Tre libri – Nicole Mones – Anne Tyler – Elizabeth Kelly

Il preferito: Nicole Mones “La fragile bellezza del passato” (A cup of light)

Questo romanzo, una storia d’amore tra un uomo e una donna e tra la stessa donna e le porcellane cinesi, è piuttosto particolare. La protagonista parte per Pechino per attestare l’originalità di una preziosa partita di porcellane antiche; è sorda, dotata di una innata capacità di attenzione ai più piccoli dettagli; utilizza, per recuperare le informazioni di cui necessita nel suo lavoro, la tecnica mnemonica dei loci. La sua struttura architettonica immaginaria sono le sale imperiali per gli esami dei mandarini di Pechino. E’ una storia di passione e ammirazione per le cose belle e per gli artigiani che le producevano, di potere del silenzio in un mondo di rumori; c’è intrigo e corruzione; ci sono sistemi di difesa, vulnerabilità e rinascita. E’ “hoi moon gen san” – una porta che si apre su un panorama di montagne.

Quello che ho letto ma non ho ancora deciso se mi piace o no :  Anne Tyler  “L’albero delle lattine”

Adoro Anne Tyler. Ha sempre il potere, in poche righe, con la sua prosa elegante, asciutta e perfetta, di catturarmi e proiettarmi nel suo mondo. I suoi personaggi vivono piccole vite dimesse, comuni e atipiche nello stesso tempo, sono leggermente eccentrici ma non così tanto da impedirci di riconoscere, in molti di essi, un nostro vicino di casa, un conoscente, noi stessi. Esistono in un microcosmo di giorni che scorrono tra piccole e grandi tragedie, amori e gioie, ore lunghe o concitate. Sopravvivono con la paura di vivere, che li frena, tra piccoli scatti di follia, che li rendono temerari e coraggiosi. Ogni loro azione è narrata in tono sommesso, senza enfasi, descritta da un osservatore esterno che ci porge le loro storie senza esprimere giudizi.  Gli ultimi titoli, e soprattutto questo, pubblicato l’anno scorso, sono pervasi però da una tristezza di fondo che non riesco a non percepire. Il dolore rende la vita e i nostri sforzi per viverla inutile?

Ho ordinato l’ultimo libro dell’autrice, edito da pochi giorni in Italia, e, in ogni caso, sono come al solito impaziente di poterlo leggere.

Quello che ho chiuso senza finirlo:  Kelly, Elizabeth  “Chiedi scusa! Chiedi scusa! “

Boh! L’ho aperto, dopo aver letto almeno cinque recensioni entusiastiche su giornali e riviste, ho letto un paio di capitoli e poi l’ho richiuso e l’ho restituito in biblioteca, senza subire il fascino dei fantastici Flanagan. Non c’è una ragione particolare. Semplicemente non sono i miei tipi.


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