Formazione e ruggine

Esco da due giorni di formazione aziendale. L’argomento era interessante – Project Management, per dirla alla straniera, che suona molto meglio della nostrana “gestione dei progetti” – i partecipanti convolti, l’insegnante coinvolgente. Mentre tornavo a casa, questa sera, ci ho ragionato su e mi sono resa conto che:

– a parte le periodiche e ormai familiari litigate con il tedesco, in questi ultimi anni avrei potuto imparare molte più cose;

– più passa il tempo meno sono capace di rimanere concentrata per tutto il giorno. Non so se è un problema di invecchiamento neurale o di belle abitudini perse;

– ci sono moltissime cose che non so e che vorrei approfondire prima del declino;

– potrei sostituire le mie innumerevoli liste delle cose da fare con magnifici diagrammi di Gantt elaborati da avveniristici, fantasmagorici software. Anzi, mi ci potrei pure programmare le vacanze. Prima però devo organizzare le fotografie in iPhoto. Ma chi lo ha detto che l’informatica semplifica la vita?!!!

– e, per finire, sarebbe proprio ora di andare in ferie ma mancano ancora tre settimane.

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7 commenti to “Formazione e ruggine”

  1. Trovo che la cosa più interessante dei corsi di formazione aziendale siano i coffe break

    PS dai, iphoto è semplicissimo 😉

  2. Quanti i libri non letti ?Le mete non ancora raggiunte?I chilometri ancora da percorrere sudando?Credo che sia meglio non pensarci o il declino mi sembrerà sempre così prossimo.Ciao

  3. Oh quanto condivido!! Il corso di francese fatto questa primavera mi ha fatto rendere conto di quanto sono piu’ lenta rispetto anche solo a 5 anni fa. Ho perso l’allenamento o e’ l’eta’?
    Io sono sempre stata piena di interessi diversi, di cose che mi piacerebbe imparare. Una alla volta spero di riuscire a realizzarne sempre piu’.
    E le altre mille cose da fare comprendono anche le mie migliaia di foto da sistemare!!! Mi sento proprio simile a questo post!

  4. l’ultimo corso di formazione aziendale l’ho fatto in norvegia, a pesce affumicato, pane nero e burro. a farmi prendere in giro perchè per i nordici noi italiani gesticoliamo come rapper neri. è il mood artificiale di quei corsi che mi suona strano, quel dire e non dire, una specie di camminare sulle uova, però felice. in cui tutti sorridono. (anche io ho bisogno di ferie, sto per stramazzare al suolo, tieni duro, forzaforza)

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