo portano via mentre lo sto leggendo o se arriva l’apocalisse, non mi vengono malinconie.
  13. Quello con il miglior finale? I libri non finiscono. Quelli che mi sono piaciuti proseguono sempre nella mia testa.
  14. Quello più divertente? La mia famiglia e altri animali, di Gerald Durrell.
  15. Quello più triste? Incompreso. E che vi devo dire? Tra libro e film ho sempre versato fiumi di lacrime per quel ragazzino.
  16. Quello più originale? Piccolo Blu e Piccolo Giallo
  17. Quello che più ti estranea dalla realtà? Le Poesie di Emily Dickinson.
  18. Quello che avresti voluto scrivere tu? Orgoglio e Pregiudizio. Già che ci siamo, miriamo alto.
  19. Tre libri che vorresti leggere in futuro: uno me lo hanno regalato per il mio compleanno ed è lì che mi aspetta. Sarà accompagnato da Guido Gozzano, che mia madre adorava e di cui ho letto solo le fiabe, dal Diario di Etty Hillesum e da una biografia di Louisa May Alcott. Ah, giusto, dovevano essere solo tre…
  20. Tre autori che ti piacciono: Jane Austen (lo so, sono monotona), Anne Tyler, Pinin Carpi.
  21. Tre personaggi letterari tra i tuoi preferiti: Jo March, Lord Peter Wimsey e Hariett Vane, che vanno in coppia.
  22. Tre libri che non avresti voluto leggere: tutti quelli di Andrea De Carlo, che leggo solo per poi battibeccare con un’amica a cui invece piacciono molto. Anche qui sono più di tre.
  23. Tre autori che non ti piacciono: Ecco, appunto, De Carlo. Baricco e Barbero. Con le lettere dell’alfabeto oltre la D ho più tolleranza.
  24. Tre personaggi letterari che detesti: Barney, quello della versione, la domestica della fata turchina (mi è sempre venuta voglia di spingerla giù per le scale), Uriah Heep, affascinante repulsione.
  25. Il tuo racconto preferito: Il compagno misterioso, di Hans Christian Andersen
  26. Il libro della tua infanzia: Piccole Donne, la realizzazione che io ero una lettrice, la scoperta della passione della mia vita.
  27. Il primo libro “da adulto”: Cristo si è fermato ad Eboli
  28. Un libro che hai comprato solo perché ti piaceva il titolo: Le incredibili disavventure di un autentico cacasotto, di Manuel Manzano. A short history of tractors in Ukraina, di Marina Lewycka. E non finisce qui.
  29. Un libro che hai comprato perché ti piaceva la copertina: Nessuno. Leggo il titolo, il risvolto e le prime righe. La copertina è un’immagine che, raramente, ha a che fare con il contenuto del libro, così come lo configuro leggendolo nella mia mente.
  30. Classici o moderni? Domanda senza senso. In che anno di prima edizione un libro non è più classico ma diventa moderno?
  31. Ottocento o Novecento? Ottocento o Novecento cosa? Libri letti? Naaaah, molti di più!
  32. Il più bel film tratto da un libro: Orgoglio e Pregiudizio, versione BBC 1995. Davies, Langton, Firth, Ehle e una marea di attori superlativi. Ma anche Misery non deve morire è un gioiellino.
  33. Il primo libro che ti viene in mente: Pierino al mercato di Luino. E’ saltato fuori, ad un certo punto, in una conversazione, martedì nel tardo pomeriggio e adesso mi tocca andare a rileggerlo perché altrimenti mi ronzerà in testa fino a quando non gli darò retta.
  34. Un libro che sei stato obbligato a leggere e non t’è piaciuto: I Promessi Sposi, per la maturità. C’era materiale per una serie di libri in quel volume ma se li è giocati tutti in una volta sola. Avrebbe dovuto chiedere aiuto ad un esperto di marketing.
  35. Il tuo genere preferito: ci metto meno tempo a scrivervi cosa non leggo: horror (tranne  appunto le faccende in cui si affaccenda la protagonista di Misery), saggistica a tema politico, manuali sulla cura della casa e del giardino.
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11 Responses to “Dai, che parliamo ancora un po’ di libri”

  1. Ho capito …sei cotta! buon riposino 🙂

  2. ok, ok…piccole donne e jo march, i miei miti…ma adesso voglio cocnoscere il titolo del romanzo rosa di bassa levatura che ti sei sciroppata…così, giusto per vedere se le tue necessità autodistruttive dei neuroni combaciano con le mie… 😉

  3. sei la prima persona che conosco, oltre a me stessa, ad aver letto la “Breve storia dei trattori in lingua ucraina”. A me è pure piaciuto!

  4. Non ho mai letto “Orgoglio e pregiudizio”: fustigazione!!! Devo rimediare assolutamente. Però Piccole Donne è uno dei miei preferiti! Quanto ho pianto quando le bruciano il manoscritto…

    • @emiliana. Beata te. Vorrei non averlo letto e poterlo leggere di nuovo, con tutto il senso di sbalordimento che, mentre lo leggevo, mi cascava addosso. Non mi capita molto spesso di rendermi conto di avere per le mani un capolavoro, la perfezione assoluta. E pensa che, dal titolo, credevo fosse un romanzo cupo, alla russa. Anche gli altri sono splendidi, Persuasione, in particolare, per me.

      @L. Siamo almeno in tre: una te la aggiungo io. L’ha letto un’amica qualche settimana fa e le è piaciuto. Anche a me è piaciuto, è abbastanza originale. C’è la continuazione anche, ma quella mi manca. L’ho comprato di ritorno da Londra, l’anno in cui è uscito. Le librerie degli aeroporti londinesi in genere mi servono per far fuori le ultime sterline e invidiare le offerte tre per due che dalle nostre parti sono riservate solo alle mozzarelle mentre nei paesi più sviluppati includono anche altri oggetti di consumo.

  5. Assolutamente d’accordo con molte cise che dici, ma soprattutto con il punto n.8.

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