Gioie e dolori, nervi e rumori

Festeggio oggi il 43esimo giorno di immobilità con l’aggravante: mentre fino alla settimana scorsa, se qualcuno mi ci portava, potevo andarmene al lavoro o in piscina, adesso sono stata confinata fino a metà giugno nei miei appartamenti, con la cortese preghiera di starmene ferma, sennò saltano i punti.  Leggo, dormo, navigo sul web, lavoro qualche ora, studio un po’, guardo un film: sono bravina a tenermi impegnata con attività che non richiedono movimento ma ho anche io i miei limiti. Oggi poi ho ceduto alla prima pastiglia di antidolorifico: insomma, sto diventando irrequieta.  

E’ arrivato il caldo ma il condizionatore resta spento perchè, secondo la mia logica, c’è sempre tempo, a luglio, per l’assuefazione. La finestra è spalancata. E’ naturale, no? Una si annoia, ha qualche doloretto, comincia a stufarsi e ogni piccola cosa contribuisce ad aumentare il nervoso. Vivo in una cittadina di quindicimila abitanti circa: è vero, non è una metropoli e sono circondata dalla natura e non dal cemento ma qualcuno, di recente, deve avere aperto una fattoria sotto casa mia.

La mattina, a ore cinque, gli uccellini, presenti a stormi, sono già in piena forma: è come nella canzone. C’è la tortora, tu-tu, c’è il fringuello, cip-cip. Li vedo appollaiati sui fili dell’alta tensione o tra i rami degli alberi, oppure zompettanti sui tetti dei garage e nel prato. La sera si esibiscono di nuovo. Mia zia ha sette gatti, forse otto, ho perso il conto. Qualche spiritoso ha preso l’abitudine di buttarli, da neonati, nel nostro giardino: loro la adorano dal secondo stesso in cui lei li prende in braccio e amen. Acquistano la residenza per fusa. No comment. Alle sette apre le porte del loro dormitorio e li lascia liberi. E così ci sono pure i gatti: miao-miao, per tutto il giorno, con modulazioni diverse di intensità ed espressione. E i loro amici del quartiere passano spesso a trovarli.

Quasi tutti qui hanno un cane: come scrisse John Donne, in un contesto meravigliosamente diverso, sono circondata:  behind, before, above, between, below. E c’è il cane: bau-bau.

Tre giorni fa ho cominciato a sentire un suono stranissimo e periodico, mai rilevato prima. Assomigliava al rumore che fa la piantana di un vecchio ventilatore mentre si gira: scratch- scratch. E non smetteva mai: mattina, giorno, notte. Leggero ma continuo. Oggi si è scoperto che alcune raganelle hanno occupato abusivamente la piscina del vicino. Meno male che una delle inquiline del vicino è molto più nervosa di me: ha costretto i proprietari a svuotare l’acqua e far partire la caccia grossa. Alle 6 un primo anfibio è stato trovato e trasferito nel torrente. Gli altri sono ancora latitanti: quindi c’è pure la raganella: cra-cra.

Arrivano gli sfrusc-sfrusc delle automobili ma il traffico è  quasi sempre leggero: il rumore del loro passaggio si mescola senza grossi traumi a quello degli animali.

Fino ad ora il peggiore di tutti però è un cucciolo d’uomo, il cui sesso mi è sconosciuto: sta probabilmente finendo di preparare il saggio di fine anno scolastico, altrimenti non mi spiego l’accanimento. Sono due settimane che tenta di suonare, al flauto dolce, l’Inno alla gioia. Trattasi di uno dei pezzi più facili in assoluto, padroneggiabile con serenità da qualunque alunno di scuola media che ci si metta, di buzzo buono, per un paio di ore. Questo qui è negato. Riesce ad arrivare a stento  alle prime dieci battute, soffiando con perizia: a metri di distanza sento il fischio che copre le note. E’ un creativo, cambia il ritmo ad ogni esecuzione: questa sera era una marcetta. Ieri un de profundis. Speriamo non gli diano i compiti delle vacanze.

10 commenti to “Gioie e dolori, nervi e rumori”

  1. Confinata in casa…sì per fortuna la tecnologia aiuta, ma comprendo perfettamente che non possa sostituire appieno il poter uscire. E ci mancherebbe.
    Mi hai fatto sorridere, perchè anch’io quando le cose vanno lisce ascolto con piacere uccellini e animali vari.
    Ma quando sono tanto stanca oppure ho i cinque minuti, il continuo abbaiare del cane del mio vicino mi da decisamente ai nervi e a quel punto l’istinto, se mai lo seguissi, sarebbe alquanto vendicativo.

    Se ti può far piacere ho molti ebook che ti posso inviare per mail, sono libri che si trovano gratuitamente nei siti degli autori e quindi non c’è problema di pirateria o altro.
    Se ti interessa, scrivimi

    • Grazie mille per l’offerta: sei molto gentile, nonostante condividiamo gli istinti omicidi in particolari periodi!
      Sono ben attrezzata anche sul fronte ebook, fortunatamente! Però se mi indichi i titoli di quelli che ti sono piaciuti di più in assoluto vado a recuperarli anche io…

  2. Ti lascio il link della mia libreria su anobii. Alcuni dei miei ebook sono taggati.
    Con i filtri puoi scegliere “giudizio più altro” e trovi i miei libri preferiti!
    A disposizione se c’è qualcosa che vuoi leggere e non trovi.
    E buone letture!

  3. Spero la tua immobilità finisca presto cara unarosaverde! Piacevole leggere il tuo post soprattutto la parte delle raganelle nella piscina del vicino 🙂
    Un abbraccio e buona notte
    Angela

  4. Ho provato alla fine dell’estate scorsa a passare un periodo abbasstanza lungo immobilizzato.
    Da diventare matti. Ti capisco.
    In bocca al lupo e ti auguro di poterti unire quanto prima alla caccia alla rana.
    Syl

  5. Potresti sempre convincerlo al requiem, per il bene suo, del flauto e di Beethoven.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: