Quasiminimalista – Lo zaino per il Cammino di Santiago

Quello che segue è l’elenco del contenuto del mio equipaggiamento per gli ultimi 300 km del Cammino Francese, percorsi a piedi nell’estate del 2009 in dodici giorni, a cui si sono aggiunti 3 giorni a Madrid, prima, e due giorni a Santiago, dopo. Al primo cammino (leggere qui) lo zaino pesava circa 7 kg; con questa lista il peso a pieno carico, senza acqua, era di 5.5 Kg. L’equipaggiamento è adatto se il viaggio si svolge tra maggio e settembre. Nelle stagioni più fredde si devono prevedere indumenti più isolanti.

Prima di tutto: un paio di scarpe da trekking più che collaudate (ho visto gente con scarpe nuove i cui piedi dopo tre giorni sanguinavano); meglio con goretex; alte o basse a seconda del proprio comfort personale; non necessari gli scarponcini da montagna.   

Lo zaino. Dopo molte ricerche, nei negozi specializzati e su internet, ho acquistato un Raidlight  da 30l, del peso di circa 700 gr. Il rapporto qualità prezzo è buono, lo zaino è sufficientemente robusto per trekking che non prevedono tappe di tipo alpinistico, pur essendo molto leggero. E’ comodo da portare, con tasche a portata di mano e una borraccia da mezzo litro in dotazione; è comprimibile e prevede la possibilità di essere combinato con un marsupio frontale che avevo con me durante il mio primo cammino ma che ho lasciato a casa successivamente. 30 litri possono sembrare pochi: ho imparato che meno spazio si ha a disposizione, meno si rischia di caricarsi le spalle con cose inutili. Coprizaino. In alternativa sacco nero della spazzatura all’interno dello zaino per isolarne il contenuto dalla pioggia. 

       Soldi e documenti: tessera sanitaria, carta d’identità, carta di credito, un foglio A4 con le tappe e l’altimetria, preparato con cura prima di partire, carte d’imbarco. La Credencial. Contanti a discrezione: se si sceglie di dormire negli albergues dei pellegrini, la spesa giornaliera media non supera i 20 euro.  Il tutto contenuto in un leggero borsello da collo facile da tenere a portata di mano propria e lontano da quella degli altri. Un quadernetto e una penna.

  Geek things: iphone con copia di tutti i documenti di cui sopra e anche qualcuno in più, guide esaustive alle tappe, guida di Madrid, tracce in gps, qualche ebook…i contenuti digitali non si misurano in grammi. Per ricaricare l’iPhone Powermonkey explorer: è un accumulatore, si carica a corrente o con un piccolo pannello solare. Tenere presente che, per tutto il cammino, si danno le spalle al sole. Nei viaggi precedenti avevo con me anche una macchina fotografica digitale: con uno smartphone si perde in qualità degli scatti, si guadagna in leggerezza. Un paio di auricolari, una taschina impermeabile trasparente per proteggere il cellulare e i documenti in caso di diluvio.

Igiene: in una pochette, spazzolino, filo interdentale (che può venire buono anche per altri usi), dentifricio in formato da viaggio; due rasoi usa e getta, tappi per le orecchie (la notte trascorre in camerate che sono tutto tranne che silenziose), spazzola pieghevole, pettinino, shampoo solido (per maggiori dettagli su come eliminare i liquidi dalla valigia leggere  qui ) – in apposito contenitore – che serve anche come sapone per il corpo, un pezzetto di sapone di marsiglia per lavare i vestiti a fine tappa, due maschere per capelli in bustina; qualche bastoncino per le orecchie; un tubetto da 25ml di crema idratante per le mani che va bene per tutto; deodorante nel più piccolo formato possibile; la coppetta (leggere qui Mooncup); un paio di limette di cartone per le unghie; una pinzetta. Un paio di infradito per la doccia e per il turismo lento del pomeriggio.

Piccola farmacia:  ci sono farmacie ovunque, lungo il Cammino, e i prodotti costano meno che in Italia. In un’altra pochette uno stick Bodyglide per la prevenzione delle vesciche (acquistato sul web, in Italia non lo trovo) con cui spalmarsi generosamente i piedi ogni mattina o, in alternativa, una crema grassa al karitè. In più di 700 Km, con questo metodo, e con un paio di calze tecniche aderenti, non ho mai avuto una vescica. Cerotti Compeed per le vesciche, giusto perché non si sa mai; un piccolo kit per il cucito; se si imbarca lo zaino meglio prendere anche un coltellino svizzero o un multitool e un tagliaunghie; una coperta salvavita; qualche pastiglia di Polase o di Enervit, non realmente necessarie, qualche salviettina disinfettante, come il Citrosil; qualche cerotto; farmaci di uso personale (io in genere quando viaggio ho sempre con me tre Aulin – non vendibili in Spagna, se non ricordo male –  tre aspirine, due pastiglie di Imodium, tre pastiglie di Amuchina, un tubettino di Lanacort e due tamponi emostatici per epistassi).

