Settembre e il profumo di un quaderno nuovo

E così oggi si inzia un mese nuovo, che appartiene ancora all’estate ma porta con sè le prime avvisaglie di autunno.

Stamattina piovigginava. Oggi c’è un sole tranquillo, il clima ideale per  fare quattro passi. Intorno alla scrivania le cose hanno smesso di turbinare e ho riguadagnato il pieno controllo sulla carta. Anzi, ieri ho scovato pure una mezz’ora per sfoltire il contenuto della cassettiera. Il mio archivio lavorativo è quasi tutto digitale. Concedo spazio al massimo a due raccoglitori ad anelli che rimangono chiusi nei cassetti perchè sulla scrivania voglio meno oggetti possibile: il notebook, due portapenne, un telefono portatile, un blocchetto di post-it e una cartelletta trasparente con i lavori in sospeso. Se la carta si accumula, aumento il ritmo e sfoltisco i problemi, se diminuisce o scompare, tiro il fiato e mi occupo dei progetti più consistenti che richiedono quiete, buone idee e complicati fogli excel. Ogni  quattro mesi circa apro i due raccoglitori e cestino le informazioni obsolete. Mi tengo allenata per le campagne di decluttering più intense: per il prossimo fine settimana ho infatti in programma la pulizia del garage, a lungo rimandata, dato che non riuscivo a stare in piedi. Sarà un lavoraccio: sono trent’anni che lì  si accumula roba.

A proposito di carta: per me settembre rimane inevitabilmente associato al profumo del primo giorno di scuola. Capelli appena tagliati, grembiulino pulito (si usa ancora il grembiule? Mi ha purtroppo accompagnato fino alla terza media), cartella o zaino pieno di cancelleria nuova, le biro con i tappi non masticati, le matite con le punte affilate, le gomme intere e non pasticciate, il profumo dei libri nuovi appena ricoperti con la plastica trasparente dalle mani pazienti della mamma e le etichette con la sua grafia precisa.

La sensazione più bella che ricordo però la provavo quando dovevo scrivere sulla prima pagina di un quaderno: risento la consistenza dei fogli compatti, la planarità perfetta del foglio non ancora arato da righe di scrittura calcata nè sporcato da orecchie e disegni, il desiderio di scrivere in bella grafia. Tanto era bella la prima pagina quanto fastidiosa la seconda, piatta piatta lei a toccare il banco duro e l’avambraccio allungato a coprire quasi del tutto la zona a destra io. Dopo aver raggiunto la metà del quaderno, non vedevo l’ora di terminarlo per poterne iniziare uno nuovo e ricominciavo a scrivere con le mie lettere disordinate, esagerandone la  larghezza e la spaziatura per arrivare il più presto possibile all’ultima pagina con la tavola pitagorica.

Questa mattina il complesso di  scuole superiori  in fondo alla strada in cui abito si è rianimato: iniziano gli esami di recupero. Mi è venuta, come ogni anno, nostalgia della vita da studente. Ad inizio agosto, prima delle vacanze, mi sono iscritta d’impulso ad un breve corso universitario online che dovrebbe iniziare tra qualche settimana ma la segreteria non si è ancora fatta sentire. Io sono pronta: ho già preparato l’astuccio e una nuova directory sul Mac. Quando si comincia?!

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19 Responses to “Settembre e il profumo di un quaderno nuovo”

  1. Che bell’articolo, mi hai fatto fare un salt(in)o indietro nel tempo, a quando facevo incetta di quaderni nuovi, li sceglievo accuratamente in base al colore della copertina, e mi riproponevo ogni anno di tenerli in ordine… proposito che ovviamente non veniva mai mantenuto. Ora sono una studentessa universitaria cialtrona: accumulo gli appunti a casaccio in un blocco “Schizza e strappa” e non li riordino mai. Perdona la mia curiosità: a che tipo di corso ti sei iscritta? =)

    • Te lo dirò quando scoprirò se parte o no (faccio la scaramantica): diciamo che non ha (avrebbe?!) niente a che vedere con l’ingegneria meccanica 😉

