Cocktail d’autunno: echinacea, propoli e miele.

Ed eccolo qui, il primo raffreddore della stagione. Inevitabile: caldino italiano, freschino tedesco, caldino italiano di nuovo.

A proposito di caldino: ma che meraviglia di autunno ci regala quest’anno? Qui sul lago immobile e sulle montagne colorate di verde, marrone e rosso questa mattina splendeva tiepido il sole.

I cercatori di funghi si abbassano e raccolgono porcini senza troppa fatica mentre le mogli cucinano risotti e disinfettano i vasetti pronti per le fettine da mettere sott’olio.

I raccoglitori di castagne invece borbottano perché le piante quest’anno sono tutte malate: per le caldarroste delle sagre di paese si sta facendo importazione da Toscana e Abruzzo.

I cacciatori godono e fischiettano, fucile a spalle, e si ritrovano ai capanni. Già, i capanni. Ci sono passata una volta, in una delle zone di caccia più famose: sembrava di stare a Rimini a ferragosto. Un sacco di uomini in grigioverde mimetico agghindati , cani latranti e uccellini chiassosi da richiamo. Forme di socializzazione e aggregazione maschile. I comignoli la domenica però hanno già cominciato a fumare: polenta con uccelli, polenta con lepri, polenta con cinghiali, polenta con qualunque animale sia stato più lento delle pallottole.

E tra poco, dopo quella della zucca, comincerà la stagione dei cachi. Che spettacolo, i cachi: palle rosse e arancioni sui rami spogli. Da consumare solo quando perfettamente maturi pena la sensazione di masticare una gomena.

Comunque, non sarebbe autunno senza il raffreddore: eccolo, puntuale, nella versione che inizia con mal di gola. E lì per ora è rimasta. Sono tre giorni che lo tengo confinato a furia di compresse di echinacea, galloni di estratto di propoli e l’immancabile latte caldo col miele, la cui versione locale prevederebbe anche generose aggiunte di grappa. Vediamo chi vince.

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12 commenti to “Cocktail d’autunno: echinacea, propoli e miele.”

  1. il mio raffreddore ha vinto al primo colpo…l’echinacea avevo iniziata a prenderla proprio il giorno che è iniziato…ma tu quante ne prendi di compresse di echinacea in questi casi? quando in pratica più che prevenire devi arginare il fiume in piena?? 😀

    • Mi ha fregato sul tempo quest’anno! L’anno scorso per la prima volta avevo fatto la prevenzione con due pastiglie al giorno – non ricordo il dosaggio – ad inizio ottobre e per la prima volta in anni non mi ero ammalata. Quest’anno ho aspettato troppo. Adesso in fase di fiume in piena ho ripiegato sulle compresse effervescenti: due al giorno per tre giorni; poi una. (Dosaggio: pasticca di 176mg di succo disidratato e compresso di fiore – equivalente a 4 gr di fiore fresco. Qualunque cosa sia, basta che funzioni!)
      E poi propoli a volontà: la mia erborista me lo vende razionato perché ha il sospetto che mi sia assuefatta!

  2. echinacea propoli miele… mi pare di sentire mamma! comunque anche qui è un continuo oscillare di temperature. e pure al lavoro, tra un ufficio e il corridoio, un altro ufficio e un altro corridoio. sob

  3. Vince Zirtec, con l’allergia a tutto ( mondo compreso) è il mio unico rimedio.Vivi vicino al lago?fantastico!

  4. Non sei sola, possiamo stringerci la mano: anche io sono raffreddata! 😦

  5. Anche qui da noi il latte e miele prevede l’aggiunta di grappa… o, per i bambini, di salvia.

    Oppure si può prvare con lo sciroppo di gemme di pino, preparato in primavera riempiendo di gemme di pino e zucchero un vasetto da conserva, e lasciato macerare al sole finché lo zucchero non si sia completamente sciolto. Una botta per la glicemia, ma pare che contro tosse e raffreddore sia efficace 🙂

  6. sto scrivendo dopo una raffica di starnuti. ma l’echinacea funziona anche per l’allergia? sono esausta e con il naso di mastro geppetto ( o di mastro ciliegia???? boh, non sono mai stata una fan di pinocchio!!!). questo caldo inusuale (qui da noi siamo sui 25-30 gradi), mi sta distruggendo. Basta, voglio il freddo…di quello che ammazza polvere, pollini e tutto quello che entra nel mio naso e mi fa impazzire per tutto il giorno!!!

  7. Il mio consiglio è prevenire, quindi iniziare a prendere l’estratto di equinacea in gocce tutti i giorni dai primi di settembre ( consiglio 15 gocce al dì). Ma visto che siamo alla metà di ottobre, consiglio di utilizzare ugualmente l’estratto di equinacea in gocce, ma di aumentare la dose a 30/40 gocce giornaliere nella fase acuta del raffreddore, per poi riscendere alla dose di 15 gocce.
    Su di me funziona abbastanza, spero che possa esservi utile!

  8. Mai presa echinacea nè propoli, vivo in un clima gelido e non ho quasi mai il raffreddore, tranne a volte dopo viaggi in aereo (che sono bombe batteriche). Sono convinta che non esista un nesso tra raffreddore e clima, a meno che il freddo non venga dall’aria condizionata. Penso anche che il raffreddore non sia curabile se non sintomaticamente. Però, ho molta fede nella vitamina C a dosi molto elevate ai primi sintomi , e l’effetto placebo muove montagne.

    • @tutti. Conoscete quel proverbio che dice che un raffreddore non curato guarisce in 5 giorni e uno curato guarisce in 5 giorni?

      Ecco, partendo da questo assioma, in mezzo ci possiamo infilare tutto. Preferisco evitare la chimica e ricorrere alla natura, quindi grazie per la ricetta pericolosa dello sciroppo balsamico, per le dosi delle goccine ( Sara, a proposito, ti e’ mai arrivata la mia email? Avevo usato un altro indirizzo pero’), niente Zirtex grazie. Emmecarla, l’echinacea puo’ causare allergie, quindi magari peggiori ma no, a me questo autunno caldo piace tantissimo: mi ripaga dei mesi persi e non ho voglia ancora di inverno!

      Arte, se il caldo uccide i microbi, il freddo magari li iberna?! Comunque qui c’e’ stato qualche quarto d’ora di attesa di troppo sotto le pensiline di S-Bahn e U-Bahn e il famigerato aereo.

      Placebo o echinacea che sia ( e tanta tanta vitamina C ) sta funzionando benissimo e domani, quinto giorno, la faccenda sara’ risolta!

  9. Per chiarire: l’effetto placebo funziona per tutti i farmaci, anche, per almeno il 30% dei casi, nella farmacologia “chimica”, e quindi non solo nei prodotti della medicina naturale. Per fortuna che esiste, dico io.
    E, Rosaverde: Il freddo non iberna il virus del raffreddore, ma la scarsa densità della popolazione dinimuisce le occasioni di contagio (ma io in autobus ho sempre uno che mi starnutisce sul collo, in ogni paese del mondo – sarà mica la stessa persona??)

    • Mi sembra plausibile, che possa valere per qualunque tipo di farmaco, visto il meccanismo con cui funziona. Immagino anche che sia più o meno importante in funzione del tipo di malattia e che vari in funzione dell’atteggiamento e delle aspettative di ognuno di noi. Mi chiedo quanto questo possa essere legato alla capacità del corpo di guarire se stesso. Bell’argomento da approfondire.

      Certo, se però uno si ritrova con un untore personale e transcontinentale, diventa tutto più complicato 😉

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