Quasiminimalismo e i liquidi del bagaglio a mano: il dentifricio solido Lush

Nel post Eliminare i liquidi dalla valigia ho scritto di alcune soluzioni che adotto per  salire a bordo di un aereo con il solo bagaglio a mano, senza correre il rischio di dover lasciare al controllo oggetti non consentiti e senza rinunciare a prendere con me alcuni cosmetici che utilizzo abitualmente.  

Ho scritto che ero alla ricerca di una soluzione per sostituire la pasta dentifricia con il dentifricio in polvere e nei mesi scorsi ho girellato qua e là nella rete alla ricerca di  alternative. L’idea di un barattolino di polvere in valigia non mi piace granché, sia perché i barattoli in commercio sono di dimensioni maggiori di quelle che cerco, specialmente nell’ottica di un viaggio con durata inferiore alla settimana, sia perché l’idea di un fai da te a base di bicarbonato non mi ha ancora convinto.  Ho scoperto per caso che Lush ha appena messo in vendita, nella linea Dirty, indirizzata principalmente ad un pubblico maschile, un dentifricio in pasticche che si chiama Lavadenti. L’ho ordinato online, insieme ad un rifornimento per il ripristino scorte per i viaggi estivi, ricevuto la settimana scorsa e provato sabato.

  Cominciamo con le note di ordine pratico: costa 4,95 euro, pesa  9 gr che equivalgono a 37/40 pastiglie, più o meno. Lavandosi i  denti 3 volte al giorno, significa circa 13 giorni di autonomia per  scatolina.  Non mi sembra moltissimo: se fosse vero il prezzo è  eccessivo. Adesso, affinché questa  diventi una affermazione  oggettiva e non una sensazione,  bisognerebbe che indicassi  quanto tempo mi dura in media un dentifricio da  viaggio che, di  solito, è  venduto in tubetti da 25ml, tra i 3,50 e i 5  euro, con  spazzolino  annesso. Purtroppo non lo so, con esattezza: non ci  ho  mai fatto  caso!  Diciamo una decina di giorni a quel che ricordo? Esperienze  vostre? Facciamo gli sparagnini e ci laviamo i denti con mezza pastiglia così raddoppiamo la durata della scatolina?! In fondo, a voler ben vedere, l’azione più importante è quella dello spazzolino, non del  dentifricio! 

 La scatola è proprio piccola: nella foto è accanto ad un  tubetto  di  dentifricio da viaggio.  Questo è un vantaggio, nell’ottica della  riduzione del bagaglio.  (E in quella delle borse da donna di uso  quotidiano il cui contenuto consente di norma alla proprietaria  un’autonomia media di un fine settimana!)

 E adesso veniamo alla prova.  L’odore  della pastiglia, non  particolarmente forte, mi ricorda quello dei  detersivi  non certo la menta. Il sapore mi  sembra neutro: non ripugnante, non particolarmente piacevole.

L’impressione è che, al termine della faccenda, i denti siano puliti ma senza la sensazione di freschezza che di solito si accompagna all’uso di un normale dentifricio.

D’altro canto non è il sapore la cosa più importante del dentifricio ma lo è la sua efficacia. Inoltre, Perennemente Sloggata, che si è incuriosita ed è andata in un negozio a chiedere lumi, mi ha fatto sapere che la casa produttrice prevede a breve la commercializzazione di nuovi gusti e che il target del prodotto non è solo maschile (già: perché dovrebbe esserlo? boh, resta un mistero il modo in cui è, adesso, inserito nel catalogo Lush). 

Conclusione provvisoria del test: visto che l’ho comprato, me lo tengo e lo userò in agosto, nella settimana di ferie oxoniane, accompagnato dalla solita, immancabile e fedele scatolina di Vigorsol. Mi riservo però di continuare l’indagine su prodotti alternativi anche se l’idea di un dentifricio in pastiglie mi piace moltissimo.


