Striscia la notizia, il corpo delle donne e la memoria di tutti

Guardo la televisione mezz’ora al giorno: dieci minuti, mentre faccio colazione, la mattina; venti la sera, davanti al tg3 regionale. Mi sembra già fin troppo. Quello che voglio sapere, approfondire, imparare lo trovo nei libri, nei dialoghi  con gli addetti al mestiere, in internet, con le dovute cautele. Striscia la Notizia la evito come la peste. Per quel che mi riguarda, qualunque genere di notizia, vera o falsa che sia, se viene propagandata da comici o stelline, attorniati da ragazzine in costume da bagno e accompagnati da un pupazzo rosso con un vocabolario di cento parole, perde immediatamente la dimensione di “informazione” e assume quella dello spettacolo. E lo spettacolo è finzione.

Scopro che in questi giorni la trasmissione si è occupata di due argomenti che mi interessano e vado su you tube a documentarmi. Il primo attacco, ma non è una novità, riguarda le attività di denuncia, relative al modo tipicamente italiano di fare televisione, di cui si è fatta promotrice, da un paio di anni, Lorella Zanardo. No comment. La battaglia si sta svolgendo in apposita sede, su questo sito web.  Partecipate, per favore, se vi sta a cuore, anche solo minimamente, il tema.  

Il secondo attacco è stato invece sferrato al mnemotecnico Gianni Golfera.  Non ne capisco il motivo. Trucchi o non trucchi, per quel che ne so, Golfera ha già dato prova in sedi ufficiali, ben più serie del palcoscenico mediaset, delle proprie competenze. Golfera partecipa ad una trasmissione di canale 5 per dimostrare le proprie abilità. Un’altra trasmissione di canale 5 si occupa di farne un caso di imbroglio. Per quel che ne so, può essere tutto costruito. Vedo su Youtube che Golfera ha indetto una conferenza stampa aperta per rispondere, coram populo, alle provocazioni di Striscia: il dibattito proseguirà. Non mi interessa sapere come andrà a finire. Mi infastidisce invece il messaggio che arriva ai telespettatori: al solito si assiste al teatrino di accuse e difese, quando invece si sarebbe potuto dedicare il tempo a spiegare, a chi non lo sa, che esistono tecniche utilissime per “Imparare più cose e vivere meglio”, come scrisse l’ing. Roberto Vacca. Golfera mente? Dove è il controcanto, Striscia? Fammi vedere qualcuno che non la fa e prova, per una volta tanto, a dare ai telespettatori un’idea per migliorare se stessi. E spegni quelle risate ebeti in sottofondo, porcamiseria. Rido quando voglio, non quando me lo dici tu. 

Mi è capitato, l’anno scorso, di partecipare ad una piccola dimostrazione gratuita di mnemotecniche, alla quale avrebbe fatto seguito un corso a pagamento per gli interessati. Un’amica ed io, alla richiesta di provare a memorizzare una lista di trenta parole, ne abbiamo tranquillamente ricordate più dell’ottanta percento ( e nessuna delle due è nel fiore degli anni!). Ci accompagnava un’altra amica, poco più che ventenne, brillante universitaria. Ne ha ricordate meno della metà e ci ha guardato stupita. Il trucco è che noi avevamo già sentito parlare della mnemotecnica e abbiamo applicato i concetti base, lei no.

Le mnemotecniche funzionano: non sono la risposta a tutto ma aiutano ad imparare. A me, per esempio, sono state utili per acquisire padronanza nelle lingue straniere. Le mnemotecniche facilitano la vita. Quello che impari e ritieni nella memoria a lungo termine, non lo scordi più. Mia nonna, 99 anni, licenza di quinta elementare, le poesie che le avevano insegnato a scuola se le ricorda ancora. Non occorre iscriversi per forza ad un corso: con poche decine di euro ( o gratis, in biblioteca)  ci si può procurare quel paio di manuali, o di saggi più approfonditi, per apprendere almeno le tecniche base. E chi se ne frega, cosa fa o non fa Golfera: la mezz’ora che si perde a vedere Striscia non me la ridà più nessuno. La mezz’ora che si investe ad imparare qualcosa, invece, porterà benefici per tutto il resto della mia vita. E se perdo il cellulare, dato che sono anni che non imparo più a memoria un numero di telefono, ricorderò anche che, chi predica bene, magari razzola malissimo.

Bibliografia minima, solo per cominciare:

Roberto Vacca Il labirinto della memoria (romanzo sul tema, per un paio di ore di evasione)

Frances A. Yates L’arte della memoria (per fare molto sul serio)

Jonathan D. Spence Il palazzo della memoria di Matteo Ricci (perché è la storia di un uomo fuori dal comune)                                                                                                                                                                                                     

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7 Responses to “Striscia la notizia, il corpo delle donne e la memoria di tutti”

  1. Post davvero interessante. Raccolgo il consiglio sulle letture: mi ispira il romanzo di Roberto Vacca. Lo aggiungo nella mia lista di libri da leggere ben volentieri.
    Grazie,
    Angela

  2. Molto interessante. Ho acquistato qualche anno fa dei libri per imparare a memorizzare, alcune idee erano molto utili. Devo andare a cercare il nome degli autori.
    Ad ogni buon conto mi segno i tuoi.
    Grazie
    PS: ho constatato che non sono l’unica che in casa ha uno schermo che prende sempre e solo la polvere…

  3. Vacca mi dà l’itterizia, ma mia moglie con un ebook di prova di Golfera mi sta lasciando allibito. Yates è mio.
    grazie!
    W

    • Perche’ povero ing. Vacca?! Cosa ti ha fatto? A me il suo approccio pragmaticitssimo alla vita rassicura e mi fa credere che ci sia speranza! Yates non e’ un manuale ma una summa serissima della storia delle mnemotecniche. Tanto per riguadagnare terreno con la moglie, ci sono su iTunes alcuni podcast ( RMC ma ricordo anche qualcosa del festival della matematica) con brevi lezioni di Golfera sulle tecniche di base.

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