Inoltre due o tre pacchetti di fazzoletti di carta; uno stick solare; un paio di moschettoni; un paio di sacchettini con frutta secca mista; un asciugamano medio e uno piccolo in microfibra: si trovano nei negozi di articoli sportivi, sono costosi ma asciugano e si asciugano immediatamente, sono leggerissimi e di nessun ingombro. Una torcia frontale il più leggera possibile (l’eLite della Petzl per esempio), un metro di cordino elastico, un rotolino di nastro Duct Tape, una posata tre-in-uno Spork, un bicchiere di plastica pieghevole  e qualche spilla da balia per stendere.

Sembrano tante cose ma, riunite in due bustine, occupano poco spazio, non pesano molto e garantiscono autonomia nel caso di tappe lunghe e albergues spartani.    

Per dormire: in un sacchetto impermeabile (li vendono  anche al Decathlon) un saccoletto in seta, un saccoletto in tessuto tecnico Sea to Summit Thermolite® Reactor Compact Plus; per i più freddolosi può essere necessario un sacco a pelo leggero; io lo lascio a casa e preferisco prendere un cuscino gonfiabile da spiaggia e una bandana da usare come federa;  per i meno schizzinosi gli albergues sono spesso dotati di coperte. Una Tshirt e un paio di slip di cotone perchè dormire nella microfibra non mi piace neanche un pò. Niente materassino: preso le prime due volte, mai servito, anche se era agosto. Se si arriva prima dell’una il letto lo si trova sempre. Male che vada, su materassi dall’aspetto equivoco, c’è la coperta salvavita a fare da isolante.                      

Vestiti: in un altro paio di bustine impermeabili, un cappello per il sole (io non ho resistito al richiamo del Tilley), un buff milleusi; 3 paia di calzini antivesciche da testare prima di partire (spendere qualche euro in più significa evitare di ritrovarsi con le piaghe) di una misura leggermente inferiore alla propria così non si muovono nelle scarpe; un paio di infradito; due reggiseni sportivi; tre slip; due o tre magliette di tessuto tecnico e una in capilene a maniche lunghe; due paia di pantaloni convertibili e uno in capilene; un kway impermeabile e antivento; una camicia bianca di tessuto tecnico che fa meno shabby a fine tappa o quando ci si converte da pellegrina in turista. Per i più freddolosi consigliato un pile in microfbra anche se, per ridurre il peso, è meglio imparare a vestirsi a strati, dal capilene in su.

 Per la tipologia di alloggi sul Cammino, leggere questo post. Altri post sul Cammino a questo link.

 

Tutto questo, e qualcosa di più, in questo ebook:

lo zaino per il cammino di santiago

12 Responses to “Quasiminimalista – Lo zaino per il Cammino di Santiago”

  1. e per me, che vorrei percorrere tutti gli ottocento chilometri?

  2. hai per caso visto pellegrini con cani?

  3. Parlando con un collega che si sta preparando per fare il cammino, gli ultimi 300 del francese, mi è nata la curiosità e l’interesse ed ho iniziato a documentarmi lasciandomi coinvolgere dai resoconti dei pellegrini che già lo hanno fatto. Ormai ho deciso di cimentarmi in questo viaggio..meglio..esperienza, non spinto da profonde motivazioni spirituali, ma per mettermi alla prova…una sorta di viaggio dentro me stesso. Seguendo i tuoi consigli su come preparare lo zaino e come gestire il viaggio a giugno, salvo imprevisti, mi cimenterò nel cammino francese…tutti gli 800 km…un bel viaggio non c’è che dire

  4. Ne ho sentito tanto parlare, e mi ha sempre incuriosito…un momento per riflettere e vivere una stretta relazione con la natura. Quest’anno proverò quest’esperienza. Grazie per i consigli molto utili!

  5. Attenzione molti hostelli ed anche alberghi non vogliono ospitare i cani , inoltre se li ospitano sono più cari .Ho trovato delle persone che si sono trovate in grossa difficolta

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