Solobagaglio a mano – Una sfida: eliminare i liquidi dalla valigia

La maggior parte degli alberghi, oggi, mette a disposizione dei clienti campionicini di prodotti per l’igiene, più o meno di qualità. Io preferisco rimanere fedele a quelli che utilizzo di solito, sia perché non mi piace cambiare profumo, sia perché uso poche cose ma mirate alle mie esigenze. La pochette che infilo nel bagaglio a mano, che è quasi sempre anche l’unico,  è la stessa che mi porto in giro ogni giorno nella borsa, salvo poche aggiunte, e ha grosso modo le dimensioni di un astuccio di scuola. 

Ognuno ha le proprie abitudini e reputa più o meno necessari determinati articoli. Viaggiare leggeri significa essere capaci di capire cosa ci è necessario e cosa non lo è. Ad ognuno le proprie scelte, ricordando che, a meno che la destinazione non sia in un angolo remoto della terra, la maggior parte delle cose può essere acquistata, in caso di necessità, in loco. Questo post prende in considerazione prodotti tipicamente femminili. Gli uomini, fino a qualche tempo fa, non avevano grossi problemi nel decidere cosa infilare in borsa; adesso, dopo aver visto certi bauli di creme e cremine al seguito dei signori, non ne sono più tanto sicura. Comunque, detto questo, escluso dall’analisi tutto ciò che è solido e non tagliente, che passa senza problemi al controllo di sicurezza, ribadita l’assoluta comodità, per una donna, della coppetta (qui il mio post sull’argomento), e ricordato che esiste sempre il buon vecchio sapone, gli oggetti che rubano spazio e che fanno superare i limiti accettati in cabina sono, in genere, i flaconi: shampoo, creme, bagnoschiuma, tonici…per molti di essi esiste un’alternativa allo stato solido.     

Lush, e altri come lei, produce shampoo e balsamo solidi. Purtroppo ha messo fuori produzione il mio preferito. Ripiego su quanto c’è a catalogo  e, nel caso di viaggi superiori ai tre giorni, mi porto anche un paio di campionicini di maschere ristrutturanti per capelli. Lo shampoo solido dura molto, è economico, occupa poco posto, si può tagliare, lascia i capelli puliti e facili da pettinare. Spesso lo uso anche in piscina.    

                                                                                                                                         Quando non viaggio in luoghi troppo caldi, come idratante uso

     le lotion bars: sono concentrati solidi di sostanze emollienti,      di facile reperibilità, per esempio,  sul mercato                  anglosassone e naturalmente sul web. Soffrono il calore. In alternativa esistono creme concentrate con alto potere idratante in confezioni piccole, come per esempio, quelle al karité o alle mandorle dell’Occitane (50 ml).

             Sempre Lush commercializza deodoranti solidi della cui efficacia non sono al momento molto sicura: li sto ancora provando.

Uso il sistema Clinique in tre fasi e, ogni volta che lo ricompro,  chiedo campioncini sia dei prodotti per la pulizia, sia dei cosmetici. Ne esistono di piccolissimi e di meno piccoli. Clinique, come quasi tutte le marche di cosmetici, produce anche kit da viaggio dei prodotti più noti, in genere venduti in offerte speciali.             

Oltre ad una piccola scorta di cerotti e farmaci (piccola significa due per tipo, per al massimo tre o quattro “malattie”: analgesico, aspirina e poco oltre, per capirci)    prendo con me pettine da borsetta e spazzola pieghevole  (i negozi Muji sono delle miniere per questo genere di cose), una limetta per unghie, rasoio, pinzetta, spazzolino, filo interdentale, dentifricio, dischetti di cotone, una spugnetta   e poco altro.

                 Quando voglio esagerare, porto con me anche un micro boccettino di smalto    per unghie e una scatolina di dischetti levasmalto: di solito li compro da Boots, negli aeroporti inglesi, nei tempi morti degli imbarchi.