      Ho buttato gli appunti dell’università, dopo averli digitalizzati tutti, questa primavera: una liberazione che non ti dico…

  2. Che bei ricordi! La parte più piacevole dei primi giorni di scuola dopo la pausa estiva era proprio l’eccitazione di iniziare tutti i nuovi quaderni, uno per ogni materia… impegnarsi a scrivere con una calligrafia ordinata e chiara e sentirsi soddisfatti alla fine della prima pagina, quella più bella, spessa, su cui potevi calcare…. e che poi finiva per assomigliare ad una specie di pergamena. Ancora adesso che i tempi della scuola sono lontani adoro scrivere a mano… malgrado il mio lavoro mi porti ad usare quasi esclusivamente il pc… La tentazione però è sempre quella di buttar giù degli appunti su un bel quadernone dalle pagine larghe e spesse e vedere il mio umore riflesso nella rotondità più o meno marcata dei caratteri. Grazie per questo splendido ricordo che hai evocato!
    A proposito… sono tornata ed oggi riprendo la fisioterapia… Tu come stai?

    • Una delle peggiori tentazioni al minimalismo per me sono quaderni e similia.
      Confessione: sotto Natale mi sono comprata su ebay qualche quaderno di quelli che andavano ai miei tempi (Sarah Kay, Robin Hood,..) e che i cartolai ripescano dai fondaci e non ho resistito ad un astuccio in legno a tre ripiani inglese, usatissimo e sporchissimo di inchiostro, che risale agli anni quaranta. 10 euro di puro capriccio…!
      Fisioterapia ricominciata martedi con l’obiettivo di ricominciare a salire e scendere i gradini normalmente e non a uno a uno…ci sono i bambini che incontro che mi guardano male e pensano che io li stia prendendo in giro e allora si mettono a farli a tre a tre per ripicca ;). Buona seduta: dai che prima o poi ne usciamo!

      • Hai fatto benissimo! Questi sono di sicuro dei capricci belli… di quelli che ti lasciano una sensazione bellissima… e di cui poi non ti penti! Denaro speso in pezzi di memoria inestimabili!
        Per la fisioterapia abbiamo lo stesso obiettivo allora in questo momento! Anche per me i gradini restano ancora un’enorme difficoltà. Pian pianino però inizio a salire, con l’aiuto della mia super ginocchiera che mi sostiene la rotula e appendendomi letteralmente al passamano… scendere è ancora troppo problematico… Forza! In bocca al lupo anche a te! Certo che ne usciamo… Ne stiamo già uscendo!

  3. Ooooo che bei ricordi!!
    Quella del comincio bene e poi a metà inizio a scrivere largo per cominciare un nuovo quaderno succedeva anche a me!! Le ultimissime pagine erano davvero uno strazio emotivo, hehehe!
    Settembre per me è l’inizio del’anno, più che gennaio… Che post emozionante Rosaverde!

  4. Bellissimo post, concordo con i commenti precedenti!
    Anche per me settembre e’ l’inizio di un anno nuovo, le nuove attivita’, rivedere i compagni, ritrovare le abitudini “scardinate” durante l’estate.. Io piu’ che i quaderni amavo i libri di testo nuovi. Beh dai, almeno quelli di alcune materie. Alle elementari avevamo solo il “libro di lettura” e il “sussidiario”, erano i tempi (anni 80) della maestra unica, e nel sussidiario c’era di tutto dalla storia alle scienze a misura di bambino. Mi piaceva tantissimo sfogliarlo prima ancora che iniziasse la scuola e vedere “in anteprima” quello che avremmo fatto. Non parliamo poi delle medie dove avevo un intero libro dedicato alla geografia, la mia materia preferita!! A fine settembre l’avevo gia’ letto tutto, come se fosse un romanzo eheheh. Oltre ai libri, adoravo le penne e soprattutto le matite colorate, messe in ordine “di arcobaleno”. Ne avevo tantissime a casa con tutte le possibili sfumature ma ogni anno ne compravo un pacco nuovo perche’ i colori piu’ comuni finivano subito… e cosi’ mi ritrovavo con pacchi di giallo ocra o verde oliva intatti mentre l’azzurro e il rosso erano ridotti a mozziconi!
    Che bei ricordi….
    Tornando al presente, in bocca al lupo col garage!!! Mi sa che ci vorra’ un bel po’… 🙂

