Quasiminimalista – Disastri e strategie di backup

Durante le fredde sere invernali ti sei impegnata, con infinita pazienza, a ordinare le foto digitali delle vacanze, hai identificato e catalogato ogni canzone su iTunes, che nemmeno un archivista, hai cominciato a scannerizzare le pile di documenti che prima ti circondavano, abbandonate su ogni mensola libera. Insomma, stai cominciando a vedere ordine intorno a te e ad apprezzare i risultati delle lunghe ore di lavoro. Naturalmente non sei del tutto sprovveduta e ti sei già fatta qualche copia, qua e là, delle cose più importanti. Poi, un brutto giorno, può succederti che:

– stai bevendo un bicchiere di succo di pompelmo, mentre girelli sul web, quando il gatto piomba d’improvviso sulla scrivania. Tu sobbalzi e il succo cola, inesorabile, negli anfratti della tastiera; poco dopo senti uno strano odore di bruciato;

– sei riuscita ad infestarti il computer con tutti i peggiori virus in circolazione (questo solo se usi Windows, a noi Mac-addicted non capita più. Almeno spero) e ti sei rassegnata: l’unica cosa da fare è formattare e buttare un fine settimana per reinstallare tutta la faccenda. Per la quarta volta in un anno. Ti scrivi per bene l’elenco delle cose da fare, così sei certa che non ti perderai qualche pezzo. Fai un bel respiro e decidi che sei veramente sicura di voler procedere. Alla fine del lavoro scopri che ti sei dimenticata di copiare tutta la posta degli ultimi tre anni;

– decidi che è ora di passare da PC a Mac (non è mai troppo tardi) e cominci a trasferire tutti i tuoi file. Scopri che, dopo otto ore davanti allo schermo, mentre ormai le tenebre erano calate, hai premuto canc su una directory che ne conteneva altre 28 e che non andava, assolutamente, eliminata. Ti prendi la testa tra le mani, china sulla tastiera, e cominci a maledirti;

Qualunque cosa sia successa, adesso ti tocca buttare qualche altra ora a tentare di ricomporre i pezzi del puzzle, sperando di trovare un vecchio DVD-DL su cui, magari per sbaglio, avevi salvato la tua preziosissima rubrica indirizzi.  Mai più, mi sono detta tre anni fa. E ho cominciato a studiare efficaci strategie di difesa. I maestri migliori, in questo campo, sono gli statunitensi: fanno del backup un’arte e sui loro blog ti danno tutte le dritte per poter sopravvivere, brillantemente, a qualunque ecatombe digitale. Tenete presente che, come ho scritto qui, ho fatto quasi del tutto piazza pulita dei supporti fisici e che rischio di perdere tre anni di lavoro.

All’inizio ho esagerato con le contromisure: c’è stato un momento in cui avevo quattro copie di tutto su quattro dischi diversi. Poi ho sfoltito. E così adesso, in attesa che si abbassino i prezzi e aumentino le capacità dei dischi SSD:

– ho un piccolo disco esterno autoalimentato da 500 Gb su cui ho clonato (Copy Cloner) il disco fisso del Mac. Lo aggiorno ogni 15 gg, in modo automatico.

– ho un grosso disco esterno non autoalimentato da 4T diviso  in tre partizioni: su una  ho clonato  il disco fisso del Mac, su una ho il backup di Time Machine, sulla terza riposa sereno tutto l’archivio di musica, documenti, film, fotografie. Le aggiorno ogni settimana in modo automatico. L’archivio di musica e documenti e foto è anche sul disco fisso del mac. La parola d’ordine, quando si tratta di backup, è “ridondanza”.

Cosa dovrei fare per tranquillizzare del tutto la paranoia del “ho perso tutto?” I guru americani consigliano di:

– tenere una copia del disco in un luogo diverso dalla casa (banca, cassette di sicurezza,….): non sono ancora entrata in questo ordine di idee;

– farsi un backup in cloud. Ci ho provato, con risultati deludenti. Con la velocità di connessione della rete locale, ci ho messo un mese a trasferire 120 Gb. Anche dalla rete aziendale, superveloce, il recupero di un documento è faccenda laboriosa. Inutile, per ora. Abbonamento disdetto. Aspetto che maturino le fibre ottiche;

– stare lontani dai campi magnetici. Ecco. Questa è un’evenienza che merita un poco di riflessione. Non è mia abitudine transitare sotto enormi calamite ma, volente o nolente, qualche campo magnetico che possa cancellare i dischi forse lo si può incontrare. Al momento l’unica cosa che mi è venuta in mente è costruirmi una scatolina con lastre di piombo. Qualche soluzione meno malsana?

Qualunque suggerimento, consiglio, condivisione di esperienza è il benvenuto.

2 Responses to “Quasiminimalista – Disastri e strategie di backup”

  1. Tape drives and zip drives are less typically used whilst the floppy disks are obsolete right now.

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