Conversazioni tra amici – La caduta degli dei

Serata tra amici, ieri sera. Si festeggia un compleanno. Orbitiamo tutti intorno ai 40, chi più, chi meno. Con alcuni ci si conosce dai tempi del liceo (classico, per essere precisi) e, se ancora ci stiamo frequentando, significa che:

1- non siamo stati in grado di crearci solide amicizie negli anni successivi (questa, magari, sono io)

2- se ancora ci vediamo, dopo aver superato insieme i traumi dell’adolescenza, quando siamo stati insopportabili,  tutto sommato, ci troviamo confortevoli come una vecchia poltrona.

Niente alcol: non per morigeratezza ma perché la mattina dopo tutti abbiamo la sveglia che suona presto. Anzi, qualcuno ci lascia a metà serata, per iniziare il turno di notte. Ci limitiamo a farci del male con torta cioccolato e pere, torta mimosa, mousse di ricotta e cioccolato e qualche litro di cocacola.

Tra di noi gira un bambino di sei anni, una di quelle meravigliose creature che credevo estinte, che si autogestisce: chiede udienza cinque minuti, si trova un angolino e passa la serata a colorare un disegno per i fatti suoi. Anche se, secondo me, non si perde una parola del discorso. Chissà cosa pensa di noi.

Si parla soprattutto di viaggi: noi viaggiamo. Chi vergognosamente troppo, chi non abbastanza. Però facciamo del nostro meglio. Quando eravamo giovani la valle in cui viviamo ci stava stretta; il lago, imprigionato per tre lati dai monti,  ci ricordava che, là in fondo, iniziava il mondo. Siamo andati quasi tutti via, per studiare, lavorare. Adesso stiamo ritornando a casa quasi tutti, perché qui, tutto sommato, si vive bene. Quando  ci manca il respiro delle città della pianura prenotiamo volo e albergo. E fuggiamo per qualche giorno. Altrimenti ce ne rimaniamo buoni qui, circondati dalla nostra gente semplice e arguta, che ci fornisce, con la sua capacità di demitizzare e ridicolizzare  le nostre sovrastrutture intellettuali, una solida ancora che ci tiene con i piedi per terra e si rifiuta di prenderci troppo sul serio.

Ieri mi raccontano di una conversazione recente tra amici di amici. Non so se è accaduta o inventata di sana pianta: non l’avevo mai sentita, anche se mi sembra tanto una di quelle storielle che tutti conoscono e riciclano come vera. Mi è piaciuta molto, però: io mi accontento di poco.

Una coppia torna in valle dopo anni di vita in india. Si sono convertiti e osservano un culto indù che prevede una serie di riti. La madre di lei, in visita alla figlia, la sente esclamare “Che sciocca, ieri mi sono dimenticata di mettere a dormire il Krishna”. La madre, perplessa, chiede lumi: la figlia spiega che, la sera, la statuetta votiva sull’altare di casa viene coricata, a simboleggiare la fine del giorno, e rialzata la mattina dopo, al risveglio. La madre si avvicina, guarda la figurina ed esclama (in dialetto). ” Non mi sembra abbia una brutta cera. Magari le puoi far fare un pisolino questo pomeriggio”.





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7 commenti to “Conversazioni tra amici – La caduta degli dei”

  1. Essendo parte in causa della serata in questione non dovrei dare commenti di sorta, ma mi sento, invece, di elogiare la descrizione dell’avvenimento fatta da unarosaverde.
    Condivido in toto e vedo l’occasione ( il compleanno di uno di noi) quale ottima pausa infrasettimanale fra impegni e affannose corse lavorative.
    Una sano e divertente momento fra amici.Veri.
    Grazie… a tutti noi!!!

  2. Un succinto riassunto di una breve serata tra 40enni…pronti a ricominciare da capo una nuova vita come se di anni ne avessere sempre 16…

  3. penso ai miei genitori e come alcuni amici storici siano rimasti amici. anche se lontani.
    io mi chiedo se le generazioni attuali avranno una fortuna simile. me compresa.

    • E perché no…ci sono delle persone con cui non ti vedi per mesi ma, quando ci incontra, riannodare i fili è questione di secondi. Noi abbiamo deciso che, quando saremo decrepiti, ci ritroveremo tutti insieme in un posticino con terrazza vistalago, sedie a dondolo e infermieri per tenerci puliti: anche se gli anni saranno stati impietosi con il nostro fisico, sono sicura che saremo ancora bravissimi a tenerci compagnia.

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