Minimalismi emotivi incompresi

“Detachment is a rare virtue, and very few people find it lovable, either in themselves or in others. If you ever find a person who likes you in spite of it – still more, because of it – that liking has very great value, because it is perfectly sincere, and because, with that person, you will never need to be anything but sincere yourself.”

“That is probably very true,” said Harriet, “but what makes you say it?”

“Not any desire to offend you, believe me. But I imagine you come across a number of people who are disconcerted by the difference between what you do feel and what they fancy you ought to feel. It is fatal to pay the smallest attention to them.”

“Yes,” said Harriet, “but I am one of them. I disconcert myself very much. I never know what I do feel.”

“I don’t think it matters, provided one doesn’t try to persuade one’s self into appropriate feelings.”  

D.L.Sayers – Gaudy Night  

Traduzione (alquanto) libera – (critiche e aiuto ben accetti e richiesti, grazie)

“Il distacco è una virtù rara e poche persone la trovano piacevole, sia in se stessi che negli altri. Se incontri qualcuno a cui piaci nonostante questo, o anche di più, proprio per questo, questa simpatia ha un grande valore perchè è perfettamente sincera e perchè, con questo qualcuno, non dovrai aver bisogno di essere nient’altro che te stessa.  

Questo è probabilemente molto vero, disse Harriet, ma cosa te lo fa dire?

Nessun desiderio di offenderti, credimi. Ma immagino che incontrerai persone che sono sconcertate  per la differenza tra quello che tu provi e quello che loro si immaginano tu dovresti provare. E’ un errore fatale prestare loro la benchè minima attenzione.

Si, disse Harriet, ma io sono una di loro. Io sconcerto moltissimo me stessa . Non so mai cosa provo.

Non credo che importi, a meno che uno non si convinca a confacersi a sentimenti appropriati”

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11 commenti to “Minimalismi emotivi incompresi”

  1. Il minimalismo emotivo può essere un problema in un paese come l’Italia dove l’emotività, e il manifestare sentimenti, sono parte di un codice culturale universalmente accettato. A queste latitudini il minimalismo emotivo è la regola. Questo dà adito a una serie di fraintendimenti culturali reciproci, aspettative e anche comportamenti stereotipi tra esponenti del nord e del sudeuropa, ma non solo.
    Pur essendo io fisicamente e culturalmente mediterranea, emotivamente mi riconosco – per natura – molto di più nel minimalismo emotivo nordico. Il che probabilmente mi ha facilitato la vita. Vengo fraintesa sia nella nuova che nella vecchia patria, ma mi sento a casa in me stessa.

  2. si, mi succede in continuazione, mi osservavo sconcertata… poi ho scoperto la prossemica! mi ha aiutata a non sconcertarmi piu’! 😉 mi e’ piaciuta questa parola, si e’ capito?
    ci ho fatto anche un post tempo fa. sulla prossemica, intendo.

  3. Questa cosa del distacco ho sempre cercato di capirla. “Se incontri qualcuno a cui piaci nonostante questo”… Ma spesso secondo me chi ha un carattere opposto invece crede il contrario – probabilmente perché non approfondisce – pensando di essere lui a non piacere al distaccato..! E’ naturale che dipende da molti fattori, ma generalmente si pensa che se una persona ha un interesse cerca di avvicinarsi più che (man)tenere le distanze. Io riguardo a questo cerco sempre di non avere preconcetti (penso sempre che il cinema in questo senso mi ha aiutato, perché molto cinema d’autore tratta proprio questo tipo di sensibilità) però allo stesso tempo ti assicuro che non è semplice 🙂

    • Benvenuto Gio’. Io credo che questo tipo di distacco a cui si riferisce la frase sia anche una sorta di autocontrollo, un modo all’antica di non lasciarsi prendere dai facili entusiasmi, di non esprimersi ad urletti e grandi esclamazioni e, al contrario, di non deprimersi immediatamente, di non arrabbiarsi per un nonnulla…insomma di mantenere un certo distacco dalle cose del mondo, senza perdere pero’ il sentimento.
      E poi riguarda anche tanto il mantenersi obiettivi, onesti, con se stessi e con le cose che ci capitano, senza cedere a compromessi per cio’ che e’ importante, nel non fingere di essere ciò che non siamo. Ameno, io l’ho sempre letta così’. Grazie per il tuo commento. Non e’ questo un tema facile.

      • Ciao Rosa, ti ringrazio per l’accoglienza 😉 Il senso della frase e il ragionamento di chi la legge conta fino a uncerto punto. Voglio dire, se l’hai inserita significa che per te ha un valore, e conta quello che significa per te! 😉

  4. ….un certo distacco dalle cose del mondo……..
    Non ci sono mai riuscita, anzi drammaticamente greco é il ” mio stare nel mondo” . Credo che tu abbia ragione nell affermare che proprio quel distacco ti ha fatto “bene” e che ti rende serena ” di base”
    Ogni tanto mi piacerebbe non essere travolta dagli eventi con tutto questo pathos… ….sento però che la mia anima vibra come corda…e questo mi fa sentire viva…forse, anzi sicuramente meno serena….

    Ben ” trovata”
    Marí

  5. Credo che sentirsi sconcertati di fronte a se stessi sia una delle più rare e preziose virtù. In essa sta la vera capacità di non dare mai nulla per scontato.

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