    

  

 

Nel sacchetto trasparente da esibire al controllo mi rimangono adesso, al massimo, alcune bustine di campioncini, mini mascara e lipstick, un piccolo contenitore spray ricaricato con il mio profumo, lo smalto, un barattolino di crema, il dentifricio. Il sacchetto in genere non contiene più di una decina di pezzi in formato mignon che non superano, in totale, i 300 ml. Sto cercando da tempo un’alternativa in polvere al dentifricio. Qualche suggerimento?

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10 Responses to “Solobagaglio a mano – Una sfida: eliminare i liquidi dalla valigia”

  1. mmm… interessante… unica cosa: lush et similia non è che siano proprio convenientissimi, però sono deliziosi!
    sul dentifricio in polvere sul web ho trovato solo cose fai da te tipo http://www.saperlo.it/guida/come-preparare-un-dentifricio-in-polvere-con-la-salvia-e-la-menta-10676/
    anzi, in questo topic http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=13&t=21864 parlano del dentifricio in polvere.

    • Vero quello che dici sulla lush però uno shampoo solido a me dura circa come tre flaconi liquidi quindi, in proporzione, lo trovo più conveniente.
      Ho trovato anche io le ricette fai da te per il dentifricio ma voglio qualcosa di pronto all’uso. Il secondo link invece mi sembra più promettente, grazie.

      • se dura di più, allora è più conveniente sì.
        però io ho eliminato le saponette per una questione igienica: non so chi mi ha messo in testa che i batteri (o chi per loro, intendiamoci) si fermano molto di più nelle saponette.
        mmm… dimmi che non è vero.
        ma ti trovi bene con lo shampoo della lush (o usi un’altra marca?)? hanno aperto l’anno scorso anche qui in città e lo uso per fare regali, quello shoppino lì 😀

        • Non lo so: farò un’indagine con chi è molto più competente di me in materia.
          Per ora lo shampoo è Lush ma è semplicemente una questione di comodità di acquisto. Alcuni prodotti mi piacciono, altri no. Per lo scopo di riduzione della quantità di ammenicoli da portarmi in giro in viaggio, la lista pro e contro pende per il pro.

  2. lush ora commercializza anche dentifrici in pastiglie, uno è anche marchiato fair trade, ma il dentifricio in polvere fai-da-te è molto semplice e veloce da fare oltre che più salutare, in qualche negozietto del bio potresti trovarne uno già fatto. Se posso permettermi un consiglio… prenderei shampoo solidi con un inci migliore di quelli del lush(come primo ingrediente hanno il sodium laureth sulfatu e non sono liberi da parabeni) , quelli dei negozi di altromercato costano un sacco meno e gli ingredienti sono ottimi, come i risultati! Ho provato entrambi i tipi e rispetto a quello del lush preferisco quello all’ortica dell’equo 🙂
    ciaO!

  3. @perennemente sloggata: vivere in un ambiente asettico fa male alla salute, innanzi tutto i batteri sono sia buoni che cattivi ed è importante preservarne l’equilibrio senza eliminarli e poi non ho mai sentito una morte per batterio da saponetta 😛 Comunque è l’ultima superficie che tocca la tua pelle di cui ti devi preoccupare, sono molto peggio le spugne sintetiche e marine in bagno e in più
    generale è più pericolosa una stretta di mano e il sedile di un tram di una saponetta 🙂

    • Innanzitutto grazie per il suggerimento dei negozi equosolidali: mi ero dimenticata che tengono anche prodotti per la cura del corpo!
      Alla fine non ho mai provato il dentifricio della Lush perché il dentista mi ha consigliato uno specifico, per cui mi atterrò a quello.

      Poi, io non vivo assolutamente in un ambiente asettico (vivo con tre gatti e sono fanatica di coccole e non di scope hahaha), cosa cui sono peraltro contraria. Il fatto è che sono rimasta scottata per delle verruche (in realtà sotto a un piede, io non ti dico quanto c’ho patito per curarle con la crioterapia) e quindi diciamo che su alcuni temi sono un po’ più sensibile. Ti do assolutamente ragione, davvero, però se posso evito le saponette (eppure costano meno e sono anche più particolari). Ne ho parlato con un’amica ricercatrice di biologia e lei è invece amantissima delle saponette.
      Insomma, cercherò di superare la cosa col tempo.

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