Tre libri – Donatella Di Pietrantonio – Ilaria Bernardini – Viola Di Grado

Il preferito: Donatella Di Pietrantonio “Mia madre è un fiume”

Questo è un libro da leggere piano, per intero. Poi lo si deve lasciar decantare e leggere di nuovo. Fili che si annodano, nodi da disfare. Una figlia davanti ad una madre che si perde in una malattia mentale. Sullo sfondo un paese, riti e abitudini ormai persi, un rapporto complicato, il flusso di una storia per aiutare la mente a non smarrire del tutto la strada, l’impotenza di fronte al declino.

“Quando morirà sprofonderò nella colpa che mi vado costruendo giorno per giorno. Sarà pronta per il suo funerale. La colpa è vuota. E’ il vuoto delle mie omissioni. Ometto l’amore, le mani. La cura di cui più ha bisogno, lascio che le manchi.”

“Ho chiamato ogni limite mia madre. Le ho imputato il mio volo zoppo. Lei è il mio pretesto. E’ causa, e motivo. Mia madre è un albero. Alla sua ombra mi sono giustificata. ”

Quello che ho letto ma non ho ancora deciso se mi piace o no : Ilaria Bernardini “Corpo libero”

Esercizi a corpo libero di acerbi corpi in trappola. Preoccupante. Per la recensione rimando al blog di Victoryforeyes a questo link.

Quello che ho chiuso senza finirlo: Viola Di Grado “Settanta acrilico, trenta lana”

Mentre il tema della malattia mentale è affrontato con lucidità e dolore in “Mia madre è un fiume”, qui il libro inizia presentando due personaggi, madre e figlia, dichiaratamente borderline. Nel primo libro c’è la narrazione di una storia compiuta con voce matura, potente ed uno stile che cattura; qui le pagine risuonano di forzatura e inverosimile senso dell’assurdo. Noioso, poco credibile. Abbandonato senza fatica dopo le prime trenta pagine.

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2 commenti to “Tre libri – Donatella Di Pietrantonio – Ilaria Bernardini – Viola Di Grado”

  1. mi incuriosisce (e mi ci ritrovo un po’) il personaggio del primo libro di cui ci lasci poche righe.

    • La voce narrante, la protagonista, si rivela senza filtri…è un libro che mi ha fatto riflettere e, come dici tu, ritrovare una parte dei miei stessi pensieri. Siamo inermi di fronte al dolore e reagiamo in modi completamente imprevisti rispetto a quanto avremmo potuto immaginare. Questa autrice non ha paura di dirlo.

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