  5. Stamattina a Milano invece ha diluviato, fulmini e tuoni di grande entità!
    Sempre un piacere leggerti cara unarosaverde.
    Anche a me, adesso che sono quasi tre anni che sono entrata nel mondo del lavoro, fa ancora strano non rientrare a scuola di questi periodi. Ricordo i quadernoni tutti sbavati dalla mia cara mano sinistra, mano con cui scrivo ma mangio con la destra (che complicata che sono, lo so). Le stilografiche non le ho mai potute usare perchè con la sinistra ci passavo sopra e TRAC si sbavava tutto! DAMN, per dirla all’inglese visto il tuo recente viaggio nel Regno Unito.
    Un caro saluto
    Angela

    • @Angela: meno male che non sono mancina…sono disgrafica già con la destra

      @Sab: anche io adorata maestra unica sussidiario + libro di lettura; un quaderno a righe e uno a quadretti e bastava e avanzava. Adesso mi raccontano di 5 quaderni con le copertine monocromatiche e di laboratori. boh. Vecchia scuola io e non mi sembrava ci mancasse niente. Le matite in scala cromatica erano un must: quelle dei colori “strani” le ho ancora tutte. Sono in un portapenne (se ancora esteticamente decenti) e in una scatolina (se a mozziconi) sulla scrivania di casa. E io divoravo in anticipo il libro di lettura: c’erano brani estratti dai libri con personaggi e storie che mi incuriosivano. Poi torturavo la mamma fino a quando non mi procurava il libro intero perchè volevo sapere come andava a finire!
      Per il garage: se sabato ci metto le mani domenica sera scrivo il post sull’impresa!

  6. Forse te lo avevo già chiesto, ma oltre ad essere ingegnere sei anche della Vergine? 😉

  7. Ricordi di pagine dall’odore di cellulosa e colla, di matite e colori nuovi con le punte ben fatte e gomma pane per passare indenni l’ora di religione.Le cartelle alle elementari non erano certo gli zaini da montagna o i trolley di oggi ma dei parallelopipidi con due bretelle sottili in finta pelle che d’estate ti laceravano le spalle.Odiavo la seconda pagina che poggiava sul banco anche il tratto della biro risultava diverso, sconnesso e freddo.mentre la parte spessa la preferivo per fare i disegni ma guai a premere troppo la matita , se sbagliavi, cancellare era impossibile.Notte

  8. Ciao, ti leggo da un po’ in silenzio… anche io adoravo i quaderni nuovi e ancora oggi, dopo tanti anni dal mio ultimo giorno di scuola il mese di settembre mi ispira quel pizzicore di voglia di cominciare qualcosa di nuovo che mi suggerisce “buoni propositi” molto di più che il capodanno.

  9. Fantastico ricordo. Da noi il grembiule era solo fino alla quinta elementare. E, come detto, l’astuccio con i colori in ordine arcobaleno non lo dimentichero’ mai… lo faccio pure adesso quando sistemo i colori della piccoletta nella scatola.
    E sto pensando di comprarle quaderno e astuccio… ma alla garderie mi sa proprio che non ne avra’ bisogno… dovro’ aspettare un altro anno, intanto guardo con nostalgia gli stand pieni pieni al supermercato

  10. il grembiule io mi rifiutavo di usarlo, lo nascondevo e dicevo alla maestra che era colpa della mamma non me lo aveva lavato o stirato così poi lei non aveva il coraggio di farle notare che io ero sempre l’unica a non averlo. quando mi hanno beccata ho trovato altre scuse e ho vinto la mia battaglia ad un certo punto perchè non mollavo mai, era la mia lotta. nelle foto di classe sono l’unica con i codini e senza quel mostro nero, ma pensa te…

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