Un lunedi privo di ispirazione e ricco di inezie

Giornata così oggi. Non che il lunedi mi sia mai stato particolarmente simpatico però quando deve iniziare alle 5 della mattina parte male… Mi sveglio presto, di solito senza sveglia. Poi però ci penso su, faccio colazione con infinita quiete mentre ascolto le notizie dei tg e guai a chi rompe. Poi me ne torno in camera, risuscito il Mac e comincio a leggere i giornali, a rispondere alle email, a fare il giro dei blog che seguo. Quando esco di casa sono accesa, perfettamente funzionante e spesso iperattiva, però prima devo scaldare il motore. Il rito di questa mattina è stato un rito abbreviato: alle sei e un quarto ero in ufficio. Temevo un crash informatico dopo la manutenzione del fine settimana e mi ero preparata ad un inizio di fuoco. Il crash non c’è stato e, si, gli ingegneri meccanici non si fidano mai  degli informatici da quando all’università hanno sentito per la prima volta la barzelletta dei tre ingegneri su una cinquecento e hanno verificato che per gli informatici non si tratta di una battuta ma del modo normale in cui operano. Se non conoscete la storiella in questione – ne dubito – ditemelo, e ve la aggiungo.

Però al lavoro, udite udite, ci sono andata guidando. Mi ci vuole coraggio per salire e piegare il ginocchio, dato che tengo il sedile un poco più vicino al volante perchè non estendo benissimo la gamba, però, una volta appollaiata al posto giusto, le cose funzionano bene, i riflessi sono rapidi e io adoro la mia auto. Tranquilli, sono prudentissima: mi hanno anche appena dato due punti in più sulla patente!

Poi che è successo? Vediamo… ho conosciuto per puro caso una ragazza che ha vissuto nel posto in cui andrò in ferie per una settimana ad agosto e adesso ho intenzione di spremerla come un limone per avere notizie di primissima mano su cosa vedere e dove andare per sentirmi una del posto, che è una cosa che tutti i turisti bramano. Sentirsi del posto in una settimana: che sciocchi noi turisti! Dato che la ragazza in questione legge il blog, è avvertita: fai ancora in tempo a sparire prima di ricevere il mio elenco di domande!

Alle 14.00 sono tornata, sempre guidando – olè – a casa e, tolta la gonna e infilata la tuta, sono andata ad allietare il pomeriggio a quelle martiri delle mie fisioterapiste che mi hanno ricordato che se non mi metto a fare gli esercizi per almeno un’ora a casa, non ce ne verrò fuori tanto velocemente. Ho detto che farò la bravissima e poi, dopo una rapida puntata in biblioteca a raccogliere un nuovo plico di libri e a restituirne altrettanti, sono rientrata a casa con le migliori intenzioni. E ho fatto un pisolino.

Ora sono sveglia, è quasi ora di cena e sto analizzando la situazione.  Alla mia sinistra giacciono gli esercizi di tedesco: preposizioni con dativo, accusativo e bireggenti. Sono esercizi che avrei dovuto fare tre settimane fa. Le pagine sono coperte di un leggero strato di polvere. Domani ho di nuovo lezione e ho esaurito le scuse che conosco. E’ meraviglioso iniziare il lunedi e sapere che rischio di finirlo con due cose non fatte. Altro che la tipa di cui si parlava nei commenti al post precedente che parte la mattina con la lista di trenta cose da fare e la sera le ha spuntate tutte e trenta.

In ufficio invece è tutto sotto controllo: ormai danno per scontato che il pomeriggio io non ci sia, anche quando ci sono, così non si sbagliano. Non telefonano e  non mandano troppe email. Speriamo continuino a fare i bravi perchè l’unico pomeriggio della settimana che riuscirò a trascorrere in ufficio sarà quello di domani, con lezione di tedesco come gran finale. Come ci si riduce così? Semplice: lo stato italiano non prevede permessi retribuiti per cure fisioterapiche quindi o rimani in mutua fino a quando non risolvi oppure rientri, visto che ti va, e poi sono cavoli tuoi e attingi alle tue ore ferie. E meno male che ho piena libertà di orario, altrimenti che casino. Questo è uno dei grandi misteri che si sono appena aggiunti alla mia lista: perchè è più conveniente per lo stato pagare quattro mesi pieni di mutua ad una persona che non incentivarne il rientro e pagarle 40 o 50 ore di ferie, se ci sono i nulla osta dei medici allo svolgimento del lavoro? Se qualcuno conosce la risposta, mi piacerebbe ascoltarla.

Tanto per chiudere in bellezza, ho quasi concluso il giro serale dei blog e il post di oggi di Disambiguando, sul Se non ora quando, mi è piaciuto in modo particolare. Conto di tornare a leggermelo dopo cena, insieme a tutti i commenti.  Poi, magari prima di notte, faccio anche le altre cose, ok?  Buona settimana a tutti.

4 commenti to “Un lunedi privo di ispirazione e ricco di inezie”

  1. Buona sera unarosaverde,
    apprendo con piacere che studi tedesco! 🙂 Qualora ti servisse una mano chiedi pure…Non farti problemi! 😉
    Buona settimana a te!
    Angela

  2. Oh ma sei iperattiva !!! Ma è una tua giornata tipo questa ?! Ammappete , sono stanca a leggerti… e pensare che ritenevo di essere una personcina dinamica! Tedesco, tg della mattina, giro di mail, mac, ufficio, fisioterapista, biblioteca……. ma io queste cose le faccio in una settimana..Tipo : lavorare + biblioteca (lunedì), lavorare + tedesco (martedì), lavorare + fisioterapia (mercoledì) così insomma … Ma sei magrissima ???Complimenit davvero, con questo caldo tra l’altro ho rallentato ancora di più il ritmo… tipo: lavo i piatti + divano, carico la lavatrice + divano, guardo le mail + divano ecc …..
    p.s. Maaaaaa… quale sarebbe la destinazione vacanziera?…..

    • No, risento del caldo. Però questo luglio è veramente incasinato. Magrissima? Macchè: sia da ferma che in movimento io ingrasso. E’ questione di entropia.

      Se va tutto bene, e a questo punto uso il se perchè mi sono arresa al decorso riabilitativo della meniscopessi (che parola assurda), me ne vado a Oxford, England. Aereo e B&B già pagati a FEBBRAIO (ho amici ansiosi). Verdi colline, Tamigi, luoghi impregnati di storia e cultura, sei amici con me, due auto a noleggio e uno solo dei sette che sa guidare sul lato sbagliato della strada, però abbiamo anche una prof di inglese tra noi quindi ce la possiamo fare con l’assicurazione in caso di danni, anni di letture che me lo fanno immaginare come un posto in cui sussurrare in riverente silenzio sulle rive del Cherwell, mentre suonano le campane delle chiese dei college…

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