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14 commenti to “Quasiminimalismo e i liquidi del bagaglio a mano: il dentifricio solido Lush”

  1. Personalmente non trovo il mini-dentifricio da viaggio troppo scomodo o ingombrante. Nel mio sacchetto trasparente da bagaglio a mano di solito entra tranquillamente, assieme a 1 o 2 mini-bottigline di bagnoschiuma, al deodorante e alle cremine da viso e da corpo (di solito anche loro in bustina o mini-bottiglina). Se sto via piu’ di 5 giorni (fino a 5 non mi lavo i capelli, al limite li lego) metto il “mio” shampoo e il “mio” balsamo in 2 bottigliette vuote acquistate appositamente. Altre cose da inserire nel sacchetto non ne ho, visto che non porto trucchi. Stranamente il burrocacao che tengo sempre in una tasca dello zainetto non me l’ha mai contestato nessuno 😛
    Il dentifricio poi mi dura mesi, anche a casa, perche’ ne metto solo una puntina sullo spazzolino. Fare la “striscia” come si vede nella pubblicita’ e’ decisamente esagerato, ne basta davvero poco! E poi in viaggio difficilmente mi lavo i denti dopo pranzo, quindi lo uso solo 2 volte al giorno.

    • Nessun problema nemmeno per me per burrocacao e simili: non credo siano contestabili.
      Per quel che riguarda il dentifricio e la ricerca in generale della minimizzazione degli ingombri…beh, ormai è diventato un gioco e una sfida!

    • Credo, ma forse sbaglio, che il punto non sia solo il ridurre lo spazio ma anche lo spostare il concetto di liquidi: il dentifricio liquido di fatto è quantificato in ml e concorre al limite massimo concesso dalle compagnie aeree. Questo in polvere, essendo in grammi, dovrebbe permetterti di usare qualche ml in più di crema o altro.
      Io, onestamente, sono curiosa di provare ‘ste pastiglie (spero non mettano gusti troppo strani), appena riforniscono il negozio Lush della mia città. Ma non tanto per i viaggi quanto proprio per la quotidianità: insomma, vuoi mettere l’impatto ecologico di una scatolina di cartone, contro un tubetto di plastica? Ecco, io miravo a quello e in base a questo, il rapporto quantità-prezzo è assolutamente eccessivo.
      Certo, bisognerebbe capire quanto dura effettivamente un dentifricio classico. Umpf, dovrei provarlo ma ora che sono in fase di attesa che l’uomo se ne vada, devo attendere il prossimo dentifricio…
      🙂

      • Stavo scrivendo pure, ma qui si aggiorna la pagina automaticamente (credo di avere uno spiritello nel pc), che viaggi o meno, vorrei abbattere l’uso dei contenitori di plastica anche per lo shampoo. devo provare (appena l’uomo va via di casa) quelli solidi della Lush.
        E, sempre appena resterò finalmente sola, voglio sorvegliare la durata del dentifricio.

      • Si questa cosa delle confezioni da’ fastidio anche a me. Facci sapere come va la “conta del dentifricio”! 🙂

        • Avete ragione: c’è un impatto anche sul numero e la tipologia di confezioni, e non solo per quanto riguarda il bagaglio, per il quale c’è pure il limite di quantità.
          Aspetto anche io il risultato di conta e test su altri gusti.

  2. il mio cercare di eliminare il più possibile la plastica è anche dovuta ad innata pigrizia nello smaltimento della raccolta differenziata. ché a mari&monti sarebbe partita il primo giugno ma senza un reale impegno da parte del comune (c’erano le elezioni, capite!)…

  3. io non ci avevo mai nemmeno pensato a sostituire il dentifricio piccolino. pensa un po’. e non mi hai mica convinto con questa storia delle pastigliette… 😀

  4. Le ho viste ieri quando sono andata a fare scorta di latte detergente e tonico: grazie per l’articolo esplicativo =)
    P.S. Non sono sicura, ma a me un tubetto di dentrificio dura come minimo due settimane, anche senza essere sparagnini (adoro questa parola XD).

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