Conversazioni con il mondo – restare o prendere il largo?

A volte ci si trova nelle condizioni in cui rassegnarsi a restare in un posto è difficile. Non è un granché, come sistemazione. Non ti ci saresti mai accomodato, potendo scegliere. Ti ci hanno costretto, senza nemmeno chiederti se eri d’accordo. C’è poco spazio, la posizione è scomoda. C’è un gran frastuono di voci, che riverberano da sotto. Alla lunga ti fanno male le mani. E la schiena. Ti guardi in giro  e vedi immensi spazi attorno a te: le volte ariose in alto, i corridoi laterali, gli ampi scaloni, la terra piatta e sicura poco più in giù. Vorresti chiudere gli occhi, fare un bel respiro e poi balzare via, che se prendi bene la mira, magari riesci ad arrivare in sella al dinosauro nella hall e a due passi dalla porta. E non tornare mai più. Ti immagini, libero, camminare diritto; la pianura, senza limiti, è sotto i tuoi piedi.

E invece ti ritrovi di nuovo abbarbicato al tuo angolo di confino da dove, però, ogni mattina sei il primo a vedere sorgere il sole. 

Post per una persona che, a breve, forse dovrà decidere se accettare uno scomodo angolo di mondo o andarsi a cercare un posto migliore ma che, per ora, può passare a salutare il Diplodocus per me. C’è ancora tempo. E speranza. L’importante è non fare la fine dei Dodo.


2 commenti to “Conversazioni con il mondo – restare o prendere il largo?”

  1. Dino Buzzati fa visita al museo di storia naturale di Londra ?

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